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A Pietra Ligure arriva la tassa di soggiorno: via libera dal Consiglio comunale

Dopo Loano anche il Comune di Pietra dice sì all'imposta

Pietra Ligure. Questa sera il parlamentino pietrese ha approvato il primo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale sancendo l’introduzione della tassa di soggiorno. L’imposta, istituita con decorrenza dal primo gennaio 2018, per il primo anno verrà applicata in via transitoria solo per i mesi di luglio e agosto.

Il presupposto dell’imposta è il pernottamento in tutte le strutture turistico ricettive, anche se gestite in forma non imprenditoriale, compresi gli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, gli agriturismo e le aree di sosta situate nel territorio del Comune di Pietra Ligure.

Nel regolamento approvato questa sera, all’art. 2 comma 1, si precisa che “il gettito dell’imposta iscritto in uno o più capitolo di spesa vincolanti del bilancio comunale sarà destinato esclusivamente a finanziare interventi in materia di turismo e promozione della città, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché dei servizi pubblici locali finalizzati al turismo ed alla cultura (…)”.  In particolare il 40% del gettito dell’imposta verrà impiegato per interventi di miglioramento del decoro della località e/o investimenti infrastrutturali aventi valenza turistica. Il restante 60%, invece, sarà destinato allo sviluppo di servizi turistici in accordo con le organizzazioni imprenditoriali del territorio (per esempio per la realizzazione di una manifestazione volta a promuovere il territorio).

Per quanto concerne la determinazione dell’imposta, poi, nel documento si precisa che “si applicano le tariffe deliberate dalla Giunta comunale, sentite le associazioni locali più rappresentative delle strutture ricettive e degli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, nel rispetto die limiti massimi stabiliti dalla legge”. L’imposta è applicata fino ad un massimo di 5 pernottamenti consecutivi all’interno della stessa struttura ricettiva.

Alcune categorie sono esenti dal pagamento dell’imposta e in particolare: gli iscritti all’anagrafe dei residenti del Comune di Pietra Ligure, i minori che nel giorno di inizio del soggiorno non abbiano ancora compiuto i dodici anni di età, i lavoratori della struttura ricettiva con rapporto contrattuale o di studio non residenti nel comune; i volontari che offrono il loro servizio in città in occasione di emergenze ambientali; le persone ospitate su disposizione dell’autorità pubblica a causa di particolari situazioni di emergenza; le persone che praticano terapie riabilitative presso strutture sanitarie situate nel territorio comunale o della provincia; chi assiste degenti ricoverati presso strutture sanitarie del territorio; gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici di gruppi organizzati; i portatori di handicap e le persone non autosufficienti

Vi è poi una riduzione del 30% dell’imposta (tranne nei mesi luglio e agosto) per gli anziani di età non inferiore, nel giorno d’inizio del soggiorno, a 65 anni facenti parte di gruppi, di non meno di 20 persone, organizzati da enti pubblici, organizzazioni sindacali riconosciute, agenzie di viaggio, tour operator e altri soggetti comunque autorizzati ai sensi delle vigenti normative in in materia nazionali o regionali. Una riduzione del 30% dell’imposta è prevista anche per i gruppi sportivi e/o scolastici di età compresa tra i 14 e i 18 anni. La riduzione è estesa agli insegnati accompagnatori.

Nel regolamento che disciplina la tassa di soggiorno si legge, inoltre, che “la Giunta comunale (…) può anche prevedere la riduzione dell’imposta, fino al suo azzeramento, per i mesi di ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo, anche differenziando per singolo mese.

L’argomento “tassa di soggiorno” è da sempre al centro di forti polemiche tra chi si dice favorevole all’introduzione di un contributo utile per lo sviluppo e la crescita del turismo e chi, invece, reputa l’imposta un’ulteriore vessazione per i cittadini (turisti, in particolare).

A Pietra Ligure, nello specifico, sull’argomento si era espresso anche l’attuale assessore al Turismo, Daniele Rembado: “Sono personalmente convinto che la tassa di soggiorno, se correttamente e intelligentemente gestita e uniformemente applicata in tutto il comprensorio, possa rappresentare una reale opportunità di crescita per il turismo, settore che costituisce il vero e ormai unico motore dell’economia dell’intera riviera” aveva dichiarato l’assessore in una nota.

L’intervento di Rembado prendeva spunto dalla polemica scaturita dall’approvazione del patto strategico per il turismo, promosso dell’amministrazione regionale e volto alla “realizzazione di azioni sinergiche e interventi coordinati per il perseguimento di obiettivi di crescita del settore e delle potenzialità turistiche della Liguria”. Il patto fu sottoscritto da diversi comuni della provincia di Savona ed è alla base dell’istituzione della tassa di soggiorno. Infatti, i Comuni che hanno sottoscritto il patto possono scegliere se applicare o meno l’imposta.

Nel corso del Consiglio comunale, la minoranza pietrese ha presentato un emendamento nell’ambito dell’applicazione della tassa di soggiorno, chiedendo una conformazione e ridefinizione delle aliquote dei tributi dell’Imu e della Tasi, sia in ordine ai soggetti contribuenti, che in ordine alla diminuzione sensibile delle aliquote delle medesime imposte. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza consiliare e l’opposizione, alla fine, ha votato contro il provvedimento che introduce nel comune pietrese la tassa di soggiorno.

A storcere il naso, in questo contesto, furono soprattutto gli albergatori savonesi che, attraverso le parole del presidente dell’UPA, Angelo Berlangieri, avevano chiarito la loro posizione in merito all’introduzione della tassa di soggiorno: “Diciamo No alla proposta di introduzione della cosiddetta ‘Tassa di Soggiorno. Non ha alcun senso discutere di nuove tasse e imposizioni utilizzate come se fossero una sorta di bancomat da cui attingere risorse per far fronte alle esigenze di spesa corrente degli enti locali. Prima di parlare di aliquote, percentuali, deduzioni, esenzioni e quant’altro, noi vogliamo parlare di strategie, progetti, investimenti certi, garantiti e vincolanti, card, servizi ed equità”.

Ma se la maggior dei Comuni della provincia di Savona sembra essere favorevole all’introduzione della tassa, tuttavia non mancano esempi di Comuni contrari come, per esempio, quello di Laigueglia: il primo a schierarsi contro l’imposta attraverso una delibera. Il sindaco del piccolo borgo, sintetizzando la posizione della Giunta, aveva detto: “Non colpiamo chi porta indotto alla nostra città”.

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