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Regione, Bruzzone stila il bilancio di metà mandato: “Nella 10^ legislatura risultati finora mai conseguiti” foto

Il presidente del consiglio regionale illustra le cifre sui lavori dell’assemblea dal luglio 2015 al dicembre 2017

Regione. Ottantadue leggi approvate, 84 deliberazioni adottate, 1041 fra interrogazioni e interpellanze discusse in aula, 411 mozioni e ordini del giorno licenziati. Sono questi i numeri, quasi sempre a tre cifre, del bilancio della prima parte della 10^ legislatura nel periodo fra il primo luglio 2015, giorno dell’insediamento del consiglio regionale, e il 22 dicembre 2017, ultima seduta prima della pausa natalizia.

Francesco Bruzzone, quattro legislature alle spalle e giunto al secondo mandato in qualità di presidente dell’assemblea legislativa, illustra le cifre che spiegano bene l’attività del consiglio e delle cinque commissioni permanenti, che negli ultimi due anni e mezzo hanno esaminato, discusso e, in qualche caso, modificato i provvedimenti legislativi poi trasmessi all’esame dell’aula.

Per quanto riguarda le riunioni del consiglio e delle cinque commissioni permanenti, fra il luglio 2015 e il dicembre 2017 le commissioni si sono riunite 372 volte e il consiglio regionale 138. “Tutti i consiglieri, sia di maggioranza che minoranza, si sono impegnati – spiega il presidente – affinché l’attività legislativa della Regione non conoscesse ritardi o rallentamenti e fosse doverosamente compiuta l’azione di controllo e vigilanza da parte dell’Assemblea sugli atti compiuti dalla giunta”.

Dal punto di vista delle proposte di legge approvate dal consiglio, le istanze dell’assemblea hanno avuto riscontro negli atti approvati dal consiglio: nel 2015 il 14 per cento delle leggi approvate erano proposte del consiglio stesso; nel 2016 le proposte di legge approvate sono salite al 29 per cento e sono state pari al 21 per cento nel 2017. Il presidente ha sottolineato che nelle precedenti legislature la percentuale delle proposte di legge del consiglio approvate, rispetto ai provvedimenti della giunta, non superava il 10 per cento.

Circa il rapporto fra leiniziative consigliari presentate ed esaminate, il presidente sottolinea un punto qualificante dell’operato del consiglio: “Grazie ad alcune modifiche del regolamento, introdotte alla fine della precedente legislatura, sono stati garantiti tempi precisi in cui gli assessori devono rispondere ai quesiti posti dai colleghi consiglieri. Inoltre – aggiunge – il prolungamento da tre a quattro ore delle sedute dedicate proprio al cosiddetto ‘question time’ ha ulteriormente agevolato l’esame delle iniziative dedicate al ruolo ispettivo dell’assemblea”. Il consiglio, infatti, ha affrontato il 93,6 per cento delle interrogazioni e interpellanze presentate dai componenti dell’Assemblea ed è stato sottoposto all’esame dell’aula quasi il 70 per cento delle iniziative di indirizzo politico, cioè mozioni e ordini del giorno. “Sottolineo – dichiara Bruzzone – il mio personale contributo affinché, anche grazie alla disponibilità degli uffici, venissero raggiunti risultati mai conseguiti finora e che dimostrano un miglior funzionamento dell’Assemblea, che permette di dare voce alle istanze dei colleghi consiglieri, soprattutto di coloro che fanno parte della minoranza e sono deputati ad un particolare ruolo di controllo”.

Nella 10^ legislatura, per la prima volta nella storia della Regione Liguria, il consiglio in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione Nazionale, è stato convocato in Seduta Solenne fuori dall’aula di via Fieschi, a Genova. L’iniziativa è stata proposta dal presidente Bruzzone e accolta dall’ufficio di presidenza integrato. Nel 2016 la seduta si è svolta a Stella, dove è nato Sandro Pertini, prima partigiano e poi presidente della Repubblica. Quest’anno è stata scelta la città della Spezia, medaglia d’oro al valor civile e medaglia d’argento al valor militare, e nel 2018 sarà Imperia ad ospitare l’assemblea legislativa in seduta solenne.

Bruzzone conclude sottolineando il proprio ruolo di garanzia: “Quando mi sono insediato, poiché la riduzione dei componenti dell’Ufficio di presidenza prevista dalla legge non consentiva la rappresentanza a tutti i gruppi di opposizione – ricorda – mi sono impegnato affinché quella parte di minoranza rimasta esclusa venisse in ogni modo coinvolta concorrendo, in particolare, alla formulazione dell’ordine dei lavori del consiglio regionale. Con questo intento, grazie anche alla collaborazione dei colleghi di maggioranza, mi sono adoperato affinché le iniziative dei gruppi di opposizione trovassero soddisfazione in aula e spero di esserci in buona parte riuscito”.

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