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Villa Zanelli, i Verdi non mollano: “Diventi museo del Liberty, Toti e Caprioglio tornino indietro”

Danilo Bruno: "Troppi dubbi, scheda finanziaria inesistente e nessun progetto culturale. Chiediamo un gesto coraggioso, finché si è in tempo"

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Savona. “Lunedì scorso con grande presenza e annunci contro i ‘profeti di sciagure’ la Regione (Toti e Scajola) e il Comune (Sindaca e vicesindaco) hanno annunciato che ormai il recupero di Villa Zanelli è cosa fatta. Il progetto definitivo, privo peraltro di ogni minima scheda finanziaria, è pronto ed andrà in conferenza dei servizi in modo da avviare un percorso virtuoso che vedrà sicuramente l’inizio dei lavori nel prossimo anno. In tutto questo clamore con riprese televisive e l’annuncio di grande ilarità da parte della Sindaca nei confronti di tutti e tutte coloro che chiedevano soluzioni diverse (Verdi, Campo progressista, associazioni civiche ed ambientaliste) per l’utilizzo di Villa Zanelli considerandoli come una sorta di esponenti dei fronte del ‘no’ ed assimilabili a coloro che per decenni nulla hanno fatto per fermare il degrado del monumento (centrosinistra comunale e regionale in primo luogo) noi Verdi insieme all’Officina delle Idee ‘Alexander Langer’ di campo progressista ci permettiamo di fare alcune obiezioni”.

Inizia così la nota con cui Danilo Bruno, portavoce dei Verdi savonesi, avanza le sue critiche al progetto di riqualificazione di Villa Zanelli presentato pochi giorni fa da Comune e Regione. “La villa – ricorda Bruno – sarà utilizzata per complessivi 120 mq per spazi espositivi di un museo della balneazione (costumi da bagno e asciugamani?) senza un progetto espositivo e culturale a fondamento, mentre gli altri 1200 mq circa verranno utilizzati per bar, ristorante e un hotel con dieci stanze e circa 24 posti letto. Il parco storico verrà aperto al pubblico con accesso sulla spiaggia ma non ci viene spiegato dove verrà posizionato l’accesso carrabile e i parcheggi ‘inerbiti’ che verranno individuati. In assenza di una scheda finanziaria dobbiamo sospendere il giudizio sul punto poiché non si capisce se i lavori sulla villa insieme alla messa in sicurezza del rio Molinero saranno interamente coperti con i fondi pubblici: quelli del piano di sistemazione delle periferie? Con i famosi cinque milioni di euro già entrati e usciti numerose volte dalle cronache cittadine? Con un project financing per un albergo che avrà una bellissima vista sulla piattaforma Maersk e di cui dubitiamo fortemente su quali possano essere i costi di gestione in una città ed in una zona, che poco può offrire ad un turismo esclusivo ed elite a cui si dovrebbe rivolgere la struttura”.

“A questo punto – insiste Bruno – dinanzi a tali dubbi e all’evidente rischio di privatizzazione di un edificio pubblico chiediamo ancora una volta alla Giunta di fermarsi a riflettere poiché Savona non ha bisogno di una ulteriore invasione di cemento e di privatizzazione di spazi pubblici quando invece si potrebbe creare un Museo del Liberty, dedicato ad una importante stagione culturale per la città ed altri spazi pubblici legati alla cultura e al tempo libero. Savona deve tornare ad investire sulla cultura facendone l’asse della crescita civile cittadina e questa potrebbe essere una grande occasione per segnare una svolta epocale in un territorio come quello ligure dove spesso la parola ‘cultura’ ha fatto solo da compendio di un turismo privo di idee e di novità”.

“A questo punto noi chiediamo a Toti e alla Caprioglio un gesto coraggioso e tornare indietro finché si è in tempo poiché Savona non merita oltre al cemento e al bitume anche la privatizzazione degli spazi pubblici rimasti inutilizzati. Diversamente dinanzi al silenzio delle due maggiori forze di opposizione in consiglio comunale, che neppure si parlano, pensiamo che l’unica soluzione siano le dimissioni di una Giunta priva di una linea politica e di un reale sguardo alle esigenze cittadine per continuare a seguire la linea del centrosinistra ovvero bitume e cemento” concludono i Verdi.

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