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Pietra Ligure, il Pd critica il piano sanitario della Regione: “A rischio servizi e strutture pubbliche” fotogallery

Se n'è parlato nel corso del dibattito che si è tenuto oggi presso la sala consigliare del comune di Pietra Ligure

Pietra Ligure. “Cosa rimane della sanità dopo l’approvazione del Piano Socio Sanitario?” è il titolo del dibattito che si è tenuto oggi presso la sala consigliare del comune di Pietra Ligure e a cui hanno partecipato Luigi De Vincenzi, consigliere regionale Pd; Franco Vazio, parlamentare Pd; Giulia Stella, segretario della Camera del Lavoro di Savona; Giacomo Vigliercio, segretario provinciale della federazione Pd di Savona.

L'assemblea del Pd sulla sanità pubblica

“All’indomani dell’approvazione, da parte del consiglio regionale, del piano socio sanitario regionale 2017/2019, cosa resterà della sanità del nostro territorio? – si chiedono i relatori dell’incontro – Questo provvedimento, che contiene enunciazioni, principi di massima e proponimenti ma poca pianificazione concreta e, soprattutto, nessuna sostenibilità economica di ciò che promette, si scontra con la realtà delle condizioni in cui versa oggi la nostra sanità che, dopo due anni e mezzo delle ‘attenzioni’ e delle strategie messe in campo dalla giunta Toti, ha visto ospedali depotenziati, l’offerta sanitaria ridotta, servizi ai cittadini tagliati, strutture smantellate, manutenzioni ridotte al lumicino, liste d’attesa e fughe verso altre regioni cresciute a dismisura e, tutto ciò, a fronte di una maggiore disponibilità economica dovuta a maggiori trasferimenti dal fondo sanitario nazionale e all’aumento dell’Irpef regionale messa in atto dalla giunta Toti”.

Secondo De Vincenzi, con il piano sanitario della Regione “sono a rischio le scelte che si stanno facendo in questo momento. Da una parte si stanno dando delle certezze su ciò che rimarrà e su ciò che si vuole fare e dall’altra non si dice come verranno fatte e con quali finanziamenti. Ci sembrano solo annunci che non corrispondono a cose reali e questo ci preoccupa abbastanza. Perché nel contempo vengono eliminati i servizi, vengono ridotte le prestazioni, si risparmia su tutto quello che è l’offerta sanitaria e questo non solo non è in linea con ciò che la maggioranza dice di voler fare, ma, anzi, ci sembra il contrario. Temiamo una riduzione della sanità del ponente”.

Per Franco Vazio “quando si investe sulla sanità, lo si fa o sulle strutture o sulle risorse umane. Oggi quello che è sotto gli occhi di tutti è che non si investe sulle strutture (perché ad esempio il progetto del nuovo ospedale Santa Corona è abortito) e non investe risorse umane (i primari non vengono sostituti). E’ evidente a tutti che lo scenario più probabile è una penalizzazione della sanità soprattutto in provincia di Savona e questo ovviamente ci preoccupa moltissimo”.

Giacomo Vigliercio ribadisce la posizione del Pd: “Non siamo assolutamente d’accordo col piano sanitario varato dalla giunta regionale. Noi pensiamo che con una privatizzazione di questo tipo si vada a depauperare il sistema sanitario della provincia. Ben diverso è quello che aveva fatto la giunta Burlando, che era andata a privatizzare là dove il sistema pubblico non poteva arrivare. E’ stato fatto un esperimento con l’ortopedia privata di Albenga e ha funzionato bene. Stessa cosa si poteva fare creando una società pubblico-privato che potesse portare benefici ad entrambe le parti e soprattutto arrivare a ristrutturare alcune parti del Santa Corona che ora sono in decadenza. Se gli ospedali di Albenga e Cairo vengono dati ai privati, difficilmente torneranno al pubblico”

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