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Rinvio consiglio comunale a Savona, Ravera accusa la Lega: “Lotte interne, vogliono far passare le elezioni”

Al centro c'era il bilancio: "Tagli e privatizzazioni contrari agli slogan elettorali, hanno preferito rinviare a dopo il voto"

Savona. I capigruppo di maggioranza chiedono il rinvio del consiglio comunale, e scoppia un nuovo caso politico sotto la Torretta. A lanciare il sasso è Marco Ravera di Rete a Sinistra: secondo lui le ragioni sarebbero da ricercare nelle lotte intestine alla Lega e, soprattutto, nella volontà di non perdere voti prima delle elezioni politiche presentando alla città un bilancio che penalizzerebbe ancora una volta le politiche sociali.

“Si sono svolte quattro commissioni consiliari sul bilancio, con la Lega di Salvini sempre presente – ricorda Ravera – Nella prima, il 12 febbraio, è stata audita l’assessore Maria Zunato (Lega), il 14 febbraio è stata la volta del vice sindaco Massimo Arecco (Lega). Nella terza, 19 febbraio, l’assessore (e candidato al senato) Paolo Ripamonti (sempre Lega) ha illustrato le sue proposte. Infine, il 21, si sono svolte le votazioni finali. In nessuna delle sopracitate commissioni le consigliere e i consiglieri della Lega hanno proferito parola”.

“Non un dubbio, non una critica – tuona Ravera – Nessuna esitazione nemmeno al momento del voto. Maggioranza compatta. Consiglio convocato per il 28 febbraio. Ma ieri il colpo di scena, nemmeno poi tanto. I capigruppo di maggioranza hanno chiesto un rinvio del Consiglio senza spiegarne le motivazioni”.

Ed è qui che Ravera scocca le sue frecce, abbozzando un’ipotesi: “Tutto risiede nelle lotte interne alla maggioranza. Da una parte la possibile ‘successione’ a Ripamonti in giunta, dall’altro l’atto stesso del Bilancio che tratteggia un’idea di città, opposta alla mia, dove regnano tagli e privatizzazioni. In campagna elettorale la Lega urla asili gratis, ma nella pratica fa altro”.

Quel bilancio, secondo Ravera, “potrebbe suscitare più di un dubbio nell’elettorato e quindi meglio rinviare a dopo il voto, con buona pace dei cittadini. Se non si approva il bilancio, infatti, il comune andrà in esercizio provvisorio con, ad esempio, ritardi nei pagamenti delle aziende che il centrodestra a parole dice di voler tutelare. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, conclude.

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