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Fallimento Agrifor Costruzioni: patteggiano i vertici aziendali, prosciolti due mebri del collegio sindacale

La società era fallita nel 2011, secondo il pm le scritture contabili erano state alterare per nascondere la situazione dei conti dell'azienda

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Savona. Il 5 maggio del 2011 la società Agrifor costruzioni srl di Cairo Montenotte era stata dichiarata fallita in tribunale. Un crac sul quale aveva indagato il pm Ubaldo Pelosi della Procura di Savona che aveva chiesto il rinvio a giudizio di sette persone: Matteo, Andrea e Walter Bracco, rispettivamente amministratore delegato, socio e presidente del cda di Agrifor; Maurizio Rosa, membro del cda dal 2007 al 2010; Salvatore Brancato, Davide Reverdito, e Paolo Grondona, tutti savonesi e facenti parte il collegio sindacale (presidente e membri).

Questa mattina il caso è arrivato in udienza preliminare, davanti al gup Maurizio Picozzi (che tra l’altro era al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione), e i tre manager hanno patteggiato: Matteo ed Andrea Bracco un anno e otto mesi di reclusione, mentre Walter Bracco un anno e dieci mesi (per tutti è stata concessa la sospensione condizionale della pena).

Altri due imputati, Brancato e Rosa, hanno invece definito la loro posizione con la messa alla prova, mentre Reverdito e Grondona, che erano assistiti dagli avvocati Fausto Mazzitelli e Mariangela Piccone, hanno preferito affrontare il rito ordinario e alla fine sono stati prosciolti da ogni accusa con una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato.

Ai sette, a vario titolo ed in concorso, il pm contestava di aver tenuto le scritture contabili in modo da impedire la ricostruzione del patrimonio e del movimento d’affari, di aver emesso fatture false, ma anche di esposizione di un quadro societario erroneo al fine di ottenere crediti e soprattutto di essersi astenuti dal richiedere tempestivamente il fallimento dell’azienda.

Secondo la tesi della Procura Walter, Matteo ed Andrea Bracco avrebbero ricorso abusivamente al credito per quasi tre milioni e mezzo di euro tra il 2005 e il 2009 e indicato, sempre per lo stesso periodo, quasi cinque milioni di euro di crediti del tutto inesigibili in maniera da dipingere una situazione societaria non corrispondete al vero.

Il crac della Agrifor era arrivato come un fulmine a ciel sereno anche perché l’azienda cairese aveva vinto diversi appalti, anche nel basso Piemonte.

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