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In gara sulla Senna col Sup: l’emozionante esperienza di Sara Oddera e Paolo Nardini foto

I due atleti della WAS di Savona hanno partecipato al “Nautic SUP Paris Crossing” collezionando un tredicesimo ed un cinquantesimo posto

Savona. Lo scorso 3 dicembre due atleti della Was (Wind and Sea Savona) di Savona, Sara Oddera e Paolo Nardini, hanno partecipato al “Nautic SUP Paris Crossing”, una delle più importanti manifestazioni di Sup del mondo classificandosi rispettivamente tredicesima assoluta nelle donne e cinquantesimo tra gli uomini.

Un risultato di tutto rispetto ottenuto in una cornice prestigiosa, ma soprattutto in una competizione che ha visto la partecipazione di settecento atleti da tutto il mondo. Per riuscire a farvi arrivare l’emozione vissuta da Sara e Paolo pubblichiamo il loro racconto della gara che hanno disputato sulle acque della Senna.

Un sogno che inizia da lontano in una giornata d’estate a Savona leggendo un articolo che parlava della Paris Nautic Sup Crossing una gara di 15 km sulla Senna in quella cornice incantata chiamata Parigi. Nell’incertezza e tra mille dubbi decidiamo di tentare l’iscrizione a questa gara visto che la difficoltà consiste nell’essere sorteggiati e nella competizione che il 3 di Dicembre a Parigi significa una sola parola ..freddo!

Ad ottobre arriva il responso dal salone nautico: ebbene siamo stati sorteggiati per partecipare alla più grande competizione di Sup per numero di partecipanti al mondo, saremo ben 700 al via tra Professionisti e amatori. La prima considerazione che abbiamo fatto è stata come raggiungere Parigi visto che trasportare i sup è estremamente oneroso, oltre che difficoltoso. Alla fine ha prevalso la soluzione del viaggio in auto con tanto di sup al seguito.

Arrivati a Parigi la prima grande sorpresa è stata quella di trovare la neve: ci siamo trovati davanti ad uno scenario incredibile e l’idea di attraversare a zero gradi la senna per 15 km ha sollevato le prime perplessità. Ma come è insito nell’origine di ogni atleta le perplessità finiscono non appena ci si cala nella veste di atleta. Ebbene le emozioni sono iniziate già il sabato quando abbiamo ritirato il pacco gara , leggere il proprio nome nella categoria Pro è a dir poco straordinario e onorare la partecipazione in uno scenario mozzafiato ti lascia senza parole.

La domenica inizia alle 4.30 del mattino quando suona la sveglia, ci alziamo dal letto facciamo una ricca colazione e ci apprestiamo ad arrivare sul luogo del ritrovo, sono le 5.30. In modo concitato completiamo le ultime fasi di vestizione e saliamo sull’autobus che ci porta sul luogo di partenza. Arrivati cerchiamo le nostre tavole precedentemente caricate sui tir il giorno prima, le troviamo, montiamo le pinne e le adagiamo sui bordi del fiume…manca poco alla partenza. Arriva l’invito agli atleti di entrare in acqua , ci siamo! La corrente è impetuosa e spinge forte trascorriamo qualche minuto per trovare il giusto feeling con un acqua sconosciuta , il timore di cadere è tanto 700 persone in piedi su una tavola muovono tanta acqua ed è molto freddo, poi il via.

In un attimo svaniscono tutti i timori e le paure si pagaia forte , come si dice in gergo , a tutta , i migliori se ne vanno via e noi restiamo in mezzo a tanta gente cercando il passo giusto, si va. Al quarto km giriamo le due isole controcorrente ci vorranno ben venti minuti per riconquistare il verso che ci porterà poi sulla via di ritorno. Si passano scenari meravigliosi e ponti stupendi fin tanto che da lontano si intravede l’arco giallo del traguardo ….è finita meravigliosamente una gara fantastica. Freddi e semicongelati ci cambiamo con il conforto di qualche bevanda calda che gli organizzatori ci hanno offerto.

Sara tredicesima fra le donne e Paolo cinquantesimo tra gli uomini: direi che per essere ultraquarantenni ci si possa accontentare, ma l’idea è quella di tornare il prossimo anno per fare meglio!

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