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“Confuoco” e “Confuochino”: a Pietra Ligure tensione alle stelle tra il sindaco Valeriani e il consigliere Carrara

Rabbia del primo cittadino per l'iniziativa di questa sera della minoranza. Carrara: "E' un fatto di democrazia"

Pietra Ligure. Sale la polemica politica e lo scontro tra maggioranza e opposizione a Pietra Ligure sotto Natale: la tradizionale celebrazione del “Confuoco” da una parte contro l’iniziativa messa in campo dall’opposizione ribattezzata “Confuochino”, che si celebrerà questa sera alle ore 18, in piazza Vecchia, con il premio ironico assegnato al sindaco Dario Valeriani. Quest’ultimo non l’ha presa particolarmente bene, tanto che domenica scorsa, già durante la cerimonia ufficiale del “Confuoco”, poco prima dell’accensione della pira dell’alloro, ha “attaccato” l’iniziativa della minoranza, inveendo ad alta voce contro un consigliere dell’opposizione della “Lista Civica dei Pietresi”: “Una piazzata da lavandaia” ha commentato il consigliere di minoranza Mario Carrara.

“Anche a Genova e a Savona si svolge il “Confuoco”. Solo che a Genova ed a Savona sono le associazioni “A compagna” e la “Campanassa” che presentano gli auguri natalizi al sindaco; prima degli auguri, però, i rispettivi presidenti sciorinano al sindaco stesso, che sta ad ascoltare, un elenco di cose che non vanno, che sono state fatte male, che non sono state fatte durante l’anno che sta volgendo al termine. Presentano, quindi, una vera relazione critica sullo stato delle rispettive città, per quel che riguarda l’anno decorso. Qui, a Pietra Ligure, no. Qui il Confuoco è una parata di personaggi dell’amministrazione comunale che, dopo aver insignito di un diploma/premio chi ritengono, sfilano per le vie del paese e concludono la “parata” in piazza Vecchia, accendendo con enfasi la pira dell’alloro” aggiunge l’esponente della minoranza pietrese.

“Non c’è più niente di “storico” nella manifestazione del Confuoco pietrese: vi ricordate, in passato, il corteo storico degli armigeri in costumi medioevali che attraversava la città, all’epoca di Giacomo Accame? Non c’é più niente di folkloristico e pittoresco: vi ricordate, in passato, le partecipazioni e le esibizioni degli sbandieratori di Asti, venuti più volte? Non c’é più niente nemmeno di “natalizio”: vi ricordate gli zampognari con cornamuse e zampogne vestiti all’antica con neri mantelli che suonavano “pive” e nenie del presepio?”.

E Carrara rincara la dose: “Se non fosse per i bambini delle scuole che declamano le poesie e che cantano canzoncine natalizie, italiane ed americane, in italiano ed in inglese, non sapremmo nemmeno più che siamo a Natale. Se non fosse per la banda “Guido Moretti”, che “tiene su, “regge” e “trascina”, musicalmente parlando, tutta la manifestazione, ci sarebbe un “vuoto silenzio”: il corteo assomiglierebbe a ben altro “tipo” di corteo”.

“Non si sa neanche più “perché” si celebra il “Confuoco” e cosa rappresenti: non ce n’è un accenno, anche “minimo”, da nessuna parte! L’impressione è che si faccia perché “si deve fare” e basta. Perché è lo Statuto del Comune che prescrive che si celebri: è un “dovere”, non una gioia, non una festa “sentita”.

“A riprova di ciò, sta la conferma diretta del fatto di “come” sia stata allestita, quest’anno, la sua stessa organizzazione, in sé davvero semplice. Infatti, abdicando al suo ruolo, disinteressandosene, il Comune, il sindaco Valeriani, ne ha appaltato interamente ad un’associazione privata esterna, “Spettacolando”, l’intera gestione ed organizzazione della manifestazione: tutto”.

“S’intende: in passato la stessa associazione curava la preparazione dei bambini che cantavano e recitavano le poesie; ora, invece, ha avuto l’appalto dell’intera organizzazione del Confuoco. Forse, appunto, perché il Comune non aveva tempo, voglia, capacità per occuparsene. Dedito ad altre più impegnative incombenze, che non organizzare “direttamente” una cerimonia così impegnativa e “complessa” come il Confuoco”.

“Per l’affidamento dell’organizzazione del Confuoco 2027, l’amministrazione di Avio Valeriani ha dato a “Spettacolando” la somma di 1.400 euro. Inoltre, quest’anno é stato conferito l’attestato di “Pietrese dell’anno” ad una persona che non si sa “cosa” abbia fatto durante il corso del 2017, per assurgere a tale titolo”.

“S’intende: abbiamo il massimo rispetto e stima della persona insignita (che non sappiamo, invero, chi sia) deducendolo dai ragguagli elencati nella delibera di conferimento dell’onorificenza; tuttavia, dagli stessi “ragguagli” deduciamo che, per i curricula dell’insignito, si tratti di un premio “alla carriera”, al “merito professionale”, più che di un premio distintivo riguardo un comportamento meritorio, un atto, un fatto ascrivibile alla persona premiata, svolto nell’anno 2017, che ne giustifichi e supporti il conferimento stesso”.

“Per dare “attestati” in questo modo, che “snaturano” completamente l’originaria intenzione con cui il “Pietrese dell’anno” era stato istituito, se ne dovrebbe cambiarne la natura, lo scopo, la motivazione”.

“É per tutto questo che il gruppo consiliare d’opposizione della “Lista Civica dei Pietresi” ha istituito il “Confuochino” proprio, in primis, per riparlare della natura del Confuoco. L’attestato di “Pietrese distinto dell’anno 2017” attribuito con diploma pergamenaceo su cui sono scritte le motivazioni, a chi, si sia distinto “nel BENE”, o anche nel “MALE” durante l’anno passato, sono la risposta di sapore “goliardico” alle mancanze, allo “svuotamento” dell’essenza delle ragioni del Confuoco che abbiamo narrato finora” sottolinea ancora il consigliere Carrara.

“Noi riteniamo che sia pertinente all’opposizione il diritto proprio di “fare” opposizione, sia stimolando, che criticando. Il diritto alla “satira”, tanto caro alla sinistra, non può essere negato quando non fa comodo o da fastidio. Il diritto a proporre manifestazioni di critica, di politica, di cultura non può essere né negato, né vietato: almeno in democrazia. Ma Pietra Ligure non é la Corea del Nord”.

“Anche se il solito “cortigiano lecchino” compiacente, dal microfono del Confuoco ha fatto il paragone tra il “Festival di Sanremo” ed il “Festival di Sanscemo” per deridere ed irridere la manifestazione di stasera organizzata dal gruppo consiliare dell’opposizione, noi pensiamo di essere nel pieno diritto di svolgerla e per questo la faremo. E’ una questione di “democrazia”: anche se al Sindaco, non vuole, gli dispiace e s’arrabbia” conclude Carrara.

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