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Oggi al NuovoFilmStudio: Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera) – “Il cinema ritrovato. [Al cinema]”

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Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera) – “Il cinema ritrovato. [Al cinema]”
di John Badham, 
con John Travolta, Karen Lynn Gorney, Barry Miller – 
USA 1977, 122′

In lingua originale con sottotitoli in italiano.

mer 6 (15.30 – 21.15)

Nel 40° anniversario del cult di John Badham, che immortalò il
talento del giovanissimo John Travolta, la cineteca di Bologna
presenta il nuovo restauro della “Febbre del sabato sera”. Un film
che segnò una generazione raccontando il mondo dei giovani italo-
americani di Brooklyn. I titoli di testa, sulle note diventate celebri
di “Stayin’ Alive” dei Bee Gees, con il diciannovenne Tony Manero
che attraversa Bay Ridge, con il passo danzante e una lattina di
vernice in mano, che compra due fette di pizza da Lenny’s (esiste
ancora oggi) e “prenota” una camicia vista in vetrina, sono una sequenza diventata culto nella storia del cinema statunitense. E racconta già tutto il film: la working class italo-americana, schiacciata tra il passato familiare e un futuro incerto, che lavora tutta la settimana sognando il sabato sera in discoteca.

Dave Kehr lo ha giustamente definito una “versione aggiornata al 1977 di Gioventù bruciata”. “La febbre del sabato sera” è però anche il dance movie di grande successo che catapultò Travolta verso la fama, ed è proprio l’interazione tra i due registri che gli conferisce energia. La sceneggiatura di Norman Wexler (“Serpico”) si ispira a un articolo apparso sul New York Magazine, “Tribal Rites of the New Saturday Night”: l’autore, il critico musicale britannico Nik Cohn, una ventina d’anni dopo confessò che il pezzo era frutto d’invenzione più che d’osservazione. Ma il film – che nel director’s cut dura cinque minuti di più – fonda i suoi dettagli su un mondo perfettamente credibile. Sullo sfondo di una New York livida e marginale, il ballo, per Manero, è strumento di riscatto sociale e morale. Le movenze di Travolta tra i colori pop della pista e la colonna sonora dei Bee Gees ne hanno fatto un culto che ha impresso un segno indelebile nella storia del cinema e del costume.

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