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Piaggio Aerospace, Fiom: “No a piani alternativi, rispettare il patto del 2014”

"Chiudere la querelle finanziaria e confermare il piano sottoscritto, attendiamo il confronto con il Governo"

Liguria. “Nessuna organizzazione sindacale nell’ultimo incontro con l’azienda ha manifestato l’intenzione di cancellare il vecchio Piano sottoscritto anche con il Governo per avviare una nuova trattativa. Gli atti concreti al di là delle parole di qualcuno sono che il vecchio piano ha ancora oggi aperte pendenze economiche rilevanti, che ricordiamo erano: l’acquisto del debito con le banche, rinegoziare il debito con Leonardo e ricapitalizzare, tali operazioni a detta dell’amministratore delegato si completeranno entro fine anno”. La precisazione arriva dalla Fiom sulla delicata fase della vertenza di Piaggio Aerospace.

“Se non si chiude questa fase finanziaria non può esistere nessun confronto a nessun livello, il blocco dei pagamenti di una parte dei fornitori e le dichiarazioni di parte aziendale solo di qualche giorno indietro sulla visibilità delle retribuzioni, il colpevole ritardo della società a sviluppare operazioni aperte da mesi non ci portano ad essere ottimisti, piuttosto quantomeno cauti. Per questa ragione abbiamo chiesto un incontro immediato con il Governo, le domande sono sempre le stesse: perché l’azienda ha aspettato l’ultimo minuto per fare ciò che doveva essere fatto sul piano finanziario mesi indietro? Cosa è stato concordato con il Governo Italiano? Perché si continua ad operare con poca trasparenza? Perché si continua a sostenere che la cessione del ramo di azienda consistente nella ricerca, sviluppo, progettazione, vendita, manutenzione, riparazione e revisione dell’EVO sono un occasione? Certo per Piaggio, almeno quella che resterà, che dalla vendita recupera parte delle risorse spese ad oggi”.

“La Piaggio nei fatti sarà un terzista della PAC e costruirà su licenza, solo se la stessa ordinerà i prodotti civili su un ipotetico mercato cinese ad oggi inesistente, dov’è la garanzia occupazionale per i lavoratori non impegnati nel militare? Perché oggi la vendita dei motori è possibile anche a società straniere? L’attività era e resta strategica, sempre non a fasi alterne”.

“Nessuna Rsu può su questi temi aprire un tavolo di confronto aziendale, la sede del confronto è quella negoziale del Ministero, nessuno può trattare la divisione delle attività ne tanto meno dare segnali di disponibilità. Non esiste nessun nuovo piano: se l’azienda ha un nuovo Piano Industriale lo presenti e cerchi prima il consenso con il Governo e solo dopo si avvii il confronto, non possiamo continuare a sentire rappresentanti governativi sostenere che il vecchio piano non si tocca e verificare nei fatti che l’azienda si muove incurante dei loro giudizi”.

“Noi siamo disponibili a discutere come sempre con tutti senza esuberi ne tanto meno con penalizzazioni oltre a quelle che abbiamo già dovuto subire a Genova per piani industriali finti” conclude la Fiom.

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