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Regione, Centri Salute a rischio chiusura. Finale Salute: “Un errore”

“Abbiamo sviluppato un questionario da fare compilare alla cittadinanza per dimostrare la grande utilità del servizio”

Finale Ligure. Nei giorni scorsi, dal Comprensorio albenganese è partita una richiesta di incontro urgente alla Regione, alla presenza del direttore di Alisa e del direttore generale di Asl2, e ora si muove anche il personale dei centri salute del comparto finalese per scongiurare lo spettro della chiusura, o quantomeno dei pesanti tagli, ai centri salute sparsi in Liguria.

I primi a uscire allo scoperto, dopo i medici che operano ad Albenga, Alassio e Laigueglia, che hanno annunciato battaglia, sono stati i dipendenti del centro Finale Salute, allo stesso modo convinti dell’importanza di tali strutture sul territorio.

“Da 12 anni i cittadini, finalesi e non, possono usufruire di assistenza sanitaria da parte di medici di medicina generale 365 giorni all’anno presso il centro Finale Salute. Da allora, infatti, il centro è aperto anche il sabato e la domenica e tutte le festività e offre oltre alla presenza dei medici (visita a pagamento parificata a quella del pronto soccorso) un servizio di infermeria e segreteria completamente gratuito. Questo permette di dare sicurezza ai cittadini finalesi e a tutti i turisti che frequentano la nostra cittadina riducendo fortemente gli accessi al pronto soccorso e le attese per quanto riguarda le patologie da codice bianco”, hanno fatto sapere da Finale Salute.

“Da 4 anni inoltre è presente il Cup (Centro unico di prenotazione) ed il centro prelievi, su cui vertono i cittadini finalesi e quelli delle cittadine limitrofe. Fu aperto quando nel 2012 l’Asl voleva trasferirli dall’ex sede presso l’ospedale Ruffini in via Pineta, rendendoli scomodissimi per l’utenza, specie quella anziana, vista la posizione in collina e lo scarsità di mezzi pubblici di trasporto. I medici di Finale Salute decisero allora di offrirsi in soccorso della cittadinanza mettendo a disposizione i locali, l’organizzazione e la presenza del personale medico infermieristico e di segreteria, il tutto attraverso un contratto concordato con l’Asl. Adesso però nella riorganizzazione dell’Asl i nuovi dirigenti e la nuova direzione regionale stanno decidendo di tagliare i fondi  e ci sono forti probabilità che ciò porti alla chiusura di questi servizi. I medici di Finale Salute sono fortemente contrari e cercheranno comunque di salvare ciò che da anni con orgoglio hanno organizzato e di salvare quei posti di lavoro che questa chiusura cancellerebbe.”

“Abbiamo sviluppato un questionario da fare compilare alla cittadinanza per dimostrare, se ce ne fosse proprio bisogno, ai dirigenti dell’Asl, la grande utilità di questi servizi. Vogliamo inoltre aggiungere che in questa vicenda non ci sono colori politici da difendere ma solo diritti da far valere. Il rischio chiusura dei servizi è molto alto, anche perché effettivamente il contratto precedente scade ad aprile e non ci sono presupposti perché venga rinnovato negli stessi termini. I conti presentati dal direttore generale Asl2 Porfido non solo non sono esatti ma, seppur accennato, non evidenziano le effettive differenze tra i diversi centri salute. Effettivamente le contrattazioni di allora non avevano un’unica identità ma è anche vero che gli stessi centri offrono servizi diversi in modo diverso. Il direttore generale dovrebbe valutare anche queste differenze e venire di persona a conoscere i centri. Da parte nostra è stato invitato più volte ma ad oggi non abbiamo ancora avuto il piacere di incontrarlo presso Finale Salute”.

“I parametri che ci sono stati anticipati ha anticipato in colloqui privati, chiesti da noi responsabili dei centri singolarmente, hanno fatto capire chiaramente che il taglio sarà tale da far quasi sicuramente chiudere il centro prelievi, il centro Cup e la continuità assistenziale dei sabati domenica e tutti i festivi. Ma la continuità assistenziale nei giorni festivi e prefestivi, presso Finale Salute, non può essere parificata al servizio di guardia medica in quanto in media  le visite presso il centro superano le 10 unità a giornata: un numero non gestibile dalla guardia medica domiciliare già’ oberata dai propri servizi.

“Alla fine, se le trattative rimarranno su questa linea, l’incontro con i rappresentanti dei centri salute avverrà il 22 gennaio, i cittadini di Finale e delle zone limitrofe perderanno o vedranno fortemente ridotti dei servizi a cui hanno diritto e posti di lavoro verranno persi”, hanno concluso con amarezza da Finale Salute.

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