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Milena Milani, ricordo di una poetessa savonese

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

“Voi avete la bocca, avete il naso,
avete denti bianchi e chioma nera.
Avete mani, vestito di raso,
la coda lunga, il pelo, la criniera.
Ella è diversa: si chiama Milena.”

Ecco i versi che lo scrittore e artista Emilio Isgrò scrive nel 1972 in occasione dell’allestimento di una mostra dell’artista savonese Milena Milani, nota anche come giornalista, intellettuale ”scomoda”, autrice di saggi e racconti, traduttrice, collezionista d’arte, creatrice di quadri-scritti e di ceramiche-scritte….qui, in occasione del centenario della nascita avvenuta a Savona il 24 dicembre 1917, la ricordiamo come poetessa, amica tra gli altri di Ungaretti, Moravia, Carlo Levi e Cardarelli.

Fin da bambina la scrittura e la pittura sono sempre state nel suo destino: a scuola in italiano è brava e nei temi mette sempre illustrazioni e firma personale in grande; conosce le fabbriche di ceramica ad Albisola, frequenta gli atelier artistici e vince il primo premio di un concorso bandito dal quotidiano “Il Giornale di Genova” con un racconto ispirato proprio alla visita presso un pittore locale.

In effetti per Milena tra la scrittura e l’arte la relazione è molto stretta: come affermato in una intervista, quando è stanca di scrivere si riposa utilizzando i colori del disegno e della ceramica.

Per spiegare la sua visione olistica dell’arte dice “Per me sono strettamente unite. Io vedo la pagina scritta, a mano, o con il computer, come un’opera sulla tela o sulla carta, da ammirare e godere anche visivamente. Lo stesso effetto mi provoca un quadro, una scultura, una litografia. Trovo parole anche se non ci sono, sillabe e frasi uniche, in tutte le lingue del globo.”
Debutta con la poesia durante la guerra, nel 1944, con la raccolta “Ignoti furono i cieli” e scrive poesie fino alla raccolta “Malattia” del 2013. Quando i sentimenti, soprattutto di infelicità, traboccano l’anima, lì nasce la poesia della Milani: i versi nascono spesso dal dolore, dalla perdita, dalla sofferenza, senza un metodo specifico. Come se fossero pagine di un diario intimo, scrive poesie e le lascia decantare, a volte le pubblica, importante per lei è scriverle. Lei stessa dichiara di non volere essere classificata come “poeta”, né di voler finire in una antologia letteraria.

Allora dalla raccolta “Miei sogni arrivederci” (1973) leggiamo (a voce alta!) una poesia di pochi versi, e per questo potenti ed essenziali:

“Ho aperto mezza finestra
soltanto
perché mezzo cuore vuole stare
al buio
vuole riposarsi tranquillo
della fatica di battere.”

Non tutti sanno che… i genitori la chiamarono “Milena”….ma se fosse stata un maschio il suo nome sarebbe stato “Lenin”, come il rivoluzionario russo!

Non tutti sanno che… il 18 luglio 2003 a Palazzo Gavotti, Milena Milani ha creato la Fondazione “Museo di Arte Contemporanea Milena Milani in memoria Carlo Cardazzo”, con cui ha donato le opere della sua straordinaria collezione alla città natale, una fondazione destinata al futuro poiché come diceva la stessa Milani “Il presente lo viviamo tutti, il futuro va preparato”.

Non tutti sanno che… dal 16 dicembre e fino al 18 febbraio 2018 è stata allestita la mostra “Milena Milani, cento anni d’arte e di vita” presso le sale del Palazzo del Commissario al Priamar di Savona.

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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