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Arrestati per un furto a Cervo: due erano i basisti e il terzo la “mente” dei furti tra Finale e Borghetto foto

Gianpiero Conti arrestato dai carabinieri di Albenga: nove i colpi a lui attribuiti, oltre a tre truffe ai danni di anziani

Albenga. Almeno nove furti in abitazione e tre truffe ai danni di persone anziane. E’ quanto i carabinieri contestano a Gianpiero Conti, 34 anni, arrestato sabato scorso insieme al 54enne Paolo Cannizzaro e al 47enne Andrea Pezzoni dopo che i tre avevano appena svaligiato un residence a Cervo.

Ad arrestarli erano stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Albenga, che li avevano intercettati mentre passavano in via Da Vinci a bordo di un furgoncino bianco. I militari, che stavano monitorando Conti da tempo, li avevano fermati trovandoli in possesso della refurtiva ancora nel bagagliaio (una lavatrice ed altri elettrodomestici): a quel punto erano scattate le manette per furto e i tre erano finiti nel carcere di Imperia.

L’arresto di sabato è però l’epilogo di un’attività investigativa iniziata da qualche mese, denominata “Operazione Gipsy” e scaturita da diversi furti avvenuti a partire da dicembre tra Finale Ligure e Borghetto Santo Spirito. Le indagini hanno infatti permesso di attribuire a Conti ulteriori colpi, ma anche truffe a carico di anziani. Secondo quanto ricostruito l’uomo, a capo di un gruppo di sinti (è sposato con una sinti di una famiglia di Asti), arrivava regolarmente in Riviera dal Piemonte con un camper, che lasciava a Pietra Ligure: da lì, per alcuni giorni, si muoveva a bordo di una Fiat Sedici per mettere a segno i furti, prima di ritornare in Piemonte.

Gli obiettivi venivano segnalati da diversi basisti (come Cannizzaro e Pezzoni nel caso di Cervo), scelti in base alla loro attività lavorativa (Pezzoni, ad esempio, era elettricista) per individuare abitazioni più interessanti. Conti era specializzato soprattutto nel tagliare casseforti, di cui spesso conosceva l’ubicazione proprio grazie alle informazioni dei basisti. Nella sua auto sono stati trovati anche scanner sintonizzati sulle frequenze delle forze dell’ordine e due targhe false, corrispondenti ad un’auto realmente circolante. Nella vettura, inoltre, l’uomo aveva creato alcuni vani ad hoc per nascondere gli arnesi da scasso.

gianpiero conti

I militari hanno identificato Conti, già noto alle forze dell’ordine, grazie a perquisizioni e a riprese di alcune telecamere private, e monitorando i suoi conti ed i suoi mezzi di trasporto sono riusciti ad arrivare a lui. Ora gli vengono addebitati almeno nove furti tra Finale Ligure, Pietra Ligure, Loano e Borghetto. Ma secondo quanto ricostruito dai carabinieri l’uomo si dedicava anche alle truffe: nel camper sono stati ritrovati 1500 euro in contanti ed un falso tesserino dell’Arma dei Carabinieri, che secondo i militari veniva utilizzato proprio per truffare gli anziani.

gianpiero conti

Un membro della banda sinti prima provava a circuire le vittime sostenendo di essere un addetto della luce o del gas; se il primo tentativo falliva, un altro complice arrivava spacciandosi per carabiniere e chiedendo all’anziano se era stato vittima di un tentativo di truffa, ottenendo così la sua fiducia. Al momento sono tre quelle che i militari sono riusciti a ricondurre al gruppo, ma le forze dell’ordine hanno deciso di diffondere la fotografia di Conti perchè ritengono che in realtà gli episodi siano molti di più: la speranza è che qualche vittima lo riconosca e si rivolga ai carabinieri.

gianpiero conti

Per Conti il pm Elisa Milocco ha richiesto l’emissione di una misura cautelare in carcere, su cui dovrà pronunciarsi il gip Francesco Meloni che questa mattina, tra l’altro, ha interrogato il trio. Conti, Cannizzaro e Pezzoni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e il giudice ha convalidato l’arresto per tutti e tre riservandosi di decidere sulla misura cautelare. Per ora restano quindi in carcere ad Imperia.

“I furti in abitazione sono un tema molto sentito dalla popolazione – è il commento del comandante della provincia di Savona, Dionisio De Masi – ed è quindi importante dare queste risposte. Un’ottima operazione quella degli uomini della compagnia di Albenga”.

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