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Dal circolo Pd: “A Carcare la cultura è un settore che non interessa all’amministrazione comunale”

Mirri: "Nonostante le potenzialità della città calasanziana la giunta preferisce pagare affidando locali e servizi"

Carcare. “Se è vero, come importanti esperti affermano, che saranno la cultura e la bellezza a salvare il mondo, Carcare corre il serio rischio di restare esclusa da questa prospettiva di salvezza”. Arriva dal circolo Pd la polemica sulla “gestione” di numerosi eventi culturali affidati dall’Amministrazione comunale ad associazioni esterne.

“Ciò si deduce dal fatto che da un decennio questa giunta ignora gli aspetti culturali della città, sottraendosi così all’intelligente valorizzazione dell’immagine carcarese che nella cultura dovrebbe invece affondare le proprie radici facendone un prestigioso biglietto da visita (Calasanzio, Napoleone, Barrili, i Grigi, i Licei, il titolo di Città Calasanziana acquisito nel 1998, diverse opportunità museali contemporanee, ecc. ecc.) – proseguono dal circolo guidato dal segretario Rodolfo Mirri – Valori e opportunità che non trovano né considerazione né attenzione. Sono soltanto ricordi gli anni fecondi in cui amministratori avveduti, in collaborazione con enti e cittadini sensibili, organizzavano mostre di pregio, valide attività culturali di vario genere (concerti, conferenze, attività teatrali e altro) e la fondamentale e apprezzata attività dell’Univalbormida che dal 1992 è stata il fiore all’occhiello di Carcare, con ampia partecipazione (200/300 iscritti) ed apprezzata adesione degli anziani”.

“Ma anche per l’Univalbormida a Carcare l’amministrazione ha preferito, in passato,  delegare, dare in gestione, rinunciando ad avere un ruolo attivo nell’organizzazione dei servizi al cittadino. Era già successo ad esempio con i campi estivi sostituiti dai voucher e con le manifestazioni del 25 aprile, ridotte a un mesto “corteo funebre” e a un paio di orazioni di rito. Poi tutto è caduto in un limbo dove gli amministratori si limitano al simbolico taglio di nastri con ripetitivi discorsi di circostanza ad iniziative alle quali concedono “il patrocinio non oneroso”, ergo, fare bella figura con il lavoro e l’auto- finanziamento delle associazioni private”. E ancora: “Vi è solo un’associazione, evidentemente più introdotta, che gode di favori politici alla quale vengono riservati locali, consistenti finanziamenti e numerosi servizi con oneri totalmente a carico del bilancio comunale. Però il modo per arrestare questo degrado e tornare a vivere esiste e l’opportunità ci sarà data da democratiche elezioni nella primavera del 2018”, concludono dal circolo.

E il riferimento, più o meno velato, è alla gestione del centro polifunzionale, affidata dai Servizi sociali ad Anteas.

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