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Varazze, chiusura dell’Invidia. La replica del sindaco Bozzano: “Atto dovuto nel rispetto delle norme”

"Siamo vicini dal punto di vista umano, ma di fronte ai fatti abbiamo dovuto procedere come la legge ci impone"

Varazze. “La società concessionaria del Bar Invidia, posto in un locale di proprietà del Demanio Marittimo, non ha assolto all’obbligo di corrispondere all’Agenzia del Demanio i canoni demaniali annuali dal 2009 al 2013. L’importo dovuto ammonta ad oltre 65.000 euro. La società concessionaria è inoltre debitrice dei canoni demaniali dal 2014 compreso sino ad oggi”. Questa la replica del sindaco di Varazze Alessandro Bozzano alla minoranza consiliare che ha attaccato l’amministrazione comunale sulla chiusura del Bar varazzino.

“Il Comune di Varazze, su richiesta del Demanio Marittimo ha attivato la procedura per il mancato pagamento dei canoni a partire dal 2009, emettendo il provvedimento di decadenza dalla concessione per inadempimento grave del concessionario, secondo la procedura prevista dalla legge. Il Comune di Varazze non ha tralasciato di farsi parte attiva nei confronti del Demanio affinché venisse concordato un piano di rientro del debito con la massima dilazione possibile, ma la società concessionaria anche in tal caso non ha aderito alla proposta” spiega ancora il primo cittadino.

“Anzi, la società concessionaria del Bar Invidia ha ritenuto di impugnare il provvedimento di decadenza nati il Tar Liguria, che ha respinto in toto tale ricorso, sottoponendo detta decisione anche al Consiglio di Stato che ha rigettato l’istanza di sospensione della decisione del Tar. Da parte della società concessionaria ha fatto seguito anche una causa depositata al Tribunale Civile di Savona, per la rideterminazione del canone concessorio, anch’essa rigettata”.

“Alla luce di questi fatti, dunque l’atto, di mera gestione amministrativa, risulta inequivocabilmente dovuto e pur con le complicanze che esso richiede e le manifestazioni di vicinanza per l’aspetto squisitamente umano, resta comunque un atto dovuto che l’amministrazione comunale non può non effettuare: del resto la volontaria sospensione da parte dell’amministrazione potrebbe configurare una grave ipotesi di danno erariale che francamente non mi pare vi sia motivo per sopportare” conclude il sindaco Bozzano.

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