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Il maltempo fa strage di alberi e isola il rifugio Enpa di Cadibona: “liberato” da Ata foto

Nella struttura sono ospitate diverse specie di animali selvatici in convalescenza

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Savona. “L’evento climatico dei giorni scorsi, con abbondante neve, vento e gelo, ha creato uno stato di emergenza eccezionale per tutto l’entroterra, ed anche per il rifugio della Protezione Animali sito a Cadibona”. Lo fa sapere l’Enpa savonese.

Lungo la strada di accesso alla struttura ed al vicino maneggio con cavalli, infatti, sono caduti diversi alberi che hanno interrotto il transito dei mezzi, costringendo i volontari a raggiungere a piedi il rifugio. Nella struttura sono ospitate diverse specie di animali selvatici in convalescenza dopo le cure intensive prestate loro presso la sede di Savona, assieme a Nello, uno scorbutico asino ricoverato da tempo.

A venire in aiuto al rifugio Enpa ed al maneggio sono arrivati, dopo le emergenze più urgenti, gli operatori dell’Ata, coordinati dall’assessore all’ambiente del Comune di Savona Pietro Santi, che hanno tagliato e spostato gli alberi caduti, tolta la neve e sparso sale antighiaccio. “Grazie all’intervento dell’azienda e dei volontari è stato ridotto al minimo anche il disagio per gli animali – fanno sapere dall’Enpa – che hanno potuto essere assistiti e rifocillati in tempo”.

Il rifugio di Cadibona è in fase di ricostruzione, con il cantiere aperto il mese scorso, per essere trasformato in una moderna e funzionale “casa degli animali”, dove troveranno ospitalità cani, gatti e fauna selvatica, recuperati dall’Enpa a seguito di abbandoni, ferimenti o malattie.

Il rifugio ha avuto una grande importanza in passato, poco conosciuta da molti cinofili soprattutto giovani, per i tantissimi cani randagi che vi sono stati ricoverati e curati fino all’adozione, in tempi in cui venivano invece catturati dagli accalappiacani ed uccisi nei canili comunali dopo sei giorni di detenzione. “E la riavrà ancora di più – annunciano dalla Protezione Animali – quando, conclusi i lavori, potrà accogliere anche i cani provenienti dalle emergenze in corso nel Sud Italia ed in altri paesi come la Spagna, la Romania ed i Balcani”.

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