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Regione, ok a Legge di Stabilità e bilancio di previsione. Le minoranze: “Nessuna misura a sostegno delle fasce deboli”

Opposizioni scettiche sulle misure contenute nel Collegato alla Legge di Stabilità e al bilancio di previsione del prossimo triennio

Regione. Nella seduta odierna, il consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 14 contrari (minoranza) il disegno di legge 182 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018”.

Nel collegato sono state individuate 7 aree di sviluppo strategico: Waterfront di levante di Genova; Ambito urbano di porto antico tra ponte Parodi e calata Santa Limbania; Aree di intervento del Ptc dell’Area Centrale Ligure in Sestri Ponente (Litorale di Multedo, Cantieri navali, Stazione di Sestri Ponente, Polo industriale di Sestri Ponente, Aeroporto, Parco scientifico tecnologico di Erzelli, Monte Gazzo, Polo siderurgico non a ciclo integrale di Cornigliano); Isola Palmaria a Portovenere; Waterfront di La Spezia; Ex parco ferroviario del Roja a Ventimiglia e Parco costiero del Ponente. In queste aree vengono promosse intese con i Comuni interessati, le Autorità Portuali e con la Soprintendenza, per realizzare interventi grazie anche alla programmazione delle risorse economiche e interventi di semplificazione delle procedure. L’atto di intesa stabilisce le modalità di attuazione, programma le risorse economiche necessarie e le agevolazioni economiche. Può essere nominato un Commissario straordinario regionale che avrà il compito di agevolare l’attuazione dell’intesa e la realizzazione degli interventi.

Con il collegato vengono semplificate le procedure per l’esecuzione di lavori in alveo che abbiano carattere di indifferibilità ed urgenza, riducendone tempistiche e adempimenti per l’autorizzazione. Viene introdotta la nuova disciplina in materia di Via adeguandola alle modifiche apportate alla materia dalla normativa nazionale.

E’ prevista una norma urgente relativa ai centri per l’impiego, per dare una risposta a utenza e personale in vista dell’imminente trasferimento dei centri alle Regioni. Si prevede il passaggio in capo all’Agenzia Alfa delle competenze per i servizi per l’impiego e del relativo personale.

Viene, inoltre, inserito il pacchetto giovani e reinserimenti lavorativi che prevede 28 milioni di euro derivanti dai fondi comunitari Fse (Fondo Sociale Europeo), Fesr (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) e Psr (Piano di Sviluppo Rurale) per interventi contro la disoccupazione giovanile e per favorire il reinserimento dei fuoriusciti dal mercato del lavoro. Sono previste risorse per un totale di 20 milioni di euro a favore dei giovani dai 18 ai 29 anni con l’utilizzo congiunto di due fondi strutturali europei (Fse e Fesr) e di un programma europeo ( Psr).

Nel dibattito che ha preceduto il voto delle disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018 sono intervenuti Luca Garibaldi, Alice Salvatore (Mov5Stelle), Sergio Rossetti (Pd) , Raffaella Paita (Pd), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra-LiberaMENTE Liguria), Marco De Ferrari (Mov5Stelle), Giovanni Lunardon (Pd), Francesco Battistini (Rete a Sinistra &liberaMENTE Liguria), che hanno annunciato voto contrario.

Circa il Collegato alla Stabilità, i portavoce del M5S commentano: “Un provvedimento vuoto, deludente. Una goccia nell’Oceano che non aggredisce nessuno dei veri problemi che riguardano la Liguria. Il tutto a conclusione di un iter tortuoso e pasticciato che non ha concesso alla minoranza i tempi necessari per affrontare temi così importanti e delicati per la nostra regione. Abbiamo fatto a più riprese moniti chiari e argomentati per sottolineare probabili profili di illegittimità su alcune modifiche ai procedimenti di Via e di Vas, a forte rischio impugnazione da parte del governo centrale. Ma ancora una volta Toti ha tirato dritto per la sua strada con rara ottusità istituzionale e senza aiutare minimamente i cittadini liguri in difficoltà. Evidentemente la bocciatura del bilancio 2016 da parte della corte costituzionale non è servita da lezione.”

