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Incendio Cairo, quella strana escalation di rifiuti a fuoco: è il quattordicesimo rogo in Liguria in tre anni fotogallery video

Solo in provincia di Savona sono 8 gli incendi dal 2014 ad oggi. L'allarme di Coldiretti: "Per le agromafie business criminale da 22 miliardi di euro"

Liguria. Quello avvenuto alla Fg Riciclaggi è solo l’ultimo episodio di una serie di roghi che hanno interessato gli impianti di stoccaggio di rifiuti speciali o riciclabili in Liguria negli ultimi anni. Una preoccupante escalation che, sebbene al momento non esistano correlazioni dirette, suscita certamente più di una perplessità.

Nel sito di Cairo si era già registrato un incendio nell’ottobre 2015: allora ad andare a fuoco erano stati alcuni container di materassi e rifiuti ingombranti. Ben quattro, invece, i roghi in tre anni all’interno del deposito della Sarr a Cenesi (Cisano Sul Neva). Il primo il 3 settembre 2014 (un capannone fu distrutto), gli altri tre tutti quest’anno: il 19 febbraio (bruciò una catasta di carta e legno nell’esatto punto in cui tre anni prima si trovava il capannone distrutto), il 6 giugno e l’8 luglio. Mentre l’incendio del 2014 però è sempre stato considerato accidentale, la sequenza di episodi di quest’anno in zona ha preoccupato tutti, con il titolare della Sarr che fin da subito ha ipotizzato una origine dolosa ed il sindaco Massimo Niero che ha lanciato l’allarme (“E’ fuori da ogni dubbio che c’è qualcosa che non va“).

Ma in provincia di Savona sono bruciati anche altri siti. Soltanto limitandosi agli ultimi due anni, il 18 aprile 2016 un rogo ha interessato l’azienda di stoccaggio e recupero rifiuti Comet Recycling a Stella, mentre il 21 agosto 2017 le fiamme interessano la Verde Liguria Riciclaggi in località Canepari a Toirano.

Ed allargando l’analisi al resto della Liguria il quadro diventa ancora più fosco: nel 2016 si sono registrati incendi alla Fideco di Pontedecimo a Genova (nella notte tra il 15 e il 16 aprile, il proprietario rivelò di essere stato minacciato) e nella discarica di rifiuti speciali di Lagoscuro, Sarzana (4 luglio). La Ferdeghini Ecologia di Follo (La Spezia) va a fuoco tre volte: nel luglio 2015, il 16 aprile 2017 ed il 15 novembre scorso. Mentre il 25 ottobre le fiamme divampano nella Recup-Fer, che stocca rifiuti differenziati a Valle Armea di Sanremo (con danni per mezzo milione di euro, la Procura ha aperto un’inchiesta).

Un quadro senza dubbio inquietante, sia in caso di origini accidentali (perchè andrebbero messe in discussione le misure di sicurezza) sia, soprattutto, qualora invece dietro questa escalation ci sia un disegno doloso (per l’incendio di domenica sera a Bragno la Procura savonese ha aperto un fascicolo contro ignoti).

Di quest’ultimo avviso è Coldiretti che ieri, rifacendosi anche al recente episodio di Corteolona (Pavia), ha lanciato l’allarme: “Lo smaltimento illegale dei rifiuti è diventata una delle principali attività delle agromafie, che nel 2017 hanno sviluppato un business criminale di 21,8 miliardi con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Sospetti quindi sono i roghi, di probabile origine dolosa, che si stanno moltiplicando in Italia, con effetti preoccupanti sull’ambiente circostante. E ccome sempre, a pagare il prezzo più alto – ha concluso il direttore di Coldiretti Liguria, Enzo Pagliano – sono i cittadini e le imprese che vivono e lavorano sul territorio”.

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