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Savona, il M5S all’attacco: “Il Comune si riprende il forno crematorio? Falso, lo vuole dare ai privati”

Secondo i pentastellati, quanto affermato dall'assessore Montaldo è "falso"

Savona. “Il Comune di Savona si riprende l’ara crematoria? E’ esattamente l’opposto: vuole darla ai privati”. Ad affermarlo sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Savona, che così replicano alle affermazioni dell’assessore Silvano Montaldo di questo pomeriggio.

“Oggi – spiegano i pentastellati – l’assessore al bilancio ha fatto sapere che la giunta ha approvato una delibera con cui l’amministrazione comunale savonese si riprende l’ara crematoria del cimitero di Zinola. Ma questa cosa era già avvenuta tempo fa: visto che Ata non aveva rispettato gli impegni, il Comune aveva annullato ab origine (quindi annullandone tutti gli effetti successivi) il contratto di concessione all’azienda partecipata. In realtà la proposta di delibera votata oggi in giunta contiene gli indirizzi per privatizzare il servizio”.

“Il contratto tra Comune e Ata stabiliva che l’azienda avrebbe dovuto rinnovare l’impianto al costo di circa 2.5 milioni di euro. In cambio il Comune le avrebbe dato in gestione il servizio per 20 anni. A fronte di questo, Ata avrebbe concesso una percentuale sugli introiti e pagato 348 mila euro per la cessione del ramo d’azienda. Dato che nessun istituto bancario si è fatto avanti per finanziare i 2.5 milioni di euro, l’intervento di rinnovo dell’impianto non è avvenuto ed Ata non ha pagato nemmeno i 348 mila euro pattuiti. La partecipata, quindi, ha gestito il servizio per un anno tenendosi tutti gli introiti (tranne il 10 per cento da dare al Comune). Nella delibera di oggi viene citato questo annullamento come fatto acquisito. L’elemento nuovo nella delibera è che la giunta propone al consiglio la privatizzazione del servizio secondo caratteristiche che al momento non sono note (anche se noi crediamo che si andrà verso una gestione pluriennale con una percentuale al Comune ridicola)”.

C’è poi il retroscena: “Montaldo aveva già deciso a luglio di privatizzare il servizio di cremazione da tempo. Ad agosto/settembre erano state formulate alcune ipotesi di bando. Sempre d’estate, a giugno o luglio, l’impianto di cremazione di Zinola era stato visitato da alcuni imprenditori interessati ad investire nella partita. Quindi la decisione era già stata presa quest’estate. E’ stato concesso alla Lega Nord la farsa di organizzare tre commissioni consiliari (costate peraltro solo di gettoni circa 8 mila euro) per cercare di mascherare una decisione già presa e compattare e far digerire alla Lega, da sempre contraria alla privatizzazione, una decisione che in realtà era già stata presa”.

Tra l’altro, durante le commissioni “sono state raccontate falsità riguardo gli importi e l’impossibilità di mantenere pubblico il servizio. Nella seconda delle tre commissioni, abbiamo verificato l’organizzazione del servizio in loco e abbiamo presentato alla maggioranza un documento dal quale si evince che il servizio è sostenibile al 100 per cento. La cremazione rende al Comune tra i 300 mila e i 400 mila euro l’anno. E’ l’unico servizio che fa guadagno. Privatizzarlo sostenendo che non si possono fare investimenti è sbagliato. Ovviamente, non tutti gli investimenti sono necessari. Ad esempio, noi siamo favorevoli ad una costruzione di una sala del commiato migliore della attuale ma siamo contrari all’acquisto di due forni nuovi, fatto che nella delibera di oggi viene definito una necessità. I forni attuali sono in grado di soddisfare le esigenze richieste”

“Anche volendo fare questo investimento, dire che non possiamo sostenere la spesa è falso: un forno costa mezzo milione ed il servizio rende 400 mila euro netti, quindi se ne può quasi comprare uno all’anno. E non è vero neanche che non possiamo eventualmente accendere mutui con cui finanziare la spesa: ci sarebbero state società disponibili a fare rateizzazioni decennali a costi più che affrontabili. Avremmo potuto comprarne due nel primo anno e ci sarebbero avanzati anche soldi per la sala del commiato”.

“Circa l’organizzazione del personale, che Montaldo sosteneva non essere in grado di far funzionare i forni, bisogna precisare questo: il personale Ata che già oggi sostiene il servizio potrebbe continuare a farlo anche domani (pagando ovviamente il costo ad Ata). Ci risulta che anche l’attuale personale impiegato ai cimitero potrebbe tranquillamente aggiungere al proprio lavoro quotidiano questo impegno. E sono abilitati perché fino a due o tre anni fa lo facevano loro e sono stati loro ad insegnare il mestiere ad Ata”.

“Tra l’altro, pare che il Comune sia pronto a rinunciare al denaro che dovrebbero riavere da Ata. L’operazione transattiva citata nella delibera non ha motivo di essere: Ata è inadempiente, il contratto è stato annullato. Quindi Ata deve dare i soldi delle cremazioni al netto dei costi vivi sostenuti”.

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