“Il Disegno di legge approvato oggi rappresenta l’epilogo di una serie di modifiche in commissione bilancio: le ultime corpose modifiche addirittura sono arrivate solo alle 17.20 di martedì, alla vigilia dell’approdo in aula. Un iter che ha messo a nudo la confusione totale in cui si trova la giunta e che ha reso praticamente impossibile alla minoranza di svolgere a pieno il proprio ruolo di controllo. Alla fine sono i cittadini liguri a pagare il prezzo più caro alle zuffe di una maggioranza ormai in disaccordo su tutto ma attaccata con la colla alle poltrone, almeno fino alle elezioni politiche.”

“Pur tra alcune disposizioni utili, il Collegato alla Stabilità contiene una serie di forzature gravi, dalle nomine ad personam, dai regali alla grande distribuzione alla marcia indietro sulla tutela dell’Alta via, all’apertura delle maglie sulla caccia, all’inserimento di oasi naturalistiche come l’isola della Palmaria nei siti soggetti a future costruzioni e infrastrutture cementizie… fino al tentato colpo di mano per favorire la pubblicità sull’azzardo, scongiurato dal MoVimento 5 Stelle in commissione. A fronte di ciò, siamo riusciti a far inserire sul filo di lana tre emendamenti importanti al Patto per la residenzialità che contribuiranno a migliorare le regole per gli sgravi fiscali alle famiglie residenti in Liguria. Troppo poco per salvare un provvedimento nel complesso manchevole e, ancora una volta, a forte rischio di impugnazione” concludono i 5 Stelle.

Sempre oggi, il consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 14 contrari (minoranza) il disegno di legge 183: “Legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2018”. La Legge di stabilità per il 2018 stabilisce le linee di gestione del bilancio e delle maggiori risorse, oltre a individuare gli obiettivi di crescita e gli investimenti in coerenza con quanto previsto dal Growth Act. Alle consuete misure di governo della spesa regionale vengono aggiunti nuovi strumenti, mirati a garantire le politiche di sostegno alle famiglie ed alle fasce deboli e ad attivare azioni innovative di sostegno al territorio ed alle imprese ed agli investimenti infrastrutturali.

Sulla base di queste direttrici sono state varate numerose iniziative, fra cui spiccano alcuni provvedimenti. Come il patto per la residenzialità, attraverso il quale la Regione Liguria mette in campo misure di carattere fiscale e di supporto sociale per agevolare l’arrivo di nuovi residenti sul territorio ligure e dare impulso così agli investimenti e ai consumi. In particolare si prevede di esentare coloro che si trasferiranno in Liguria dall’addizionale regionale all’Irpef. Per aumentare l’effetto dell’intervento regionale inoltre si prevede di promuovere accordi con i Comuni affinché adottino agevolazioni fiscali (riduzione Tari o tributi locali) per quanto di competenza, a fronte di misure compensative regionali, quali il riconoscimento di priorità nell’attribuzione di contributi o altri vantaggi economici e il riconoscimento di forme di premialità nell’ambito dell’attuazione dei patti di solidarietà regionale.

Ancora, con il “family support” la Regione intende anche adottare misure per allentare la pressione fiscale per le famiglie, sia quelle con più di 4 figli che le giovani coppie. Per queste si prevede di esentare dalla maggiorazione regionale dell’addizionale Irpef le famiglie numerose con 4 o più figli a carico e esentare dalla maggiorazione regionale i contribuenti con reddito imponibile fino a 28mila euro con almeno un figlio a carico nato nel 2018.

