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Giornata della Memoria, le celebrazioni in provincia di Savona foto

Il 27 gennaio si ricorda l'Olocausto: quel giorno nel 1945 l'Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz

Domani si celebrerà la Giornata della Memoria, una ricorrenza internazionale che commemora le vittime dell’Olocausto creata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005 e fissata il 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Anche in provincia di Savona saranno molte le celebrazioni: eccole.

ALBENGA. Nella ricorrenza dell’80° anniversario dell’emanazione delle leggi razziali in Italia, sabato 27 gennaio, alla foce del Centa Lungomare Colombo, alle ore 10.30 si terrà una Commemorazione dei Deportati albenganesi nei campi di sterminio nazisti. Inoltre alle 16.30, nella Sala d’incontro Coop di Albenga, in regione Bagnoli in viale Martiri della Foce (ingresso esterno) si terrà la Conferenza “27 gennaio 1945: Liberazione del lager di Auschwitz, il primo campo di sterminio liberato dall’Armata rossa”. Relatori sarano il sindaco Giorgio Cangiano, il Presidente del Comitato antifascista Mariangelo Vio, la consigliera nazionale ANED Maria Bolla Cesarini. Sempre alle 16,30, ma a Palazzo Peloso Cepolla in piazza San Michele 12 si terrà invece un convegno organizzato da Fidapa, Fondazione Palazzo Oddi e patrocinato dal comune di Albenga intitolato “La politica antiebraica e noi” relatore prof. Fabio Levi, interverranno Grazia Mura – presidente del distretto nord/ovest Fidapa, il sindaco Giorgio Cangiano, Alessandro Colonna – presidente Fondazione Oddi.

SAVONA. Anche nel 2018, in occasione della Giornata della memoria, sabato 27 gennaio, il Museo d’Arte di Palazzo Gavotti aderisce insieme a più di 30 musei su tutto il territorio nazionale alla Shoah dell’Arte. Il progetto intende costruire una rete di musei e gallerie che per il Giorno della Memoria espongano e segnalino opere del loro patrimonio riferibili alla Shoah perché di autori colpiti dalle leggi razziali o perseguitati politicamente oppure messe al bando perché storicamente appartenenti a uno dei movimenti artistici qualificati dal nazismo come Arte Degenerata (Dadaismo, Espressionismo, Fauvismo, Impressionismo, Astrattismo e Surrealismo).

Quest’anno, nell’ambito del percorso museale della Pinacoteca Civica, è stata selezionata e messa in evidenza con una apposita scheda esplicativa, un’importantissima opera della Collezione Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo: “La Confidence Capitale” di René Magritte, uno dei dei principali interpreti del Surrealismo.

Shoah Magritte

Il dipinto conservato a Savona è una delle tre rare opere di Magritte presenti nei musei italiani: le altre due sono entrambe conservate nella Peggy Guggenheim di Venezia. Realizzata fra il 1927 e il 1928, “La Confidence Capitale” costituisce un documento molto significativo dell’avvicinamento di Magritte al Surrealismo e testimonia di uno dei periodi di più intensa e fertile creatività del suo percorso artistico. L’artista rappresenta la realtà per mostrarne il mistero indefinibile e inizialmente si serve dell’accostamento di elementi diversi e della metamorfosi della materia per sovvertire l’ordine naturale delle cose e amplificare la sorpresa suscitata dai suoi quadri. « La confidence capitale » è infatti elencata fra le opere di Magritte caratterizzate dalla ricorrente presenza di elementi in legno o di venature lignee; nel nostro dipinto compare inoltre la figura femminile, qui identificabile con la moglie Georgette, imprigionata fra un muro di pietre e una tavola in legno.

Ideata nel 2015 da Ecad in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Shoah nell’Arte ha ottenuto la medaglia del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dei beni e delle attività culturali. Gli eventi del primo triennio 2015-2017 saranno raccolti nella pubblicazione “Quaderni della Shoah dell’Arte”.

Sempre a Savona, nella giornata di oggi, venerdì 26 gennaio, dalle 11.00 alle 13.30, appuntamento al Teatro Chiabrera. Nella giornata di sabato 27 gennaio alle 18.00, la deposizione di una corona d’alloro dal Monumento ai Caduti.

MILLESIMO. Quest’anno Millesimo propone le celebrazioni secondo il programma “Sul filo della Memoria: Millesimo ricorda Millesimo”. Nel comune valbormidese il Tempo della Memoria prenderà l’avvio a fine gennaio, ma non si limiterà ad un giorno soltanto e proseguirà fino all’anniversario della Liberazione.

I primi passi verranno fatti iniziando ad offrire ai ragazzi della scuola secondaria e alle classi quinte della scuola primaria “un sostegno alla formazione storica, dalla documentazione alla ricerca, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva”come indicato nel protocollo d’intesa ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Anpi. I rappresentanti del coordinamento Anpi Valbormida, in collaborazione con l’istituto comprensivo Luzzati, nell’ambito di una serie di incontri presso i diversi plessi del territorio, propongono ai ragazzi di Millesimo il 26 gennaio una conversazione sulla storia del nostro paese durante la guerra. Il quadro si farà più generale ricordando coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si opposero allo sterminio ed a rischio della propria vita salvarono altre vite. L’incontro farà da cornice introduttiva a due proiezioni al cinema Lux per l’occasione riservato agli studenti: “La Chiave di Sara” di Gilles Paquet-Brenner con Kristin Scott Thomas e “Corri ragazzo corri” di Pepe Danquart.

