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Contratto di servizio Trenitalia, il Pd: “Non integra il sistema ferro-gomme e vincola la Regione per troppi anni” fotogallery video

Toti: "Pervasi da livore da sconfitta i Dem criticano ciò che loro non sono mai riusciti a fare in passato"

Regione. “La Regione ieri ha firmato con Trenitalia un nuovo contratto di servizio per la durata di 15 anni. È il contratto più lungo d’Italia di tutti i tempi, attribuito senza gara. Sicuramente contiene un investimento molto importante per il rinnovo del materiale rotabile che va nella direzione che Governo e anche Trenitalia stanno percorrendo da qualche tempo grazie alla cura del ferro avviata dal Ministro Delrio e che sta portando ad investimenti mai visti nel trasporto pubblico locale ferroviario, metropolitano e su gomma. Questo è certamente l’aspetto più positivo del contratto. Ma Toti festeggia un risultato ottenuto grazie all’investimento di un governo di centrosinistra, in cui ha messo poco di suo”.

A dirlo sono Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Giovanni Lunardon, consigliere Pd in Regione Liguria, che ricordano: “Com’è noto noi avremmo preferito (e abbiamo indicato più volte) una procedura competitiva, una gara integrata ferro/gomma, che avrebbe consentito alla Regione di avere un maggiore potere contrattuale e di compiere una vera e propria rivoluzione modale mettendo insieme ferrovie e autobus. Si è scelta un’altra strada in cui l’unico offerente ha dettato modi, tempi e contenuti della trattativa”.

“Inoltre, dopo le raccomandazioni votate all’unanimità dalla commissione trasporti su nostra proposta lo scorso 21 dicembre, ci saremmo aspettati che la firma non venisse precipitata e che ci fosse un lavoro vero e serio della Regione per cogliere gli obiettivi delineati in quel documento. Le raccomandazioni licenziate dalla Commissione individuano obiettivi ambiziosi che vanno ben al di là del rinnovo del materiale rotabile: una operazione verità sugli effettivi costi del servizio, finora ignoti, per riequilibrare il rapporto ricavi/corrispettivo e recuperare da lì nuove risorse per il servizio; un aumento significativo della quantità di chilometri messi a contratto; una graduale riduzione dei tempi di percorrenza a parità di fermate; l’adeguamento del sistema delle penali e del monitoraggio alle migliori prassi contenute ad esempio nel contratto della Toscana; la determinazione di standard minimi di qualità del sevizio verificabili ed esigibili; una nuova politica tariffaria che preveda una maggiore articolazione dei titoli di viaggio per fasce d’età e reddituali e la graduale estensione della tariffa integrata all’intero ambito regionale”.

“Vedremo nei prossimi giorni se i contenuti del contratto avranno fatto tesoro di queste raccomandazioni costruite nel confronto con associazioni, comitati dei pendolari e sindacati. Se no sarà una grande occasione persa e un grande problema per la Liguria. Perché mettere mano al contratto, che ad oggi nessuno conosce tranne l’assessore Berrino e il presidente Toti, per migliorarlo o semplicemente per adeguarlo a ciò che succederà in Liguria nei prossimi 15 anni da ieri sarà praticamente impossibile”.

La replica del governatore Giovanni Toti non si è fatta attendere: “Il Pd ligure critica gli investimenti sulle ferrovie firmati due giorni fa dalla Regione con Fs. Nonostante simili accordi siano stati siglati, con analoga procedura, da molte amministrazioni del loro Partito, nonostante sia stato concordato e condiviso con un Governo del loro partito, nonostante preveda il rinnovo di tutti i treni (che i liguri aspettano da decenni di amministrazione Pd), nonostante preveda maggiore puntualità e confort per i viaggiatori. E in più, dopo il treno diretto per Roma, a febbraio arriverà a Genova anche il primo Frecciarossa, che collegherà senza fermate intermedie il capoluogo con Milano. Nonostante tutto questo i dirigenti del partito democratico, nel livore da sconfitta che ormai li pervade sette giorni su sette, anche nel week end, trovano da ridire. Avrebbero potuto farlo loro, negli anni passati, ma erano troppo impegnati in beghe di partito o nel coltivare privilegi di bottega e di famiglia per occuparsi dei loro concittadini. Oggi, accecati dal rancore, non riescono a produrre altro che un sordo borbottio”.

“Dai, amici del Pd, cercate di produrre qualche idea costruttiva – aggiunge il governatore Toti – oppure, se elaborare due anni consecutivi di sconfitte proprio non vi riesce, prendete uno dei treni nuovi di cui anche voi potrete servirvi e lasciate spazio, dopo tanti anni, a qualche vostro nuovo collega di partito con cui saremo lieti di confrontarci. Capisco che ammettere la propria inadeguatezza è un atto di coraggio difficile, ma potrebbe riscattare un’intera carriera votata alla sconfitta”.

E ancora Paita e Lunardon: “Toti ormai è un disco rotto. Ripetiamo. Ogni treno in più, ogni opera in più, ogni finanziamento in più arrivato in Liguria è merito dei Governi Renzi e Gentiloni. La sola cosa che doveva organizzare Toti, la sanità, è allo sfascio. Se leggesse bene il nostro comunicato si renderebbe conto che è pieno di proposte migliorative che aiuterebbero i cittadini liguri. Insultare anche in termini personali non aiuterà a nascondere ai pendolari la gestione Berrino-Toti. Il presidente della Regione parla sempre per slogan ma non risponde del merito. È stizzito perché non riesce a silenziare l’opposizione. Ricordiamo il diverso stile. Il governo di centrosinistra ha finanziato l’acquisto dei treni come non mai in passato e Toti pensa di prendersene il merito”.

“Vogliamo parlare delle tariffe piuttosto? Ricordiamo il Governo Berlusconi che ha portato le ferrovie al disastro con una gestione sciagurata che nessuno rimpiange. Noi, come nella sanità, nel sociale, nel turismo, nell’economia facciamo continuamente proposte costruttive. Il problema è che a questa giunta non interessa risolvere i problemi ma fare solo propaganda e gestire il potere. Toti appare sempre più nervoso e arrogante”.

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