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Violenza sulle donne, da inizio anno 855 nuovi casi per i centri antiviolenza

Stanziati dalla Regione oltre 1,1 milioni di euro per percorsi di formazione e progetti di supporto alle donne per far emergere il sommerso

Regione. Sono state 855, da gennaio 2017 ad oggi, le donne che si sono rivolte ai centri anti violenza liguri, di queste 700 hanno effettuato un primo colloquio di valutazione con le operatrici dei centri e di queste 414 (circa la metà) ha proseguito il percorso, fino ad una presa in carico vera e propria. Di queste ultime, sono state 135 a denunciare la violenza subita alle autorità competenti.

Ad illustrare i dati, in vista della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” che si celebra sabato 25 novembre, è l’assessore alle pari opportunità di Regione Liguria Ilaria Cavo: “Questi dati – afferma l’assessore Cavo – sono in linea con i dati dello scorso anno e con quelli riferiti dalla Procura della Repubblica di Genova, che non a caso sarà insieme a noi nel dibattito in programma sabato mattina a Terrazza Colombo. Viene confermata quindi la necessità di un lavoro comune, di una rete sempre più fitta, che sappia tenere agganciate le donne in un percorso compiuto che vada dalla prima presa di contatto con un centro alla giustizia fino all’aula di tribunale: senza considerare la parte sommersa del fenomeno, ovvero le donne che non trovano la forza di chiedere aiuto o denunciare le violenze subite, queste cifre di dicono che la metà delle donne che si rivolgono ai centri anti violenza porta a termine il percorso di presa in carico e solo la metà di questa metà si sviluppa poi in un procedimento giudiziario”.

“Per questo è fondamentale, da un lato, mantenere il sostegno dei centri e, dall’altro, proseguire la collaborazione tra Istituzioni, mettendo in campo anche iniziative di sensibilizzazione, di formazione e di sostegno concreto alle donne. Come assessorato alle Pari Opportunità, abbiamo destinato oltre 137mila euro all’autonomia abitativa delle vittime, attraverso contributi per spese di trasloco, affitto e utenze e, congiuntamente con l’assessorato alle politiche sociali e sanitarie, stiamo avviando un percorso di formazione del personale dei centri anti-violenza e dei servizi di emergenza sanitaria per migliorare il lavoro di rete in materia”.

Da questo punto di vista, la vicepresidente e assessore alla sanità Sonia Viale sottolinea che “nell’ambito della stretta collaborazione con le procure della Repubblica e della polizia giudiziaria, in base agli accordi vigenti, da aprile 2015 ad agosto 2017 ci sono pervenute richieste di informazioni sanitarie, ai fini delle procedure giudiziarie in corso, in relazione a 209 persone per le quali risultano complessivamente 1.385 accessi in pronto soccorso. Di queste persone, 28 sono minori”.

Per aiutare il percorso di uscita dalla spirale di violenza, Regione Liguria ha stanziato nuove risorse (137mila euro) anche per progetti di autonomia lavorativa delle donne, attraverso contributi che verranno dati alle imprese che le assumeranno. A questo proposito “stiamo elaborando un bando rivolto alle aziende – spiega l’assessore Cavo – per favorire la loro assunzione. Abbiamo inoltre abbiamo dedicato 900mila del Fondo sociale Europeo, attraverso un bando emanato nel marzo scorso, a progetti per il supporto alle vittime, al trattamento degli uomini autori di violenza e ad azioni di prevenzione precoce in ambito scolastico, di cui renderemo note in questi giorni renderemo note le graduatorie”.

Sono 8 i centri anti-violenza in Liguria: uno a Imperia, uno a Savona, due a Genova, uno a Mignanego, uno a Chiavari e due a La Spezia, tutti collegati al numero nazionale 1522. Nel maggio scorso Regione Liguria ha avviato un percorso di accreditamento per rafforzare l’impatto dei centri e migliorare la loro risposta alle donne che subiscono violenza.

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