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Balneari, Vazio (Pd): “Il Pd al fianco delle imprese, con fatti concreti”

"Se gli stabilimenti balneari potranno ancora lavorare lo devono esclusivamente all'approvazione dell'emendamento voluto dal Pd"

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Provincia. “Il partito Democratico è stato al fianco delle imprese balneari: se le nostre aziende e gli stabilimenti balneari potranno ancora lavorare lo devono esclusivamente all’approvazione dell’emendamento alla legge 7 agosto 2016; una legge voluta e votata dal sottoscritto e dai deputati del PD a cui Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e M5S hanno votato contro. Questi sono i fatti”. Così il parlamentare savonese e capolista del Pd in Liguria per le prossime elezioni politiche commenta l’incontro che si è svolto con i balneari a Savona, nell’ambito di un confronto con i candidati al Parlamento in vista del voto del 4 marzo.

“Il provvedimento approvato dal Pd stoppa la decadenza delle concessioni e introduce un regime transitorio in attesa della definitiva approvazione di una legge di riordino delle concessioni – spiega Vazio – La Regione Liguria, nel tentativo di rimediare ai danni conseguenti ai provvedimenti legislativi approvati dal Governo Berlusconi-Lega e colmare il conseguente vuoto legislativo, ha approvato da ultimo, anche con i voti e il sostegno del PD, una legge regionale; una legge però che è solo un atto di testimonianza e di vicinanza politica giacché è noto a tutti gli operatori del settore che non esiste una competenza regionale in materia e quindi, questa legge, al pari di ciò che e accaduto per altre identiche leggi regionali, tra l’altro approvate in precedenza, sarà neutralizzata dalla Corte Costituzionale”.

“Ecco la cronistoria sulla vicenda dei balneari con prove documentali consegnate ieri a mani alle nostre imprese balneari. La storia la fanno i fatti e non le parole. Il 12 dicembre 2012 viene assunta dal Consiglio Europeo la famosa e devastante Direttiva Bolkestein che impone procedure di affidamento in totale contrasto con la legge italiana, imponendo procedure di gara che nei fatti sbriciolerebbero professionalità e investimenti effettuati dalle oltre 30.000 imprese balneari; la Legge 25/2010 voluta e approvata dal Governo Berlusconi-Lega abroga il diritto di “insistenza” (una prelazione di fatto per i concessionari), unica e decisiva tutela per le imprese balneari in occasione dei rinnovi delle concessioni; il Decreto Lgs 59/2010 voluto e approvato dal Governo Berlusconi-Lega recepisce la Direttiva Bolkestein senza porre paletti e senza prevedere un regime transitorio, come avrebbe potuto e come altri Stati hanno invece fatto (vedi Spagna, Portogallo, Croazia etc.)”.

“Fortunatamente per l’Italia – prosegue Vazio – il 14 luglio 2016 la Corte di Giustizia Europea riapre a sorpresa per l’Italia la strada per prevedere criteri, paletti e regimi transitori rispetto alle procedure di gara imposte dalla Direttiva Bolkestein: una nuova opportunità per l’Italia! La Legge 7 agosto 2016, con un emendamento sostenuto dal sottoscritto e da altri parlamentari del PD (Giacobbe, Fregolent, Fanucci e molti altri), e poi approvata dal Parlamento con 228 voti favorevoli del PD e con i voti contrari di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e M5S, stoppa la decadenza delle concessioni e introduce un regime transitorio in attesa della definitiva approvazione di una legge di riordino delle concessioni”.

“Ci sono 30mila imprese (di cui l’85% a conduzione familiare) e 300.00 lavoratori coinvolti – ricorda il parlamentare uscente – Il Pd, come dimostrano i fatti, ha lavorato in questi anni al fianco di queste imprese. Poi ci sono Forza Italia e Lega, che preferiscono dimenticare i propri errori e le proprie gravi omissioni e raccontare in modo approssimativo una storia che conoscono poco. E infine c’è il M5S, che non riconosce alcun valore a queste aziende, alla loro storia e al loro avviamento e quindi vuole azzerare e spazzare via tutto, insieme a professionalità e lavoro, aprendo una strada senza reti a capitali stranieri e società non meglio identificate”.

“L’incontro del 24 febbraio che si è svolto a Savona con le Imprese Balneari è stato un’occasione molto utile che ha consentito a tutti di capire meglio come sono andate le cose e quali siano le reali posizioni su questo tema – aggiunge Vazio – Ora per risolvere definitivamente la questione serve una Legge di riordino dell’intera materia. Un percorso avviato già alla fine di questa Legislatura con le associazioni di categoria e che deve riprendere immediatamente dopo le elezioni. Un percorso che pone finalmente quei paletti e quelle condizioni che l’Italia, prima di assegnare le concessioni demaniali, può e deve ora imporre all’Europa: valore commerciale delle imprese balneari, peculiarità delle coste e del nostro territorio, miglioramento e tutele ambientali, professionalità, congruo regime transitorio”.

“E’ ovvio – puntualizza Vazio – che sarà compito del prossimo Parlamento discutere e fissare con l’Europa questo ‘congruo periodo transitorio’, che deve essere adeguato e sufficiente per consentire alle imprese balneari italiane di investire nuovamente e di ammortizzare i propri investimenti; c’è chi parla di 25 anni, c’è chi parla di 30 o anche di più. Non ci sono obiezioni, ma solo la volontà di ottenere il giusto e il massimo possibile”.

“Io capisco le ansie e le preoccupazioni del settore perché da oltre 25 anni seguo anche professionalmente questa storia e le vivo, in una città di mare, a fianco a chi lavora per un turismo di eccellenza. Questa è la verità, questo è stato il lavoro svolto dal PD e questi sono i nostri impegni per il settore turistico-balneare” conclude Franco Vazio.

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