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Tavolo della Sicurezza di Loano: Comune, cittadini ed associazioni al lavoro per la “sicurezza partecipata”

Verrà riproposto il progetto "Loano Città Amica" per la sorveglianza di scuole e parchi, stazione e altre aree critiche

Loano. E’ stata una riunione all’insegna dell’ascolto (da parte dell’amministrazione comunale) e della partecipazione (da parte di cittadini ed associazioni) quella del Tavolo della Sicurezza svoltasi ieri sera nella sala consiliare di Palazzo Doria a Loano. Erano presenti il comandante della polizia municipale Gianluigi Soro, il vice sindaco Luca Lettieri, l’assessore alla municipale Enrica Rocca e, tra il pubblico, il consigliere di maggioranza Francesca Mangiola e quelli di minoranza Daniele Oliva e Patrizia Mel, oltre ai rappresentanti del gruppo alpini e dell’associazione carabinieri in congedo e tanti semplici cittadini.

Tra i temi in discussione l’adesione del Comune di Loano al “Forum Italiano della Sicurezza Urbana” e ad “Avviso Pubblico” contro le mafie; il progetto di volontariato per il presidio dei plessi scolastici, all’ingresso ed all’uscita degli alunni dalle scuole.

In apertura l’assessore Rocca ha comunicato ai presenti che “a metà dicembre prenderà servizio un nuovo agente della polizia municipale, una nuova risorsa che ci permetterà di migliorare ulteriormente la presenza sul territorio”. Inoltre, il progetto del Controllo del Vicinato si è ampliato con la creazione di due altri gruppi, a Borgo Castello e nella zona delle Berbene, che vanno ad aggiungersi a quello della zona musicisti e di via Piste (ora coperta al 100 per cento).

Di seguito, Soro ha spiegato il funzionamento del “Forum Italiano della Sicurezza Urbana” e di “Avviso Pubblico” contro le mafie: “Dell’adesione a questi due progetti si era parlato in occasione della prima riunione del Tavolo della Sicurezza dello scorso anno. Ci eravamo assunti l’impegno di seguire questo percorso e oggi con soddisfazione possiamo annunciare di aver realizzato quanto avevamo previsto tempo fa”.

Secondo Soro “in questo momento storico la migliore sicurezza è la sicurezza partecipata. Se in passato questo settore era di ‘competenza’ soltanto dello Stato e delle sue forze dell’ordine, al giorno d’oggi non è più così. Non sono più solo i carabinieri, la polizia di stato e le altre forze di polizie a dover intervenire, ma è meglio se tutti quanti contribuiamo. La sicurezza delle città può migliorare solo se tutti partecipano alla costruzione di un disegno collettivo volto a raggiunger questo obiettivo. Il Tavolo della Sicurezza riunisce persone che hanno qualcosa da dire e da fare in ambito di sicurezza, cioè gruppi, associazioni e cittadini. In questo senso, la nostra città è perfettamente all’interno di questo percorso. Soprattutto, bisogna ricordare che i problemi di sicurezza non sono soltanto quelli di polizia, ma nella maggior parte dei casi riguardano l’educazione nelle scuole, i problemi sociali od economici”.

Circa il Forum, si tratta di un “network composto da amministrazioni, studiosi di fenomeni di sicurezza urbana, associazioni e chiunque altro abbia interesse nel produrre politiche volte a migliorare le condizioni di sicurezza della città. Al suo interno sono nate tante iniziative che hanno portato ad affrontare, ad esempio, la pericolosità delle città di notte, il fenomeno dell’uso e dell’abuso di alcool e droghe. Per chi fa parte del Forum, il modo migliore per trattare i problemi di sicurezza è la prevenzione. Il fatto che il Comune di Loano faccia parte di questo Forum testimonia la volontà dell’amministrazione di affrontare questi problemi, magari perfino ‘copiando’ le soluzioni adottate altrove. I problemi che viviamo noi sono universali, ma ogni città è differente e ha bisogno di una soluzione locale. Entrando a far parte del Forum, da oggi Loano può partecipare alle discussioni e attingere ad una banca dati di buone pratiche, progetti, suggerimenti, può chiedere aiuto per trovare soluzioni. Ciò significa sposare una visione della sicurezza che è ‘partecipata’ e di rete, una visione in cui ciascuno di noi fa la propria parte. Con il contributo di tutto si può migliorare la sicurezza della città”.

