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Sanità, al via la sperimentazione della “distribuzione per conto” dei farmaci salvavita presso le farmacie territoriali

Ma per il M5S è una "marchetta di Toti e Viale alle farmacie private che impoverisce i servizi con le tasche dei cittadini"

Regione. Facilitare la vita dei cittadini dopo un ricovero ospedaliero, consentendo, con la ricetta del servizio sanitario, il ritiro gratuito delle medicine “salvavita” direttamente nella farmacia sotto casa anziché esclusivamente in ospedale, nell’ottica di una sanità sempre più a chilometro zero, riducendo al contempo gli sprechi, grazie a procedure uniformi adottate da tutte le Asl, al monitoraggio informatizzato in tempo reale delle giacenze e alla centralizzazione degli acquisti e del magazzino.

Sono i principali benefici della sperimentazione della distribuzione per conto (Dpc) dei farmaci (quelli classificati A-Pht) presso le 584 farmacie convenzionate: il progetto prenderà il via domani, primo marzo, e durerà un anno. In sostanza, il provvedimento determinerà meno spostamenti e meno perdite di tempo per i cittadini, senza ticket in più o costi aggiuntivi, oltre a benefici per il sistema, con una riduzione degli sprechi e un miglior utilizzo delle risorse, che potranno essere reinvestite per migliorare e implementare i servizi. È garantito su tutto il territorio il servizio di consegna a domicilio dei farmaci salvavita per le persone disabili o allettate.

Il presidente della Regione sottolinea l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei cittadini più fragili, affetti da patologie croniche o dimessi dall’ospedale, evitando in particolare a chi vive nell’entroterra di dover percorrere chilometri per reperire i farmaci presso le strutture sanitarie. La vicepresidente e assessore alla sanità evidenzia il superamento di possibili sprechi generati da sistemi non omogenei che non garantiscono una vera equità di accesso al sistema da parte dei cittadini.

La nuova sperimentazione interesserà 584 farmacie convenzionate, 7 magazzini, 1 milione e 400 mila (circa il 10 per cento) pezzi di specialità erogate all’anno, oltre 450 specialità medicinali distribuite gratuitamente, 115 principi attivi, circa 60 aziende farmaceutiche fornitrici individuate a seguito di gara centralizzata.

Il servizio non comporterà nessun onere aggiuntivo: in Liguria il canale della Dpc è totalmente gratuito per l’assistito: quando consegna al farmacista la ricetta Ssn sulla quale sono indicati i farmaci prescritti non deve pagare alcun ticket; procedura identica accade quando li riceve in distribuzione diretta presso la Asl o l’ospedale.

L’assistito può recarsi a propria discrezione presso la farmacia convenzionata oppure presso la struttura pubblica della propria Asl o dell’ospedale per ricevere il farmaco prescrittogli purché sia in possesso della ricetta del servizio sanitario nazionale.

La sperimentazione migliora l’accesso del cittadino al farmaco nell’ottica di una sanità a km 0, con particolare attenzione agli assistiti residenti nell’entroterra e nelle zone periferiche della Liguria grazie all’applicazione omogenea del principio della prossimità e al riconoscimento delle farmacie convenzionate come presidio sanitario per la sanità pubblica: principio ribadito da ultimo anche dalla legge di bilancio 2018 (L 205/2017 art1, commi da 403 a 406).

L’individuazione puntuale e omogenea sul territorio dei quantitativi di farmaci distribuiti per il cosiddetto ‘primo ciclo’ dopo un ricovero o una visita ambulatoriale (una confezione pari  a non più di 30 giorni di terapia oppure, in caso di farmaci monodose, al numero di pezzi necessario a garantire non più di 7 gg di terapia) come previsto dalla legge è garanzia di continuità assistenziale, consentendo una più sistematica presa in carico dell’assistito da parte sia dello specialista sia del medico di medicina generale, i quali hanno la possibilità di assicurare l’appropriatezza, l’adeguatezza e l’aderenza alla terapia raccomandata, nonché di verificarne l’efficacia.

La sperimentazione comporterà una riduzione dei farmaci mancanti e scaduti grazie al monitoraggio informatizzato in tempo reale delle giacenze e una riduzione delle scorte giacenti nei magazzini del servizio sanitario grazie alla centralizzazione del magazzino.

