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Bragno, abbattuta la linea aerea delle funivie: al via la copertura dei parchi carbone fotogallery

Alle 14.34 di oggi la demolizione del "vecchio baluardo" delle funivie a carbone di Bragno

Cairo Montenotte. Un momento storico, sancito dalla stretta di mano simbolica tra il sindaco di Cairo, Paolo Lambertini, e l’amministratore delegato di Funivie Paolo Cervetti. Dopo poco più di un secolo dalla sua costruzione, il manufatto aereo lungo il quale viaggiavano i vagonetti che portavano carbone, è stato abbattuto per fare posto al piano di ambientalizzazione.

La demolizione della linea sospesa dei parchi del carbone di Bragno

La linea sospesa di arrivo e scarico dei vagonetti demolita oggi era stata costruita insieme all’impianto originario delle Funivie tra il 1910 e il 1912. Composta da un colonnato lungo 400 metri e alto 15, era stata dismessa nel 2013 in previsione dei lavori di copertura.

Alle 14.34, dopo il segnale di allarme, ogni pilone si è accasciato al suolo, proprio nel punto già cantierizzato che ospiterà il primo capannone. Per la demolizione sono state necessarie venti micro cariche di esplosivo per pilone;  la detonazione è stata preceduta da tre squilli di tromba e la fine delle operazioni da uno squillo di tromba prolungato. Inoltre, per ragioni di sicurezza,  la gestione della viabilità esterna è stata a cura delle forze dell’ordine (carabinieri, vigili) coinvolte nella procedura. La demolizione è stata realizzata da un’impresa specializzata, incaricata dall’appaltatore, un’associazione temporanea di imprese composta da consorzio Arcale, NBI e Sartori tecnologie (gruppo Astaldi).

La linea demolita guarda il versante di Cairo Montenotte dove verrà costruita la prima parte della copertura, dotata di nastri trasportatori interni, che si estenderà per circa 20 mila metri quadrati. Esiste una seconda linea sospesa, mantenuta in funzione, sull’altro lato dei parchi di stoccaggio. Dopo lo stop dovuto a un contenzioso, i lavori di copertura dei parchi di stoccaggio sono stati riconsegnati nel giugno 2017, sotto la direzione dell’ingegner Fenoglio di Cairo Montenotte.

Entro i prossimi sei mesi saranno realizzati i primi 180 metri di lunghezza della copertura e si lavorerà a blocchi modulari: “Siamo in ritardo ma finalmente si parte con l’ambientalizzazione – commenta Cervetti – Saremo quindi a norma, nella speranza che arrivino gli auspicati finanziamenti ministeriali. La speranza è che oltre ad una maggiore tranquillità sul piano della convivenza con il territorio, ci sia in futuro anche un vantaggio economico”.

Un vagonetto impiega circa un’ora e mezza per arrivare da Savona a Bragno (percorre infatti 3,5 metri al secondo) e può trasportare una tonnellata di rinfuse, pertanto la potenzialità retroportuale dell’area industriale cairese è ampia. I capannoni che verranno costruiti copriranno un’area equivalente a quattro campi da calcio, quindi una capienza di oltre 120 mila tonnellate di rinfuse.

“I lavori di copertura – dichiara Paolo Cervetti, amministratore delegato di Funivie – sono parte dell’articolata convenzione con il ministero dei trasporti che sostiene l’attività di Funivie, servizio pubblico. La copertura, migliorata rispetto al progetto originario, completerà l’iter di ambientalizzazione che ha già visto importanti investimenti presso il porto di Savona e presso Italiana Coke. Questo nuovo progetto consentirà di ampliare l’offerta di servizi di Funivie, in mercati in costante evoluzione”.

“Il sistema di trasporto e stoccaggio delle Funivie è all’avanguardia e unico al mondo. Con l’operazione di oggi raggiungiamo un livello di ambientalizzazione che in precedenza non si era visto. Ora avremo la possibilità di stoccare le rinfuse che sbarchiamo a Savona e che trasportiamo con le linee ferroviarie in un enorme capannone che potrà contenere fino a 350 mila tonnellate di materiale. La speranza è che questi importanti investimenti che completano quelli fatti più di cinque anni fa per l’ambientalizzazione della cokeria e per far sparire i camion e le rinfuse dal porto di Savona possa dare anche qualche ritorno dal punto di vista economico. Auspichiamo che gli operatori capiscano quanto è importante non soltanto trasportare le merci il più velocemente ed il più efficientemente possibile ma anche nel rispetto dell’ambiente”, conclude Cervetti.

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