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Alassio, le nuove attività saranno esentate per un anno dal pagamento della Tari

La decisione in consiglio comunale: diversi gli scontri tra maggioranza e minoranze, in particolare sul sistema porta a porta

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Alassio. Il consiglio comunale di Alassio ha approvato l’esenzione del 100% sul pagamento della Tari per le nuove attività commerciali. Una decisione presa per favorire le nuove aperture che ha incontrato il favore di tutto il consiglio (eccezion fatta per il gruppo Insieme X, che ha deciso di astenersi al momento della votazione, in quanto “decisione che favorisce le nuove attività, creando però una disparità di trattamento andando a svantaggio di quelle già esistenti”).

“Si tratta di un provvedimento importante, mirato a favorire le nuove aperture e migliorare l’immagine della città, anche dal punto di vista dell’offerta a cittadini e turisti. Ci tengo, comunque, a ringraziare le attivitá commerciali già esistenti che hanno continuato e continuano a impreziosire Alassio nonostante le tante difficoltà”, ha commentato l’assessore Lucia Leone.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno: il piano triennale 2018/2020 di razionalizzazione delle spese di funzionamento; l’approvazione del programma degli incarichi di consulenza, di studio o ricerca di soggetti estranei all’amministrazione; la determinazione delle aliquote e della detrazione per l’anno 2018 della Tasi; le modifiche al Dup (Documento unico di programmazione); l’approvazione del bilancio di previsione 2018-2020.

Tanti le discussioni e le discordanze tra maggioranza e le minoranze (che hanno espresso il proprio voto negativo sulla quasi totalità delle pratiche). Ma a generare gli scontri più accesi, in particolare, tra l’assessore all’Ambiente Angelo Vinai e i consiglieri di minoranza Piera Olivieri e Angelo Galtieri, è stata discussione relativa alla raccolta dei rifiuti, con punti di vista diametralmente opposti sulla gestione e attuazione del sistema porta a porta.

Un servizio che, visti i risultati raggiunti nel 2017 (53%), seppur lontano dalla percentuale prevista per legge (65%), è stato difeso da Vinai, tra le proteste delle minoranze, che hanno invece parlato di “città sempre più sporca, dove la gestione della raccolta dei rifiuti ha portato a degradare ancor di più le strade di Alassio, oggi popolate da isole ecologiche molto simili a discariche a cielo aperto. Senza parlare, poi, dei risultati dannosi e ingiusti del porta a porta, applicato in modo errato peraltro solo a monte della ferrovia, a fronte, però, di costi identici a quelli applicati al di sotto della ferrovia”.

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