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Demichelis a ViviAndora: “Solo fango da chi ha lasciato per 11 anni i nostri figli in una scuola a rischio crollo”

"Questa amministrazione ha rimediato ad una pesante eredità che arrivava dal passato"

Andora. Non si è fatta attendere la replica del sindaco di Andora, Mauro Demichelis, alle dichiarazioni del direttivo di ViviAndora circa la inaugurazione “parziale” della scuola “Benedetto Croce” di via Cavour.

“Viviandora dovrebbe vergognarsi – contrattacca il primo cittadino – Prima di tentare di screditare una così importante opera pubblica, dovrebbe spiegare agli andoresi perché, con grande superficialità, Franco Floris ha permesso ai nostri figli di andare a scuola per anni in un edificio insicuro, di cui si conosceva la potenziale fragilità, anche in caso di terremoto di lieve entità, certificata da una perizia realizzata nel 2003. Persino nel 2012, quando la scuola fu evacuata per il movimento anomalo registrato in concomitanza al terremoto dell’Emilia Romagna, nessuno è stato toccato dal dubbio che si dovessero approfondire i controlli”.

“Questa amministrazione ha rimediato ad una pesante eredità che arrivava dal passato. Viviandora batte il record del ridicolo quale unica opposizione al mondo che contesta alla maggioranza di aver fatto ‘presto e bene’. Che l’apertura della scuola, dopo soli sei mesi di lavori, fosse un evento eccezionale è evidente a tutti. Solo a Viviandora può sembrare strano che un sindaco pretenda che un’opera pubblica sia completata entro i termini stabiliti, per essere al più presto al servizio dei cittadini che l’hanno pagata. Ridicolo tentativo di coprire il fallimento politico di una compagine che ha amministrato per 20 anni Andora e che, alla sicurezza dei nostri figli, ha preferito investire pari risorse per ristrutturare Palazzo Tagliaferro. Per non parlare della logora rete fognaria e dell’acquedotto, trascurata come tutte le strutture sportive alle quali noi oggi stiamo mettendo mano”.

“Viviandora si rassegni – prosegue il sindaco – Questa amministrazione ha preso un impegno importante e l’ha mantenuto. La scuola è pronta. Il trasloco può esser fatto in qualsiasi momento. I docenti e le famiglie hanno ritenuto di rimanere nella sede provvisoria della Sacra Famiglia per non perdere giorni di scuola e condizionare negativamente la didattica, mantenuta ineccepibile fino ad ora. Questa è la dimostrazione che, anche all’opposizione, quelli di Viviandora continuano a vivere lontano dagli andoresi. Vorrei ricordare che il rispetto dei tempi era necessario per assicurare ai cittadini e alla Prefettura adeguati spazi per i cinque seggi delle Elezioni politiche del 4 marzo e per evitare che ad Andora le delicate operazioni di voto si svolgessero nei container, dove certamente sarebbero finiti anche i ragazzi se non si fosse proceduto velocemente con la ristrutturazione”.

“Se poi vogliamo parlare di costi, allora parliamo anche di quelli che avrebbe pagato l’economia locale se, come avrebbe voluto Viviandora, si fosse realizzata una scuola nuova in un’altra zona, con tempi di costruzione lunghissimi e costi esorbitanti. Abbiamo potenziato l’iniziale investimento annunciato per rimediare ad un grave problema strutturale e per procedere ad un totale rinnovo del plesso. Solo Viviandora può contestare un’opera che doveva fare e non ha fatto, una festa con cui abbiamo presentato agli studenti, ai docenti e ai cittadini, attraverso i media, la nuova scuola alla cui inaugurazione i giornalisti sono stati invitati con un semplice messaggio. Quel giorno il Comune non ha scritto alcun comunicato né scattato foto, perché fortunatamente nel mondo reale l’apertura di una scuola a rischio crollo, rinnovata in pochi mesi, fa ancora notizia”.

“A chi ci contesta vizi, rispondiamo di avere certamente una virtù: fare ciò che promettiamo, senza nascondere perizie e problemi nel cassetto. Mentre Viviandora ha sempre il medesimo obiettivo: fare da paravento con dichiarazioni audaci al presidente onorario, ex sindaco di questo comune, che, se vuole candidarsi, sarebbe il caso che ci mettesse la faccia, senza tastare il terreno con deliranti polemiche prive di ogni fondamento reale”.

Daniele Martino, consigliere delegato all’istruzione e capogruppo della maggioranza di “Andora Più”, aggiunge: “Rispondo prontamente alle dichiarazioni di ViviAndora, peraltro neanche firmate per nome, nella speranza di non mettere in difficoltà gli strateghi della comunicazione di Floris, che ci hanno messo ben 10 giorni per partorire il comunicato di ieri. Quanto dice ViviAndora mi sorprende perché all’inaugurazione era presente anche il consigliere di ViviAndora e del Partito Democratico Giancarlo Pogliano Ventola, segno che l’amministrazione ha inteso questo evento non in maniera di parte, ma in maniera di tutti. È stato infatti un momento importante per il comprensorio, con la gradita presenza (tra le tante altre) del Consigliere delegato alle scuole del Comune di Albenga architetto Maurizio Arnaldi, che si è congratulato con il sindaco Mauro Demichelis per il lavoro svolto, nonostante la diversità di schieramenti politici tra i Comuni di Andora e di Albenga”.

“È il segno che il buonsenso e l’essere oggettivi possono prevalere sulle differenze di partito, buonsenso e oggettività che ancora una volta mancano a ViviAndora. È infatti la solita ViviAndora che critica tutto, anche l’albero di Natale in piazza, senza proporre niente. È la solita ViviAndora che fa allarmismo e predica disfattismo nei bar, in uno stanco abbaiare alla luna ascoltato da sempre meno Andoresi. È la solita ViviAndora che in Consiglio Comunale si rende invece protagonista di silenzi oggettivamente imbarazzanti perché, in ormai quasi quattro anni, nessuno ha ancora sentito una sua proposta su un qualsiasi tema, zero assoluto. Da Franco Floris ad Alessandro Cibien, da Innocenzo Divizia a Romolo Arriu, i cavalli di razza di ViviAndora pensino piuttosto a cosa non hanno fatto quando erano loro al governo di Andora. La scuola poteva cedere da un momento all’altro e loro hanno taciuto pur avendo in mano una perizia del 2003 che parlava chiaro”.

Il dirigente scolastico Maria Teresa Nasi aggiunge: “Prima di esprimere giudizi occorrerebbe conoscere l’argomento del quale si disserta. Motivazioni pedagogico-didattiche importanti rendono decisamente inopportuno il trasferimento degli alunni della secondaria di primo grado dall’edificio che attualmente li ospita (in vico Sant’Andrea) alla ristrutturata scuola di Andora in via Cavour”.

“Gli stessi alunni, i docenti, le famiglie hanno chiesto di concludere l’anno scolastico nella struttura dove sono ora e dove prosegue felicemente il percorso educativo. Il trasloco avrebbe comportato l’interruzione delle lezioni per qualche giorno. Inoltre, le prossime elezioni del 4 marzo avrebbero creato un ulteriore disagio, con la sospensione delle attività scolastiche, perché l’edificio do via Cavour è sede di ben cinque sezioni elettorali. L’inaugurazione è stato un evento decisamente piacevole, coinvolgente ed emozionante: gli alunni, i docenti, il personale ausiliario si sono riappropriati della loro scuola, ora posta in sicurezza”.

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