Il momento successivo di “Millesimo ricorda Millesimo” sarà dedicato alle riflessioni con tutti i cittadini. Nell’ambito del programma di lezioni dell’Univalbormida, coordinata dalla biblioteca comunale “Cesare Garelli”, saranno inseriti degli incontri straordinari tra febbraio e marzo, aperti non solo agli iscritti ma, eccezionalmente, a tutti. Sarà un excursus dell’Anpi puntato sulla storia locale, su episodi avvenuti nel nostro territorio e soprattutto sul ricordo delle persone che non sopravvissero alla guerra e alle persecuzioni. Come gli antifascisti Silvio Melogno, Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria, catturato dai nazifascisti, torturato, detenuto a Ceva e fucilato il 23 marzo 1945; Arturo Giacosa e Carlo Rebagliati, millesimesi uccisi per rappresaglia nel ’43, alcuni giorni dopo Natale. La loro storia, narrata pochi anni fa dallo scrittore Antonio Martino e pubblicata su Quaderni Savonesi, già in questi giorni è disponibile per tutti i lettori in biblioteca, in breve dossier cartaceo.

I dibattiti si amplieranno poi su tematiche costituzionali, sulla libertà negata, sull’integrazione razziale, argomenti purtroppo sempre tragicamente attuali. Il Filo della Memoria giungerà infine all’Anniversario della Liberazione del 25 aprile, con altre iniziative, che verranno proposte via via. Sarà l’occasione per la sezione Anpi di Millesimo di ricordare i partigiani cui è dedicata: oltre al già citato Silvio Melogno, caduto ventunenne poco prima della fine della guerra, anche il millesimese Ugo Longoni. Classe 1923, nome di battaglia Gioia (“perché la vita è sempre una gioia”, diceva) Ugo Longoni, scomparso pochi anni fa, si arruolò volontario a 16 anni e a 20 anni, dopo la disfatta del Nord Africa, tornato rocambolescamente in patria, si unì alla Resistenza. Sfuggendo ai rastrellamenti, testimone dell’eccidio di Boves, ebbe l’incarico di capo armiere; rimase nelle file dei partigiani fino alla fine della guerra e fu tra i protagonisti della liberazione di Millesimo e poi di Savona. Gli fu conferita, oltre alla Croce al Valor Militare, anche la Medaglia di Bronzo per la Resistenza.

CAIRO MONTENOTTE.
Sabato 27 gennaio 2018, nella ricorrenza del “Giorno della Memoria”, alle ore 17, in Piazza della Vittoria, sarà inaugurata la “Panchina della Memoria” ideata da Gianni Pascoli. Seguiranno alcune letture a cura degli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Patetta” di Cairo e del Liceo Statale “Calasanzio” di Carcare. Al termine, celebrazione della Santa Messa, nella Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Gian Piero Alloisio

VARAZZE. In occasione del Giorno della Memoria 2018, venerdì 26 gennaio alle 21 al Teatro Don Bosco la città di Varazze presenta Gian Piero Alloisio in “Luigi è stanco”, storia di una famiglia partigiana tra Genova e il Po per raccontare con linguaggi nuovi  il Giorno della Memoria e la Resistenza.

Centinaia di areoplanini di carta, chiamati dagli organizzatori “bombardamenti intelligentissimi” a cui i ragazzi della scuola secondaria di promo grado dell’istituto comprensivo “Nelson Mandela” di Varazze affideranno i loro pensieri sulla Giornata della Memoria e sulla Libertà, saranno lanciati sul pubblico al termine dello spettacolo. Ad accompagnare Gian Piero Alloisio sul palco, Gianni Martini alle chitarre (chitarrista storico di Giorgio Gaber), e Claudio Andolfi alle percussioni. Allo spettacolo, che racconta la storia di una famiglia partigiana tra Genova e il Po per narrare con linguaggi nuovi  il Giorno della Memoria e la Resistenza, sarà presente il partigiano Mario “Aria” Ghiglione.

“Luigi è stanco” racconta con la musica e il teatro storie di persone che, nella loro epoca, hanno praticato la resistenza al male imparando la solidarietà fra giovani di varie nazioni e culture, il senso di responsabilità degli adulti e dei capi e il rispetto della donna e l’autonomia femminile. Quei comportamenti, allora necessari alla lotta partigiana, oggi costituiscono un antidoto al rinascente machismo, all’omofobia, al bullismo, alla xenofobia e alla discriminazione etnica e religiosa.