Sotto il profilo del sostegno alle imprese, sono stati previsti: la manovra di esenzione Irap per le nuove imprese che nascono nel 2018, con azzeramento dell’imposta per 5 anni; questa volta la manovra è orientata con particolare riferimento al commercio al dettaglio, all’artigianato di qualità del marchio “Artigiani in Liguria” e ai servizi di ristorazione. L’obiettivo è quello di contrastare la desertificazione del commercio e di supportare il settore artigiano di qualità, che rappresenta i più significativi e antichi mestieri del territorio.

Sarà, inoltre, attivato uno strumento finanziario a sostegno della creazione di impresa, con una dotazione finanziaria di 1,5 milioni di euro, gestito da Ligurcapital, per la creazione di Pmi in fase di start up. Attraverso l’utilizzo del fondo strategico regionale continua la politica degli investimenti a favore delle imprese con uno stanziamento iniziale, per il 2018, di 14 milioni di euro. Nel 2017 sempre attraverso il Fondo Strategico regionale alle imprese sono andati 30 milioni di euro circa e 10,2 milioni per le Infrastrutture pubbliche.

Fra le misure di interesse vanno, poi, annoverati: l’intervento straordinario a supporto delle province liguri e della città metropolitana di Genova, per la definizione integrale dei reciproci rapporti finanziari attraverso lo stanziamento di 1 milione di euro e, in via eccezionale, mediante lo svincolo di crediti regionali pregressi, per un importo di oltre 7,5 milioni di euro; l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica regionale, a partire dal 2018, per gli autoveicoli adibiti ad ambulanze di trasporto o soccorso, al trasporto di organi e sangue o al trasporto di persone in particolari condizioni, appartenenti organizzazioni di volontariato e organizzazioni di promozione sociale, agli Enti locali ed alle Aziende sanitarie locali, nonché per gli autoveicoli esclusivamente destinati al servizio di antincendio boschivo, di proprietà di enti locali, enti parco ed organizzazioni di volontariato di protezione civile e antincendio boschivo.

Circa l’approvazione dell’emendamento per l’esenzione dal pagamento del bollo auto dei mezzi di assistenza, soccorso, protezione civile e anti incendio, Luca Garibaldi dice: “Siamo molto soddisfatti perché si tratta di un aiuto concreto a chi ogni giorno opera sul territorio e svolge un lavoro fondamentale a fini di pubblica utilità” .”E’ un segnale in importante – chiarisce la capogruppo Raffaella Paita – e siamo felici che l’emendamento sia stato votato anche dalla maggioranza”.

In ultimo, è prevista l’adozione, anche per il 2018, di misure di contenimento della spesa di funzionamento propria e degli enti del sistema Regione, sia per le consulenze che per le autovetture e per le trasferta del personale, che la Regione ha inteso applicare in maniera autonoma e responsabile.

Respinti gli emendamenti presentati dai gruppi di minoranza, approvati emendamenti di natura tecnica della giunta. Approvato all’unanimità un emendamento presentato da Luca Garibaldi (Pd), Claudio Muzio (FI), Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria- Salvini) che prevede l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica regionale, a partire dal 2018, per gli autoveicoli destinati ad usi di utilità sociali come ambulanze, trasporto di organi e sangue o il trasporto di persone in particolari condizioni di salute e i veicoli adibiti alla prevenzione degli incendi. Altri consiglieri di maggioranza e minoranza hanno chiesto di aggiungere la propria firma all’emendamento. Un emendamento di Luca Garibaldi (Pd) e un secondo emendamento di Sergio Rossetti (Pd), su richiesta del presidente della giunta Giovanni Toti, sono stati trasformati in ordini del giorno che sono stati poi approvati dal consiglio.

