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Carige, il 71% delle nuove azioni è stato sottoscritto: in campo i garanti o Malacalza

La situazione dopo la vendita dei diritti inoptati: entro il 31 dicembre la banca deve soddisfare le richieste di rafforzamento volute dalla Bce

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Liguria. 2.278.799.940 nuove azioni. Tante sono state quelle sottoscritte in data odierna secondo un comunicato emesso da Banca Carige. Tenuto conto anche delle azioni già sottoscritte nel periodo di offerta in opzione, risultano pertanto complessivamente sottoscritte 35.372.398.200 azioni ordinarie Banca Carige di nuova emissione (le “Nuove Azioni”), pari a circa il 71% del totale delle nuove azioni offerte nell’aumento di capitale in opzione, per un controvalore pari a 353.723.982 euro.

Con riferimento alle 14.425.301.640 Nuove Azioni non sottoscritte a seguito dell’offerta in Borsa (pari a circa il 29% del totale delle Nuove Azioni), queste saranno sottoscritte da Equita SIM per conto dei sub-garanti di prima allocazione e, a seguire, dal consorzio di garanzia e da Equita SIM per conto dei sub-garanti proporzionali su 2 base pari passu.

In sostanza, i diritti inoptati sono andati a ruba ma poi non sono stati esercitati da tutti coloro che li hanno acquisiti. Per quale motivo e da chi siano stati acquistati è in interrogativo interessante da porsi.

Rimane fermo il diritto di Malacalza Investimenti di sottoscrivere, in via prioritaria rispetto a Equita SIM e al consorzio di garanzia, tali nuove azioni sino a un ammontare che consenta alla stessa di raggiungere una partecipazione fino al 28% del capitale sociale di Banca Carige.

La data di regolamento dell’aumento di capitale in opzione, della tranche riservata e dell’Lme verrà reso noto domani, venerdì 22 dicembre 2017, prima dell’apertura dei mercati. L’attestazione dell’avvenuta integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale verrà depositata per l’iscrizione presso il Registro delle imprese di Genova nei termini di legge.

Il 18 dicembre era stata completata, in anticipo sui tempi, la vendita di tutti i diritti rimasti inoptati per l’aumento di capitale. Si trattava di 128,881.133 milioni di diritti ancora sul mercato che avrebbero permesso di sottoscrivere 7,7 miliardi di azioni per un corrispettivo di 77 milioni di euro. Il regolamento dell’asta prevedeva che, ad asta chiusa, l’esercizio dei diritti da parte di chi li aveva acquistati venisse effettuato entro e non oltre il 21 dicembre.

I valori acquistati davano diritto a sottoscrivere complessivamente azioni Carige per 167 milioni di euro, ovvero un terzo dell’aumento di capitale necessario alla banca per soddisfare le richieste di rafforzamento patrimoniale di Bce entro il 31 dicembre.

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