In “Luigi è stanco” Alloisio mette in scena le vicende del nonno Giovanni, nome di battaglia “Luigi”, e della sua famiglia. “Ma non è solo il nome del nonno – spiegano gli organizzatori – ‘Luigi è stanco’ infatti è la frase in codice che gli alleati ripetevano da Radio Londra per indicare che ci sarebbero stati lanci dagli aerei per le formazioni partigiane dell’alessandrino”. Le storie raccontate nello spettacolo sono varie e avvincenti e coinvolgono non solo la famiglia del padre Sergio, partigiano di Giustizia e Libertà, ma anche quella, genovese, della madre Ivana, staffetta tredicenne delle Brigate Garibaldi e figlia di Pietro Comaschi, del Corpo Volontari della Libertà di Genova, operaio della Ansaldo San Giorgio di Sestri Ponente.

La scelta partigiana di “Luigi” avviene quando, alla stazione di Alessandria, vede i primi treni (carichi di ebrei, zingari, omosessuali, dissidenti politici e soldati italiani) partire per i campi di sterminio del nord Europa. Tra le canzoni dello spettacolo si ascolteranno molti dei brani che saranno pubblicati in un cd-dvd dedicato alla Resistenza, tra cui Eia Eia Trallallà, blues quasi comico che Alloisio ha dedicato al ritorno dell’ideologia nazi-fascista in Italia e in Europa, e che proprio il 26 gennaio uscirà come singolo (Edel). Si ascolteranno inoltre l’inedita Luigi è stanco dello stesso Alloisio, oltre che Auschwitz / La canzone del bambino nel vento scritta da Francesco Guccini, Dalle belle città di “Lanfranco” e “Cini” della III Brigata Garibaldi Liguria, una delle poche canzoni partigiane originali sia nel testo che nella musica, Tieni duro (su musica di Andrea Platinetti e testo di Alloisio) o ancora La Badoglieide, canzone satirica scritta durante la guerra da Nuto Revelli, da Dante Livio Bianco e da altri partigiani della IV Banda di Giustizia e Libertà in Valle Roja.  A conclusione della serata, la canzone di Gaber-Luporini “La Libertà”.

Al termine della serata, saranno brevemente ricordati Lelio Basso, Giacomo Matteotti e Sandro Pertini, per il loro legame con Varazze.

La mattina alle 10 lo stesso spettacolo avrà un pubblico di insegnanti e alunni, quello delle scuole cittadine,  che in questo modo potranno fruire di un momento di crescita in cui la conoscenza e la consapevolezza diventano simbolo di libertà per far sì che i nostri ragazzi non siano indifferenti, perché, citando Liliana Segre, sopravvissuta ad  Auschwitz, tra le voci più forti della memoria della Shoah, e recentemente nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.

“Uno spettacolo in cui – ci spiega il sindaco di Varazze Alessandro Bozzano – testimonianze e ricordi prendono voce lasciando spazio alla Storia, raccontata attraverso narrazione e musica: un momento di confronto e riflessione per raccontare il passato, seminare conoscenza, tenere viva la “memoria” attraverso la condivisione e fornire strumenti anche alle future generazioni affinché ricordino il dramma che l’Europa ha vissuto, continuando a creare consapevolezza e senso critico nella coscienza collettiva”.

NOLI. In occasione della Giornata della Memoria, martedì 30 gennaio alle 10 al Teatro Defferrari di Noli verrà proiettato il film “Il viaggio di Fanny” di Lola Doillon. Alla proiezione assisteranno anche le classi 5^ della scuoa primaria e la 1^, 2^ e 3^ della scuola secondaria di primo grado.

VADO LIGURE. Domani pomeriggio a Vado Ligure si svolgerà la cerimonia in memoria delle vittime della Shoah organizzata dall’sssociazione degli ex deportati nei lager nazisti di Savona con il patrocinio del Comune di Vado Ligure dell’istituto Storico della Resistenza di Savona e della Biblioteca Civica Rosselli di Vado Ligure. Saranno deposti due mazzi di fiori in Memoria dei deportati razziali, politici e militari che furono assassinati nei lager nazisti disseminati in mezza Europa durante il secondo conflitto mondiale.

“Coltivare la Memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”: queste le parole della neo senatrice Liliana Segre sopravvissuta all’inferno di Auschwitz Birkenau. “Come Aned continuiamo l’opera di raccontare con le testimonianze dei sopravvissuti insieme ai loro famigliari una delle pagine più oscure del XX secolo, per non dimenticare le responsabilità del fascismo e del nazismo, per testimoniare ai giovani del mondo della scuola, che devono tenere a mente due date fondamentali il 1922 in Italia con la presa del potere di Mussolini e il 1933 in Germania quando Hitler diventa cancelliere , e da queste due date iniziò la violenza la dittatura del nazifascista e l’omicidio di massa nel sistema concentrazionale e di eliminazione che portò al massacro milioni di innocenti”.

La Cerimonia inizierà con la posa di un mazzo di fiori da prima alla lapide dove c’era lo stabilimento Michalet in via Sabazia, successivamente ci sarà una seconda deposizione presso il monumento sito nei giardini di Villa Groppallo , a seguire nel salone delle conferenze si svolgerà l’incontro con i famigliari degli ex deportati “Memoria Famigliare” , concluderà i lavori il professor Giuseppe Milazzo in rappresentanza dell’Aned di Savona.

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