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Urina nella borraccia, gli ultras della Rocchettese: “Ci dissociamo da inciviltà e stupidità”

I tifosi rossoblù condannano il gesto: "Opera di un singolo, anche lui si scuserà"

Cairo Montenotte. All’indomani delle parole di Luca Piantelli, portiere del Dego che ha denunciato il fatto che la sua borraccia è stata riempita di urina, intervengono sull’episodio i Roman Bridge Warriors, gli ultras della Rocchettese, squadra che, sul campo del Bonifacino, ospitava i biancoblù.

“Purtroppo – dichiarano – succede che il gesto del singolo vada a incidere sul lavoro di tutti per la buona riuscita di un tifo senza alcun tipo di cose offensive… Gli stessi tifosi che hanno cantato noi non siamo alluvionati (per scherno, con risposta degli altri) hanno preso la vanga in mano il giorno che accadde e dato una mano alla società avversaria…”.

“Purtroppo – proseguono i tifosi rossoblù – le cose vengono vendute per come non sono. La persona che ha compiuto questo stupido gesto contro la decisione della tifoseria tutta, ha fatto sapere che si scuserà con il giocatore Luca Piantelli… Questo in modo da far capire che non era intenzione della tifoseria arrivare a quel livello”.

La curva della Rocchettese, dedicata ad Alessandro Saffirio, deceduto alcuni mesi fa, segue sempre con grande passione la squadra, in casa come in trasferta. “Non può essere infangato il lavoro del gruppo e il nome di una tifoseria intitolata a una persona molto speciale sia per i deghesi che i rocchettesi – sottolineano i tifosi -. Una giornata di sport dove ha visto le due squadre e le tifoserie fronteggiarsi con serenità, non può essere rovinata da uno stupido gesto al quale va posto un rimedio pacifico all’insegna della civiltà. Siamo stati anche noi vittime di errori ma al quale abbiamo saputo assumerci le nostre responsabilità”.

La tifoseria Roman Bridge Warriors e la società U.S. Rocchettese si dissociano totalmente dal comportamento e dal gesto del singolo, porgendo comunque le sentite scuse all’Asd Dego Calcio e a Luca Piantelli il quale in passato aveva difeso i pali della squadra cairese.

La rivalità, l’attaccamento e la passione sono nelle nostre corde, ma non l’inciviltà, la stupidità e la violenza che a volte sono state messe in gioco da singoli che non hanno più avuto a che fare con la nostra realtà” concludono i Roman Bridge Warriors.

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