Il consiglio regionale ha approvato con 26 voti a favore e 4 contrari (Mov5Stelle) il bilancio del consiglio regionale esercizio finanziario 2018-2020. Il bilancio di previsione del consiglio regionale rappresenta circa lo 0,37 per cento dell’intero bilancio della Regione e per l’anno 2018 risulta sostanzialmente identico al precedente bilancio di previsione predisposto per l’esercizio 2017. Il Bilancio prevede un fabbisogno di 24.634.517 di euro; le entrate derivano in buona parte dall’Ente (24.280.000 di euro), 80.000 euro sono entrate proprie che derivano dall’acquisto del bollettino ufficiale, 82.517 euro trasferimenti da Agcom e rimanenti entrate diverse. Le spese discrezionali sono il 7,12 % dell’intero bilancio dell’assemblea e lo 0,026 per cento circa del bilancio della Regione. Per l’esercizio 2018 è stata prevista una diminuzione della spesa complessiva del fabbisogno dell’assemblea, dovuta in gran parte all’informatizzazione del Bollettino Ufficiale, che è andata ad incrementare il fondo di riserva.

Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 14 contrari (minoranza) il disegno di legge n. 184/2017 “Bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2018-2020.

Per l’esercizio finanziario 2018 sono previste entrate di competenza per euro 7 miliardi e 148 milioni circa e di cassa per 12 miliardi e 634 milioni. Sono autorizzati impegni di spesa per 7 miliardi e 148 milioni e pagamenti per 12 miliardi e 634 milioni. Per l’esercizio finanziario 2019 sono previste entrate di competenza per 6 miliardi e 507 milioni e impegni di spesa per il medesimo importo. Per l’esercizio finanziario 2020 sono previste entrate e spese di competenza per euro 6 miliardi e 471 milioni.

Le risorse effettive al netto delle partite di giro iscritte nel bilancio di previsione per l’anno finanziario 2018 ammontano a 5.113 milioni di cui 4.319 milioni hanno un vincolo di destinazione. Le risorse di natura discrezionale sono 632 milioni di euro (429 milioni di euro hanno natura ricorrente e 203 milioni di euro hanno natura una tantum). Le risorse discrezionali a carattere ricorrente più importanti sono rappresentate dai tributi propri (402 milioni di euro). Le principali risorse discrezionali “una tantum” riguardano le entrate derivanti da indebitamento (159 milioni di euro). Le partite di giro figurano iscritte in 2.035 milioni di euro.

Le principali risorse con vincolo di destinazione sono imposte, tasse e proventi assimilati (32,7 milioni di euro), attribuzioni in base a leggi statali di programma (139,8 milioni di euro), i fondi per la protezione civile e per i danni da alluvioni (7,4 milioni di euro per oneri mutui), il finanziamento del trasporto pubblico locale (201,2 milioni di euro), il concorso statale nel pagamento degli oneri dei mutui per il settore trasporti (8,7 milioni di euro). Inoltre sono iscritti trasferimenti per programmi comunitari U.E./Stato (185 milioni di euro). Il fondo sanitario regionale (3.247 milioni di euro complessivi) è alimentato per l’anno 2018 dalla quota IRAP di 498 milioni di euro, dall’addizionale Irpef di 286 milioni di euro, dalla compartecipazione regionale all’Iva di 2.107 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i fondi vincolati per la sanità pari a 113 milioni in conto capitale e 89 milioni correnti.

Le previsioni di bilancio del comparto sanitario, sono state costruite sulla base del riparto del Fondo Sanitario 2017. Per le politiche sociali vengono stanziati complessivamente 72,5 milioni di euro, di cui 34,3 milioni vincolati. Il mutuo (1,5 mln) è stato autorizzato per spese di investimento nel settore del turismo.

Respinti gli emendamenti presentati dalla minoranza. Approvato un emendamento di natura tecnica della giunta. Un emendamento di Andrea Melis (Mov5Stelle) e un emendamento di Luca Garibaldi (Pd) sono stati trasformati in altrettanti ordini del giorno successivamente approvati dal Consiglio.

Nel dibattito che ha preceduto il voto del Bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2018-2020 sono intervenuti Giovanni Barbagallo (Pd), Luca Garibaldi (Pd), Giovanni Lunardon (Pd), Luigi de Vincenzi (Pd) , Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), Sergio Rossetti (Pd), Marco de Ferrari (Mov5Stelle), Raffaella Paita (Pd) che hanno annunciato il voto contrario al provvedimento.