Il network, come detto, punta forte sulla prevenzione come strumento per azzerare i fenomeni che minano la sicurezza pubblica. In questo senso “la forza di polizia è l’ultima risorsa che dovrebbe intervenire quando si verificano problemi. Se intervengono le forze dell’ordine vuol dire che il problema è nato e si è sviluppato fino ad esplodere. La migliore cura è la prevenzione. Ed in questo caso entrano in gioco i servizi comunali, che devono essere accordati tra loro per lavorare bene sulla sicurezza: scuola, servizi sociali e sicurezza urbana sono settori fondamentali nei quali operare per poter lavorare sui problemi a monte, ancora prima che si verifichino”.

“Avviso Pubblico” invece “è un consesso di amministrazioni che vogliono testimoniare e marcare la differenza in ambito di trasparenza e legalità. Anche in questo caso il Comune di Loano dimostra di voler mantenere gli impegni legandosi a chi sta lavorando in questa direzione e prendendo ‘ispirazione’ da chi ha già elaborato soluzioni funzionali in questo ambito. Le scuole della nostra città ci hanno chiesto di poter fare qualcosa in più in ambito di diffusione della cultura della legalità. Con ‘Avviso Pubblico’ avremo qualche strumento in più anche in ambito divulgativo in questo senso. Le ultime direttive di legge stabiliscono che le polizie di stato devono essere in relazione con le polizie locali, ma anche che ci devono essere anche collaborazioni tra enti pubblici e cittadini (come ad esempio sulla videosorveglianza integrata, percorso che il nostro Comune ha già avviato da tempo) e le associazioni. Attualmente la visione del Comune di Loano è una visione in linea con la legge dello stato”.

Il presidente di Assoutenti, Gianluigi Taboga, ha fatto notare che “certamente le manette sono uno strumento di repressione, come ha sottolineato il comandante Soro, ma le indagini di intelligence sono lo strumento di massima prevenzione e quindi repressione. Grazie ad accurate indagini è possibile eliminare certe situazioni prima ancora che si sviluppino. Di certo si tratta di un compito che non può essere pubblicizzato, ma che è importantissimo. Il cittadino non può metterlo in atto, ma di certo può aiutare ad eliminare quel senso di diffidenza nei confronti dello stato e di chi lo rappresenta. E perché questo succeda è fondamentale eliminare l’omertà: chi vede, conosce qualcosa che può creare problemi in ambito di sicurezza deve parlare e rivolgersi alle forze dell’ordine”.

In questo senso, Lettieri ha annunciato che “nei prossimi giorni sarà messa in atto la sospensione della licenza di un pubblico esercizio di Loano che, grazie alla segnalazione di tanti cittadini, è stato notato essere ritrovo di soggetti che mettono in atto pratiche criminose”.

Di seguito, Soro ha ripresentato il progetto “Loano Città Amica” che era stato elaborato e messo in atto nel 2007 e che ora potrebbe essere nuovamente attuato per migliorare la sicurezza dei parchi e delle scuole cittadine: “Grazie al gruppo alpini e all’associazione dei carabinieri in congedo il Comune era riuscito a realizzare un buon progetto. L’iniziativa prevedeva che i volontari, tutti con divise che permettessero di riconoscerli come appartenenti alle varie associazioni, facessero presidio all’ingresso e all’uscita delle scuole (specialmente le Milanesi, che sono il plesso più dispersivo). L’obiettivo era garantire la vigilanza degli alunni in attesa di entrare in aula o di essere ‘recuperati’ dai genitori alla fine delle lezioni. Le varie ‘pattuglie’ di volontari erano in costante contatto radio con la polizia municipale grazie all’apparecchio in dotazione e grazie a questo erano pronti a segnalare ogni problematica. Stesso discorso per i parchi: anche in questo caso gruppi di volontari presidiavano le aree negli orari di maggiore criticità segnalati da mamme e genitori”.