La distribuzione per conto viene adottata in tutte le Asl secondo le stesse regole e procedure. Si avrà quindi un modello distributivo unificato in tutta la regione e per tutte le Asl con l’utilizzo di un elenco unico regionale di farmaci, classificati A-Pht, acronimo che indica i prodotti appartenenti al Prontuario della distribuzione diretta per la continuità assistenziale H (Ospedale) – T (Territorio). Questi farmaci potranno essere erogati dal sistema sanitario regionale tramite i tre canali complementari previsti per legge (distribuzione diretta, per conto e convenzionata) e saranno prescritti per trattare specifiche terapie.

Le principali sono: acromegalia, anemia mediterranea, artrite reumatoide (farmaci immunosoppressori), diabete (insuline, farmaci ipoglicemizzanti), Disturbo da deficit dell’attenzione, iperattività (farmaci psicostimolanti), epatite cronica C (interferoni, farmaci immunostimolanti…), infertilità maschile e femminile (farmaci stimolanti dell’ovulazione ecc), infezioni virali per la terapia Herpes zoster, Citamegalovirus, HIV (farmaci antivirali), malattie neoplastiche e terapia di supporto anemie gravi (farmaci antineoplastici, farmaci antianemici), morbo di Alzheimer (farmaci anti-demenza), morbo di Parkinson (farmaci antiparkinsoniani), nanismo ipofisario, patologie endometriali (pubertà precoce), psicosi grave (farmaci antipsicotici), sclerosi multipla, sindromi coronariche, trombosi, prevenzione Ictus, sindromi coronariche (Eparine, Nao, clopidogrel), trapianto d’organo, trattamento osteoporosi (farmaci mineralizzanti).

È stata migliorata la qualità del servizio pubblico fornito, ora gestito in forma completamente informatizzata grazie all’uso di un applicativo gestionale innovativo e performante, che consente la piena tracciabilità in tempo reale dell’intero processo di dispensazione del farmaco. L’informatizzazione consente il monitoraggio costante del canale distributivo soprattutto nei primi dodici mesi di applicazione sperimentale del nuovo modello. Sono stati efficientati i processi di gestione, come ad esempio, l’acquisto: i farmaci dispensati vengono acquistati dal Sistema sanitario regionale solo tramite gare centralizzate con conseguente eliminazione di duplicati di identiche attività a livello locale (per ciascuna delle cinque Asl) e la possibilità di ottenere una maggiore scontistica. Le risorse ottenute grazie all’efficientamento del sistema potranno essere così reinvestite nel sistema per migliorare ulteriormente i servizi.

La valutazione della dimensione degli aspetti economici è stata affidata all’Università degli Studi di Genova, per la professionalità e la terzietà garantite.

Alice Salvatore e Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria, ritengono che la nuova sperimentazione sui farmaci Pht sia “una marchetta in piena regola alle farmacie da parte di Toti e Viale, che vorrebbero far passare le nuove regole sulla distribuzione dei farmaci come un grande favore ai cittadini e in realtà vengono al solito impoveriti di servizi ma anche economicamente, perché l’aumento previsto di quasi 5 euro a confezione lo paghiamo noi liguri”.

“Se prima il paziente veniva dimesso dall’ospedale con la scorta di farmaci valida per almeno una settimana di terapia, da domani sarà obbligato a rivolgersi alle farmacie, ricetta alla mano, per ottenere una cura. Alla fine, gli unici a guadagnarci saranno i farmacisti privati, che godrà di un consistente vantaggio economico a scapito della comunità. Per non parlare dei pazienti anziani o con difficoltà motorie, che saranno impossibilitati a recarsi subito in farmacia e in molti casi non possono contare sull’assistenza di parenti e amici”.

“Uno dei pochi modelli virtuosi esistenti in Liguria nella distribuzione dei farmaci, quello dell’Asl 1 imperiese, da domani non esisterà più, sacrificato sull’altare di accordi tra Alisa e Federfarma. Non è questo il modello di sanità che abbiamo in mente per la Liguria, costruita attorno agli interessi dei privati e sempre più lontana dalle persone, dai pazienti, dalle loro esigenze e dai loro problemi”.

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