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Maltrattamenti all’asilo di Loano, il sindaco Pignocca: “Vicinanza e solidarietà alle famiglie”

Le dichiarazioni del sindaco in occasione del consiglio comunale di ieri sera

Loano. “Vicinanza e solidarietà” sono state espresse ieri sera dal sindaco di Loano Luigi Pignocca da parte propria e di tutto il consiglio comunale “alle famiglie e a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti” nella vicenda dei maltrattamenti avventi ormai 14 anni fa nell’asilo comunale di Loano.

La comunicazione, avvenuta prima dell’inizio dei lavori del consiglio comunale tenutosi ieri sera, risponde alla richiesta formulata circa una settimana fa dai gruppi di minoranza di LoaNoi e “Pd/Da sempre per Loano” all’amministrazione comunale e cioè “di fare pubbliche scuse per quanto avvenuto anni fa”.

E così ieri sera Pignocca ha detto: “A quasi 14 anni dai noti fatti avvenuti presso l’asilo nido di Loano, il recente deposito della sentenza della Corte di Appello di Genova che stabilisce il risarcimento delle famiglie danneggiate ha riaperto una profonda ferita nella comunità loanese. Il pronunciamento della Corte di Appello segue le altre pronunce giudiziarie arrivate nel corso degli anni. Il sindaco ed il consiglio comunale tutto esprimo vicinanza e solidarietà alle famiglie e a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nei tristi accadimenti di quel periodo. L’esito della vicenda fungerà ulteriormente da stimolo per un costante e continuo controllo del servizio a favore dei più deboli”.

Anche a nome dei colleghi dell’altro gruppo di minoranza, il capogruppo di Loanoi Paolo Gervasi ha ringraziato il sindaco “per le parole di solidarietà che presumiamo riflettano quello che era stato chiesto in questa sede una settimana fa in termini di pubbliche scuse. In occasione degli eventi richiamati dal sindaco, la nostra istituzione fu pesantemente coinvolta e compromessa”.

“Siamo soddisfatti di questa comunicazione, ma ovviamente non possiamo rispondere per altri che non sono intervenuti qui, in questa sede, e che pure furono coinvolti. Speriamo che in coscienza abbiano uno slancio di onestà intellettuale e mostrino a loro volta solidarietà per i fatti avvenuti in quegli anni, fatti nei quali sono stati parte attiva”.

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