Il gruppo Pd ha commentato: “Nessuna strategia e vestimenti ridotti a zero. È questo, in sintesi, il senso del Bilancio previsionale 2018 approvato oggi dalla maggioranza, col voto contrario dell’opposizione. Un bilancio che, nonostante i passi indietro fatti dalla giunta grazie all’azione del Pd in commissione, non riuscirà a incidere sulla crescita della regione. I correttivi che siamo riusciti a far approvare riguardano lo spostamento su capitoli di spesa più importanti dei 5,3 milioni di euro inizialmente previsti per il referendum autonomista (una cambiale alla Lega) e poi i passi indietro sulla pubblicità e le sponsorizzazioni per il gioco d’azzardo, sulle moto in Alta via e sulla possibilità per Comuni turistici che avessero realizzato nuovi parcheggi di consentire l’apertura di supermercati di medie dimensioni. Sempre il Pd è riuscito a ottenere l’esenzione del bollo auto per i mezzi di soccorso, quelli antincendio e della protezione civile e l’art bonus che consentirà sgravi fiscali a chi recupera i beni culturali del territorio”.

“Correttivi, importanti, che purtroppo non bastano a rendere efficace questo bilancio. La giunta non mette un euro per aiutare le pubbliche assistenze costrette a pagare i pedaggi autostradali; sull’assistenza ai disabili segue la strada dei costi standard e quindi riduce i fondi alle strutture, costringendo le famiglie a pagare di tasca propria. Non ci sono investimenti significativi sulle start up (appena 1,5 milioni quando ne servirebbero 10) ed è pari a zero ciò che la giunta investe sulla banca della terra, che serve a garantire anche la difesa del territorio”.

“Insomma dopo 2 anni e mezzo di governo ligure non si vede nulla di ciò che è stato promesso da questa maggioranza. Sui rifiuti non ci sono passi avanti (li portiamo ancora fuori regione e le tariffe per i liguri sono altissime); la sanità è in totale affanno e l’unica novità è l’intenzione di aprire ai privati; sui trasporti non esiste una strategia complessiva e non si riescono a governare le crisi industriali”.

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha ribadito la bontà della manovra e ha ricordato gli interventi strutturali effettuati in questi due anni e mezzo dall’amministrazione regionale.

Il capogruppo di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino ha commentato: “Una manovra di bilancio che chiude l’anno stancamente; e che per essere considerata la conditio sine qua non della gestione 2018 appare già da ora lacunosa. Serviranno molti interventi correttivi. La giunta Toti si è limitata a un lavoro ragionieristico, riducendo al ribasso alcune poste e cercando di recuperare denari, specialmente in sanità, a scapito dei servizi all’utente. Il buco della sanità dimostra come la gestione in questo settore sia del tutto insufficiente, sia dal punto di vista degli utenti sia da quello organizzativo e amministrativo. Si cercano partner privati per riprodurre il modello lombardo e veneto, e al contempo si aumenta quel deficit pubblico che poi produce il taglio delle prestazioni, soprattutto quelle rivolte alla popolazione più fragile”.

“Un risultato sconcertante: se aggiungiamo la totale assenza di misure per lo sviluppo, e quindi per l’occupazione, si traduce in un risultato blando, stanco. Come stanca è stata la discussione in aula di questi ultimi 3 giorni, che ha visto le opposizioni uniche protagoniste di fronte a una maggioranza senza argomenti, che non giustifica le sue scelte e si limita all’alzata di mano anche su documenti di primo piano come la stabilità e il bilancio di previsione. È difficile dare un giudizio, se non di profonda insufficienza. Il presidente Toti afferma che negli ultimi 2 anni le riforme strutturali sono state molte: evidentemente non se ne è accorta la gente, visto che da più parti emerge come la Liguria sia una delle regioni italiane in cui si vive peggio”.

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