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Ospedali di ponente, M5S all’attacco: “Il bando conferma tutte le paure sulla privatizzazione” fotogallery

Tante le contraddizioni e i passaggi poco chiari contenuti nel documento

Ponente. “Né salute, né efficienza. Questo è quanto emerge, in estrema sintesi, da una prima lettura del capitolato speciale per l’affidamento ai privati degli ospedali di Cairo, Albenga e Bordighera. Tante le contraddizioni e i passaggi poco chiari contenuti nel documento. A cominciare dal costo del pronto soccorso riconosciuto al singolo ospedale, che varia dai 900 mila al milione di euro. Ma allora perché non investirli direttamente? E ancora: dal capitolato si evince che il concessionario potrà variare la configurazione delle prestazioni offerte, ma nel rispetto del Piano socio-sanitario. Due frasi che si contraddicono l’una con l’altra, continuando a lasciare la programmazione sanitaria in secondo piano rispetto ai meri aspetti economici”.

Queste le parole del consigliere regionale del M5S Andrea Melis sulla privatizzazione degli ospedali di ponente decisa dalla Regione Liguria. Ieri ad Albenga, all’incontro organizzato dal gruppo “Cittadini Stanchi”, hanno preso parte anche i candidati del M5S Sergio Battelli, Matteo Mantero e Leda Volpi.

“Le apparecchiature elettromedicali saranno sostituite dal concessionario a proprio carico, tranne negli ultimi 2 anni. In questo caso la Asl si farà carico fino al 50%, ed è facile immaginare che in questo periodo di tempo diventino, improvvisamente, tutti da sostituire… Anche la manutenzione straordinaria sembra da un lato a carico dal concessionario, ma immediatamente dopo prevede delle contribuzioni” aggiunge Melis.

“Il personale dipendente è, di fatto, vincolato ad essere impiegato nella struttura mantenendo il rapporto con Asl, a meno che non faccia richiesta di essere assunto dal concessionario. Si parla, però, di una percentuale dell’80%. E gli altri dipendenti che fine faranno? Si rimanda ad Asl ogni decisione in merito, ma ai lavoratori a qualcuno ha mai chiesto nulla? Che fine faranno i dipendenti magari entrati per concorso che non hanno intenzione di fare questo percorso? Anche in questo caso la parola finale spetta sempre e solo ad Asl il potere di rimuovere dal comando i lavoratori. La strada è ancora lunga, ma se già avevamo espresso contrarietà alla privatizzazione dei tre ospedali del Ponente, la lettura del capitolato conferma tutti i nostri timori” conclude l’esponente pentastellato.

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