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Giorno del Ricordo, iniziative e celebrazioni nel savonese e in Regione foto

Savona. Dalla Regione Liguria, fino al Comune di Savona, passando per Varazze e Albissola Marina: anche quest’anno il savonese celebra il Giorno del Ricordo, dedicato a tutte le vittime delle Foibe. Iniziative ed eventi in diversi comuni della provincia di Savona.

REGIONE. Oggi alle ore 9.30 nel Complesso monumentale di Sant’Ignazio – Archivio di Stato, via Santa Chiara 28, Genova, si è svolta la Seduta Solenne per il Giorno del Ricordo, dedicata agli italiani che alla fine della Seconda Guerra Mondiale furono perseguitati e costretti ad abbandonare Croazia, Slovenia e Dalmazia. Ha aperto la cerimonia il presidente dell’Assemblea legislativa Francesco Bruzzone, con l’intervento di Antonio Ballarin, presidente della Federazione delle associazioni degli esuli Fiumani Istriani e Dalmati. Al termine della seduta sono stati premiati gli studenti vincitori della diciassettesima edizione del concorso “Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”, destinato agli istituti superiori della Liguria e promosso dalla legge regionale 24 dicembre 2004 numero 29 “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della Memoria del Martirio e dell’Esodo dei Giuliano Dalmati”.

SAVONA. Sabato 10 febbraio, l’Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia invita i savonesi alle celebrazioni del “Giorno del Ricordo” che inizieranno alle 16,30, nella Cappella di Nostra Signora della Neve, in via Santa Maria Maggiore, con la messa celebrata da Monsignor Calogero Marino, Vescovo di Savona. Alle 18 seguirà la cerimonia in piazza Mameli alla presenza delle autorità cittadine: dopo il commovente suono del “Silenzio fuori ordinanza”, verrà deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti. Ai rintocchi della Campana si fermeranno poi come ogni giorno passanti e traffico per attimi di raccoglimento. La Corale Alpina Savonese intonerà infine il coro “Va’ pensiero”. Il coro verdiano, musica dell’esilio, è il canto della giulianità, risuonato nell’Arena di Pola, nel Capodanno del 1947, quando la quasi totalità dei polesi si apprestava ad abbandonare per sempre la terra natale.

ALBISSOLA. nel palazzo del Comune di Albissola Marina, nell’ambito degli eventi in Italia per il “Giorno del Ricordo”, il 10 febbraio, stabilito per ricordare la vicenda dei profughi giuliano-dalmati, l’artista Beppe Ricci, vicepresidente della “Sezione Monferrato e Langhe” del “Centro XXV Aprile”, ha donato un’opera al Comune. Si tratta di una raffigurazione del piroscafo “Toscana”, che dal 2 febbraio al 20 marzo 1947, trasportò in Italia 16.800 profughi dall’Istria. Il quadro era stato esposto nel febbraio dello scorso anno, al civico spazio culturale “MuDA”, nell’ambito della mostra “I colori del Ricordo”, promossa dal “Centro XXV Aprile, curata da Federico Marzinot, con il patrocinio dell’amministrazione, del comitato provinciale dell’associazione “Venezia Giulia e Damazia” e dell’Isrec (Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea) della provincia di Savona, che aderiscono all’evento.

VARAZZE. In occasione della celebrazione del 10 febbraio, “Giorno del Ricordo” di tutte le vittime delle foibe, istituito con la legge nazionale n. 92 del 30 marzo 2004 e del 71° anniversario del Trattato di Parigi del 1947, la città di Varazze in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Varazze Celle, promuove ed evoca la ricorrenza con un incontro che si terrà alle ore 11.00 di venerdì 9 febbraio 2018 nella Sala Consiliare del palazzo comunale.
E’ prevista la partecipazione degli studenti di alcune classi della locale Scuola Secondaria di Primo Grado, i quali, accolti dal Sindaco Avv. Alessandro Bozzano e dall’Assessore alla Cultura Mariangela Calcagno, si alterneranno nell’interpretazione dell’inno nazionale, nella lettura e commento di alcuni testi che raccontano della triste vicenda.

«Il “Giorno del Ricordo” promosso dalla città di Varazze e dall’Istituto Comprensivo Varazze Celle, vuole essere un momento di riflessione – ha dichiarato l’Assessore alla cultura Mariangela Calcagno – l’occasione per conservare e rinnovare la memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda della definizione di un nuovo confine orientale del nostro Paese. Una tragedia fino a pochi anni fa sconosciuta ai più, oggi diventata materia di approfondimento scolastico, perché è un dovere della scuola informare e delle istituzioni fare chiarezza su una pagina dolorosa e vergognosa della nostra storia.»

L’epurazione forzata di tutti gli individui di etnia italiana residenti in Istria e Dalmazia, territori della Venezia Giulia passati alla Jugoslavia del maresciallo Tito alla fine della II Guerra Mondiale, in seguito al trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, coinvolse circa trecentomila persone e lo sterminio di oltre undicimila sventurati, in parte sepolti nelle grotte e altri deportati in campi di concentramento dove subirono atroci torture come vendetta contro il tramontato regime fascista e per eliminare ogni possibile forma di resistenza.

Ecco la riflessione del Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani: “È fondamentale il recupero della memoria storica di avvenimenti così significativi e drammatici per il nostro Paese; informare le giovani generazioni sul proprio passato anche se doloroso, costruisce l’unico viatico per l’acquisizione della consapevolezza dell’importanza di valori universali come la pace, la tolleranza e la giustizia. La civiltà si costruisce attraverso la cultura. Le Foibe, luogo simbolo di una tragedia italiana, possono e devono diventare motivo di riflessione, perché venga contrastata ogni forma di violazione della prerogative altrui e la vita umana venga considerata sacra. Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani si associa al pensiero espresso recentemente dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla ricorrenza: “Le stragi, le violenze, le sofferenze patite dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati non possono essere dimenticate, sminuite o rimosse. Esse fanno parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, che ci ammonisce sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell’odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema”.

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