“Si trattava di un progetto prezioso che ci aveva dato risultati, ma era molto impegnativo. Tanto che dopo quella edizione non siamo più riusciti a realizzarla di nuovo. Ci è tornata in mente e abbiamo deciso di rimetterci mano a seguito dell’incontro coi genitori delle Ramella, preoccupati da alcuni episodi che avevano turbato la serenità di quel plesso. Ora ci piacerebbe riproporre ‘Loano Città Amica’ anche per il 2018 per migliorare la sicurezza di questi luoghi. Nel 2017 siamo riusciti ad avere il ‘Controllo del Vicinato’, ora vorremmo unire le due cose: effettuare un controllo del vicinato nella zona delle scuole”.

Tavolo Sicurezza Loano

E’ intervenuto il consigliere di LoaNoi Daniele Oliva, che ha sottolineato: “Il nostro gruppo crede molto nel ‘Controllo del Vicinato’. Anche perché siamo stati noi a proporlo. Così come abbiamo proposto di allargare il Tavolo della Sicurezza ai genitori. Ma è assurdo che gli attori protagonisti della sicurezza nella nostra città, i carabinieri, non vengano mai. Questo Tavolo è sempre molto ristretto anche dal punto di vista della partecipazione dei cittadini”.

Michele Pellegrini, portavoce dei Cittadini Attivi, ha suggerito di “aprire una pagina Facebook dedicata al Tavolo, cosa che consentirebbe di coinvolgere maggiormente i cittadini. E nel progetto di ‘Loano Città Amica’ andrebbe inserita anche la zona della stazione, in cui spesso si verificano episodi assai spiacevoli”.

Lara Costa, una delle Mamme Attive, ha avanzato l’idea di “coinvolgere le associazioni sportive in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole. Tra Comune ed associazioni c’è già un rapporto in ambito di concessione, condivisione e gestione degli spazi e delle strutture sportive. L’amministrazione, dunque, potrebbe chiedere ai vari gruppi di dedicare un certo numero di ore al mese o all’anno ad attività di questo tipo. Lo sport è un grande strumento di prevenzione di insorgenza dei problemi nei più giovani”.

Patrizia Mel, consigliere di LoaNoi, ha sottolineato che “gli agenti della municipale dovrebbero ascoltare maggiormente il singolo cittadino e le sue istanze. E sarebbe forse il caso di istituire comitato di quartiere per garantire un rapporto più diretto tra le varie aree della città con le istituzioni locali”.

Davide Carosa, presidente dell’Asd Krav Maga Parabellum ed operatore del Sert di Asl2, ha snocciolato qualche dato circa gli accessi di minori al servizio sanitario, sottolineando che “dall’inizio dell’anno sono stati diversi i minori che si sono rivolti al Sert. Di recente, ci sono arrivati perfino ragazzi nati nel 2003”. Numeri preoccupanti, sui quali si potrebbe intervenire “mettendo in atto attività di prevenzione e sensibilizzazione in ambito scolastico”.

Tavolo Sicurezza Loano

In chiusura, Soro ha sottolineato che “le attività di contrasto delle problematiche in ambito di sicurezza spesso sono purtroppo mezze risposte di efficacia relativa. Basti pensare alle attività di sgombero effettuate alla stazione. Ogni volta che interveniamo insieme alla Polfer smantellando i bivacchi, spostiamo il problema altrove. Chi viene allontanato, si sposta magari a Pietra Ligure o Borghetto. E se a Pietra Ligure o Borghetto mettono in atto interventi simili, ecco che dopo due giorni ci ritroviamo nella stessa situazione. E’ dunque necessario trovare soluzioni diverse e più efficaci. Che magari arriveranno non subito ma tra qualche anno. Questo progetto di ‘Loano Città Amica’ può essere un primo passo in questa direzione”.

Al termine della riunione, Soro, Lettieri e Rocca hanno messo il progetto a disposizione dei cittadini: “L’impianto base può essere modificato e rivisto con le vostre proposte ed i vostri suggerimenti. Tra le aree critiche possiamo anche inserire la stazione o le fermate dell’autobus, che sono luoghi particolarmente sensibili per quanto riguarda certi fenomeni del mondo giovanile. Aspettiamo le proposte di tutti. In ultimo, chiederemo ai volontari che già contribuiscono al successo del servizio Pedibus di darci una mano a presidiare i passaggi pedonali davanti alle scuole. In questo ambito, il Comune è pronto a contribuire offrendo formazione gratuita in ambito di sicurezza stradale. Le associazioni fanno tanto per il nostro territorio ed è giusto che il Comune faccia altrettanto nei loro confronti”.

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