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Lettere al direttore

Borghetto: “Nessuno spazio al razzismo ma nemmeno ad opportunismi di qualsiasi genere”

La società granata commenta gli episodi avvenuti durante la partita con la Virtus Sanremo

L’FCD Borghetto 1968, dal presidente Alberto Rovere al più piccolo dei suoi Piccoli Amici e al più distratto dei suoi spettatori o genitori, esprime massima solidarietà al giocatore Lamin Saidy e a tutti i giovani extracomunitari impegnati nello sport e nella vita di tutti i giorni così lontani da casa.

Compresi i propri numerosi tesserati di origine o provenienza extraeuropea, compresi i ragazzi stranieri che gravitano nel gruppo prima squadra, perfettamente integrati, compresi i giovani africani che utilizzano gratuitamente le nostre strutture al sabato o alla domenica.

L’FCD Borghetto 1968 stigmatizza inoltre il minuscolo accenno di provocazione proveniente dalla tribuna, un “buh buh” fatto partire da un piccolo gruppo di sconosciuti giovani spettatori, immediatamente bloccato dal pubblico di Borghetto (compreso chi scrive) e vistosamente censurato dalla panchina del Borghetto (nella persona del vice allenatore Fabio De Giovanni).

Nessuno di questi giovani inconsapevoli è riconducibile alla nostra società calcistica: del resto hanno dimostrato di non possedere i requisiti valoriali per poterne far parte. Tutto il resto della partita, pre-match, gara e post partita, si è svolto secondo i canoni della normale contesa sportiva. Massimo rispetto per l’avversario, nessuna, nessunissima provocazione a sfondo razziale o di altro genere da parte dei giocatori o della panchina granata, totale collaborazione e rispetto per il ruolo del direttore di gara; una normale partita di calcio, prevalentemente dominata dalla squadra di casa, complessivamente corretta e combattuta.

Tutto questa da parte dell’FCD Borghetto 1968. Per quanto riguarda la squadra ospite, nulla di nuovo, tutto come sempre. Il solito atteggiamento provocatorio e arrogante, incredibilmente tollerato, dell’allenatore verso l’arbitro, l’incitazione del mister ai suoi giocatori “Entrate sulle gambe!”, normali provocazioni e falli da frustrazione che una squadra inferiore spesso riserva all’avversaria che la sta mettendo sotto sul piano del gioco e del risultato.

Il solito battibecco – dopo 20 anni sui campi ci si ricorda degli atteggiamenti che caratterizzano le persone – di un allenatore con il capitano della squadra avversaria! Il solito rivolgersi alla tribuna di un giocatore ospite, particolarmente polemico e dall’atteggiamento antisportivo. E dopo aver pagato il prezzo dell’inesperienza, con un cartellino giallo ed uno rosso meritati ma ampiamente “cercati” dalle provocazioni dei matuziani, tocca anche sorbirsi la solita lezioncina morale, funzionale, guarda caso, a giustificare una netta sconfitta sul campo. Sul campo.

L’FCD Borghetto 1968 respinge quindi con la massima serenità al mittente le accuse di comportamento antisportivo, violento o razzista giunte nei confronti di giocatori, panchina e tribuna e della società stessa. Invita i propri giocatori, dirigenti e sostenitori a vigilare ancor più di oggi per evitare che in futuro possano accadere avvenimenti come quelli descritti dai tesserati Virtus Sanremo.

Ricorda infine che esistono molti possibili modi per gestire le vittorie e le sconfitte, e di queste ultime ne abbiamo dovute, lungo 50 anni di storia, affrontare molte. Finchè si rimane bravissimi solo a scaricare le motivazioni lontano da sé, è impossibile costruire qualcosa di duraturo e costruttivo. Si riserva inoltre di tutelare il proprio buon nome in altra sede qualora la cosa si rivelasse necessaria.

l’addetto stampa
Roberto Monleone

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