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Piano socio sanitario regionale, la Cgil: “Vecchie ricette per nuovi problemi”

"In Liguria si difende l'ospedale sotto casa ma, alla presenza di un problema serio, si cerca l'eccellenza, magari fuori regione"

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Liguria. “In Liguria si è generata una spirale perversa: si difende l’ospedale sotto casa, tanto costoso quanto sempre più inadatto ad affrontare le attuali necessità di salute ma, alla presenza di un problema serio, si cerca l’eccellenza, magari fuori regione. Cosi si generano le famigerate ‘fughe’ causa di pesanti costi aggiuntivi; l’aumento dei costi esaspera la difficoltà a sostenere ospedali medio-piccoli che caratterizzano la rete ospedaliera ligure. Per questo sono gradualmente e inesorabilmente svuotati e impoveriti. Soprattutto avere tanti ospedali sparsi sul territorio, nei quali sono affrontati pochi casi l’anno, impedisce di sviluppare quelle esperienze che rendono più affidabile ed eccellente una struttura. Sono quindi una scelta sbagliata e costosa”.

A sostenerlo sono i rappresentanti di Cgil Liguria, che intervengono sul dibattito intorno al piano sanitario della Regione Liguria, che verrà discusso domani: “La sanità fatta prevalentemente di ospedali, che caratterizza il modello ligure, andava bene tre decenni fa. Viceversa oggi la gente è afflitta da malanni (neoplasie e patologie legate all’aumento dell’età) che richiederebbero brevi periodi in ospedale e costante assistenza a casa o in accoglienti strutture domiciliari e di riabilitazione di cui la Liguria è carente (siamo sotto i parametri previsti dalla legge). Allettare in ospedale questi pazienti significa accorciarne e peggiorarne l’esistenza. Altrettanto si può sostenere circa il bisogno di assistenza espresso dai malati cronici che nella nostra regione rappresentano ormai più di un terzo della popolazione. Offrire una valida alternativa al pronto soccorso significa sia evitare loro disagi sia sgravare il pronto soccorso stesso dalla pressione della miriade di accessi impropri che lo opprimono”.

“E’ pertanto strategico disseminare il territorio regionale di strutture che per i cittadini siano punti di riferimento certi, vicini e abituali dove essere ben assistiti per il completamento dei principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all’ospedale. La Regione nel suo piano cosa propone in concreto? Il proseguimento di politiche sanitarie ‘ospedalocentriche’ ricalcando un clichè superato da anni nel resto del paese. Se di vero c’è solo questo il piano sociosanitario è fuori sincrono rispetto ai nuovi bisogni espressi dalla popolazione ligure”.

“Una valutazione a parte meritano le ricadute economiche delle scelte previste dal Pssr. Il Pssr non indica azioni credibili per ridurre l’entità dell’attuale disavanzo che ammonta a circa 94 milioni di euro ai quali bisogna sommare i costi generati dall’apertura dei nuovi ospedali, dai nuovi pronto soccorso oltreché dalla spesa farmaceutica in netto aumento. Temiamo che il costo di scelte sbagliate finisca per ricadere nuovamente su cittadini e lavoratori. Questi ultimi hanno già subito un taglio di quindici milioni di euro negli ultimi due anni”.

Sempre per quanto riguarda il piano sanitario della Regione, Cgil Liguria, enti no-profit, associazioni e lavoratori hanno sottoscritto una lettera con cui “esprimono forte preoccupazioni per le scelte che la Regione Liguria sta effettuando con la prossima approvazione del piano socio sanitario e con la revisione del sistema di autorizzazione ed accreditamento”.

“L’idea di risparmiare, proprio sui più fragili, tagliando i servizi e peggiorando le condizioni di accesso alle prestazioni influisce pesantemente anche sul futuro dei lavoratori. È urgente aprire subito un confronto sugli stanziamenti nel settore, sulla consistenza dei budget e degli organici. La disabilità non può essere considerata un costo. Le persone disabili non sono numeri: si parta dai loro bisogni, da quelli di coloro che possono dare loro assistenza e dalle difficoltà delle famiglie”.

Perciò “in occasione del voto del piano socio sanitario regionale di domani mattina, una rappresentanza delle associazioni in calce chiederà di essere ricevuti dall’assessore”.

La richiesta arriva da: Associazioni di Famiglie presenti all’assemblea di oggi a Genova( Coordown Onlus; La Nostra Famiglia Onlus ; ANFFAS Genova; ANFFAS Imperia; ANFFAS Villa Gemelli di Rapallo; ANFFAS Regionale ; Associazione CEPIM Centro Italiano Down; Fondazione CEPIM Onlus; AIDEL 22 Onlus; AIAS Onlus; Associazione Famigliari Disabili Centro Benedetto Acquarone;  Associazione Persone Sindrome di Williams ; AFA Liguria; Consulta Regionale delle Malattie Rare ; Rappresentanti delle famiglie  con sindrome di X-Fragile e di Jacobsen), ANMIC, ANMI, ENS, UIC, UNMS, FAND, FISH Liguria, Corerh per gli enti gestori, ARIS, Cgil e Uil Liguria.

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