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Sanità, autonomia e grandi opere, Toti a tutto campo: “Cambieremo la Liguria”

Intervista di fine anno al presidente della Regione Liguria che traccia un bilancio del 2017 e lancia gli obiettivo per il 2018

Liguria. Un Giovanni Toti a tutto campo quello intervistato oggi dalla redazione di Genova24.it, con il governatore ligure che ha parlato del bilancio del 2017 e tracciato gli obiettivi del 2018. Ovviamente tanti i riferimenti savonesi nelle parole del governatore ligure, a cominciare dalla sanità e dal piano sanitario che prevede la riapertura dei pronto soccorso con i privati, per arrivare al progetto di restyling per Villa Zanelli a Savona, sul quale Regione e Comune hanno investito anche in termini di immagine.

Giovanni Toti

Tra i temi trattati nel corso della lunga conversazione assume grande importanza quello relativo all’autonomia, argomento che sarà affrontato nel corso della giunta in programma per il 28 dicembre. “Penso che il processo di autonomia possa trovare il suo sbocco anche senza il referendum – spiega Toti – anche se, se fosse necessario, non esiterei a chiedere un parere ai liguri, che penso mi darebbero ragione. Dopo il fallimento dell’ipercentralismo voluto da questo governo, dopo riforma Delrio che ha devastato le nostre province nelle competenze, dall’edilizia scolastica alla manutenzione delle nostre strade, credo che serva una risistemazione dell’impianto istituzionale del nostro paese e credo che le autonomie locali devono tornare avere voce in capitolo. E’ un modo per riavvicinare anche i cittadini alla politica di portarla vicino ai cittadini, dove la possono giudicare. Non chiediamo niente di eversivo ma solo di avere piu voce in capitolo, secondo l’articolo 116 della nostra costituzione”.

E in tema di autonomie la Liguria non può non pensare a quella che è la sua grande ricchezza, ovvero il sistema portuale sul quale intervenire. “La Liguria è una piattaforma logistica fondamentale per lo sviluppo del nostro paese -continua Toti – e i nostri porti sono il primo sistema portuale del paese. Chiediamo di avere un po’ più di investimenti, visto che questi porti rendono un sacco di soldi che vanno tutti a Roma, più voce in capitolo e la possibilità di usare la leva fiscale per dare una mano alle nostre imprese che lavorano qui quindi poter ridurre un po’ le tasse, chiediamo di avere un po’ meno burocrazia oppressiva da Roma che vuole decidere su tutto quello che accade anche nell’angolo più lontano del nostro paese. Mi sembrano tutte cose ragionevoli che questo governo può accettare”.

Tutte misure necessarie per dare un segnale in un comparto, come quello del lavoro, che resta un tema particolarmente sensibile. di oggi, infatti, i dati resi noti dalla Cgil che parlano di una situazione ancora di forte sofferenza per il nostro territorio, sopratutto se confrontata con il resto del Nord Ovest. “E’ ovvio che abbiamo moltiplicatori molto più bassi di quelli della Lombardia – spiega – che è la regione più sviluppata d’Europa, non d’Italia, e quindi il confronto è certamente impari. Credo però che ci sia chi utilizza questi dati in modo malevolo, nel senso che non vedo non vedo i dati che leggo nei rapporti della Cgil. I nostri settori economici sono tutti sostanzialmente in crescita, alcuni molto meno di altri perché scontano ritardi del passato”.

Infine un “voto” positivo per i sindaci delle grandi città, che sono stati eletti con il centrodestra e che “mettono grandi energie insediandosi in comuni molto complicati – prosegue Toti – dove il centrodestra non aveva mai governato e dove era radicato un forte immobilismo. Bucci e’ entrato con un’energia e una capacità di lavoro straordinaria rispetto a quanto si era visto a Palazzo Tursi, lo stesso devo dire di Peracchini, che ha sbloccato il waterfront e progetti che non si muovevano da anni, Ilaria, a Savona, sta facendo un lavoro di risanamento incredibile in un comune trovato in predissesto”.

Infine gli obiettivi sostenibili per il 2018. “Io ho tre cose davanti a me, la progettazione e la gara per l’ospedale di Ponente a Erzelli, la privatizzazione e l’apertura dei pronti soccorso a Bordighera e Cairo Montenotte, per quanto riguarda la sanità. l’inizio del progetto Hennebique e il salvataggio dell’ultimo pezzo del porto di genova, centrale per la città, che deve tornare ad essere una cosa che si ammira dalla sopraelevata, la partenza del waterfront di Spezia, insieme all’inizio del progetto Palmaria, con la realizzazione, dopo il masterplan. Questi – conclude – assieme a quello già partito di Villa Zanelli, credo siano i grandi progetti che cambieranno questa terra”.

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