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Canepa condannato per l’ordinanza “anti migranti”, la solidarietà dei colleghi: “Non sei solo in questa battaglia”

"Ogni giorno, con senso di responsabilità, siamo in prima linea ad affrontare i problemi delle nostre cittadine e paesi"

Alassio. “Siamo spesso lasciati soli a combattere le nostre battaglie, ma questa volta non vogliamo lasciare solo Enzo e gli esprimiamo la nostra ferma e convinta solidarietà”. Così i sindaci di 16 Comuni del savonese hanno voluto manifestare la propria solidarietà al primo cittadino di Alassio Enzo Canepa, condannato a 4 mila euro di multa per l’ordinanza “anti migranti”, emanata dal primo cittadino alassino e giudicata discriminatoria. Il pm aveva chiesto anche una condanna ad un mese di reclusione per Canepa, ma il giudice ha ritenuto di non applicare una pena detentiva, “limitandosi” ad una sanzione pecuniaria.

I sindaci Giancarlo Canepa (Borghetto Santo Spirito), Giorgio Cangiano (Albenga), Ennio Fazio (Ceriale), Ugo Frascherelli (Finale Ligure), Alessandro Oddo (Tovo San Giacomo), Luigi Pignocca (Loano), Mauro Boetto (Giustenice), Mauro Demichelis (Andora), Dario Valeriani (Pietra Ligure), Renato Dacquino (Borgio Verezzi), Gabriella Ismarro (Balestrino), Gianfranca Lionetti (Toirano), Pierangelo Olivieri (Calizzano), Andrea Delfino (Ortovero), Mattia Fiorini (Spotorno), Alessandro Bozzano (Varazze) hanno voluto manifestare la loro solidarietà al collega alassino.

“Ogni giorno, con senso di responsabilità, siamo in prima linea ad affrontare i problemi delle nostre cittadine e paesi confrontandoci con limitate e insufficienti risorse finanziarie, carenza di organici e ostacoli burocratici. Siamo il parafulmine di ogni problematica, dalla lampadina bruciata della pubblica illuminazione all’emergenze abitative delle fasce socialmente deboli al contenimento dei rischi idrogeologici legati alla fragilità del nostro territorio”.

“Senza entrare nel merito dell’ordinanza e nel rispetto del lavoro della magistratura ricordiamo a tutti che vige il principio della presunzione di innocenza fino a che la condanna non diventi definitiva (il sindaco ha già annunciato che farà appello) e in ogni caso crediamo sia opportuno auspicare che un sindaco che ha quale finalità quella di tutelare la salute e la sicurezza della sua comunità non debba anche avere il timore di incappare in responsabilità penali”.

“Confidiamo nella magistratura perché possa essere ribaltato il giudizio di primo grado, in considerazione che il potere di ordinanza debba essere valutato alla luce della giustizia amministrativa ma non venga mai messo in discussione sotto il profilo della responsabilità penale, presumendo sempre la buona fede di un sindaco che ha adottato dei provvedimenti nell’esclusivo interesse della comunità amministrata”.

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