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Mondomarine, assemblea permanente: i lavoratori occupano il cantiere navale fotogallery video

L'assemblea dei lavoratori ha deciso di occupare il sito produttivo in vista dell'udienza per la procedura fallimentare

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Savona. Assemblea permanente con occupazione dei cantieri navali savonesi. E’ quanto deciso questa mattina dai lavoratori e da Rsu sindacale di Mondomarine a Savona, in vista dell’udienza per la procedura fallimentare di mercoledì 6 dicembre quando l’azienda dovrà presentare un piano concordatario affidabile per evitare la chiusura del sito produttivo. In quella sede dovranno essere messi nero su bianco i potenziali acquirenti dei cantieri, sia per la parte savonese quanto per quella pisana.

lavoratori mondomarine

I sindacati di categoria questa mattina, inoltre, sono tornati sulla proposta di affitto del ramo di azienda per garantire continuità aziendale e dare una speranza ai circa 70 dipendenti del cantiere. L’affitto del ramo di azienda resta tuttavia una strada a se stante rispetto al piano di salvataggio complessivo, che, se sarà approvato, poterà i curatori fallimentari nominati dal Tribunale ad indire una gara tra tutti i soggetti interessati, sulla base delle manifestazioni di interesse pervenute in questi giorni.

La preoccupazione dei lavoratori, così come delle stesse organizzazioni sindacali di categoria, è ai massimi livelli e per tenere alta l’attenzione sulla vertenza da questa mattina hanno deciso di rimanere in assemblea e occupare il cantiere navale, in attesa che si conosca l’esito dell’udienza e se la proprietà abbia fatto quanto possibile e quanto detto per salvare la difficile situazione. 

Notizia positiva è che dopo Savona, era arrivata una manifestazione di interesse anche per i cantieri di Pisa, tassello mancante in vista del concordato. Ovviamente, anche per ottenere un rinnovo da parte della Port Autnority per le concessioni, è indispensabile che si producano le garanzie finanziarie del caso, in particolare la copertura dei debiti accumulati.

“Mondomarine è un’azienda storica della nautica savonese e non, con tante professionalità del settore che non possono essere lasciate a casa. Ci auguriamo che si trovino tutte le soluzioni a livello giudiziale e industriale per salvare il sito produttivo e dare un futuro a tanti lavoratori, compresi quelli dell’indotto” affermano i sindacati.

“Speriamo che in extremis si possa salvare una azienda strategico e rimediare agli errori di un management che ha portato un sito produttivo in salute sull’orlo del baratro” concludono le organizzazioni sindacali di categoria.

Nello specifico Paola Facchino, rappresentante Uil nella Rsu sindacale: “Siamo sull’orlo del fallimento se non arriverà un piano di salvataggio vero e che possa dare garanzie al sito produttivo e ai lavoratori. Il prossimo 6 dicembre è prevista l’udienza per il concordato preventivo e non abbiamo idea di come andrà a finire: si rischia il fallimento e la perdita del posto di lavoro”.

“Ad ora non abbiamo avuto risposte e conferme da nessuno, questa è la cosa più triste: una azienda con un secolo di storia e che rappresentava una eccellenza della cantieristica navale rischia di morire: da qui sono uscite barche prestigiose, come quella commissionata dai Benetton e altre imbarcazioni di massimo livello, i nostri prodotti sono sempre stati di qualità”.

“Siamo in una situazione in cui la proprietà dei cantieri non si è mai vista e coloro che dovevano garantire ulteriore crescita e occupazione per Mondomarine hanno invece portato a questa condizione. Non conosciamo come sono le trattative, chi sono i potenziali acquirenti o altro, l’unica cosa che possiamo dire è che lotteremo fino alla fine per salvare i cantieri e i posti di lavoro” conclude la rappresentante Uil.

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