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Pietra, botta e risposta tra parroco e Comune sull’ex parco Lux: “Colpa degli uffici comunali” foto

Bagarre in Consiglio comunale sulla lettera del parroco don Ennio in merito al degrado dell'ex parco pietrese

Pietra Ligure. La parte finale della seduta consiliare del parlamentino pietrese, ieri sera, ha riservato un piccolo colpo di scena. Il presidente del Consiglio comunale, Antonio Luciano, ha preso la parola per commentare una lettera scritta da Monsignor Ennio Bezzone (parroco di Pietra Ligure) e indirizzata all’amministrazione comunale, una lettera che doveva già essere letta in Consiglio ma che fino a ieri sera è rimasta, appunto, “lettera morta”.

Al centro della missiva, la vicenda legata alla mozione intitolata “Stato di degrado dell’ex parco Lux”, presentata nel Consiglio comunale dell’11 dicembre scorso dal consigliere Nicola Seppone. L’esponente della minoranza, nella relazione, lamentava uno stato di degrado dell’area, chiedendo che fosse ripristinata la situazione all’interno del parchetto a pochi passi da Palazzo Golli. A rispondere, per l’amministrazione, fu proprio Antonio Luciano che, tra l’altro, all’interno della maggioranza detiene la delega ai parchi pubblici: “Dal 2014 abbiamo già iniziato a sollecitare la proprietà con ordinanze, lettere e raccomandate – commentò allora Luciano – ci è ritornata anche indietro un raccomandata, con avviso di giacenza, perché la parrocchia non si è premurata di ritirare la raccomandata e quindi vuol dire che abbiamo una parrocchia che non risponde alle lettere del Comune”.

Queste parole, pronunciate da Luciano durante la seduta dell’11 dicembre scorso, non sono passate inosservate, soprattutto a don Ennio Bezzone che, commentando le parole del presidente del Consiglio, affermava: “L’ex parco Lux non è di proprietà della parrocchia ma delle Ferrovie. Le accuse che mi vengono rivolte, quindi, sono ingiuste”. Il parroco, infastidito e dispiaciuto, scrisse quindi una lettera inviata all’amministrazione comunale affinché ne fosse data lettura nella prima seduta utile. E così è stato, ieri sera, nella parte finale del Consiglio comunale: “Sono rimasto mortificato da questa situazione che è stata gestita in modo davvero superficiale – scrive don Ennio Bezzone – a me non interessano scuse di cui non so che farmene, per quel che mi riguarda tutto finisce qui. Desidero però che il rispetto che do alla vostra amministrazione mi sia restituito nel linguaggio e nei modi di fare”.

“Questo disguido è nato perché hanno mandato una raccomandata, che non è stata ritirata, e non hanno avvisato il consigliere delegato di preoccuparsi di contattare il parroco – ha spiegato Luciano – questa è la dimostrazione  della superficialità: io mi scuso con Monsignor Ennio ma questa è stata una mancanza degli uffici”.

Nonostante “l’invito” del parroco, tuttavia, le scuse di Luciano sono arrivate al termine della lettura della comunicazione effettuata dal sindaco Dario Valeriani: “Io mi scuso con don Ennio ma questa è la dimostrazione di come gli uffici mettano a conoscenza gli amministratori degli atti che gli arrivano” ha detto il presidente del Consiglio comunale pietrese.  Una frecciatina, questa, neanche tanto velata e indirizzata ad alcuni dipendenti degli uffici comunali.

Nella stessa seduta di ieri, lo stesso consigliere di minoranza Mario Carrara, parlando della mozione che aveva oggetto il pino caduto lo scorso dicembre in via della Cornice, non ha risparmiato pesanti critiche ai dipendenti comunali: “Gli uffici hanno dimostrato leggerezza, noncuranza e riconfermo tutto quello che ho detto nel Consiglio precedente – afferma Carrara durante il suo intervento – per cui questo Comune non ha bisogno dei dirigenti, sono un lusso che non si può permettere, e quello che guadagnano i dirigenti deve essere redistribuito ai dipendenti”.

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