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Nel week-end al NuovoFilmStudio di Savona: proiezione del film “The Square”

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NuovoFilmStudio/Officine Solimano/Piano terreno
Piazza Rebagliati, Savona
Circolo ARCI

The Square
di Ruben Östlund, con Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West – Svezia/Germania/Francia/Danimarca 2017, 145′

Palma d’Oro al Festival di Cannes 2017

ven 10 novembre (18.00 – 21.15)
sab 11 novembre (17.30 – 21.15)
dom 12 novembre (15.30 – 18.00 – 21.15)
lun 13 novembre (15.30 – 20.30)

Christian, stimato direttore di un museo d’arte contemporanea, è un padre divorziato attento e devoto alle sue due figlie, oltre che uno di quegli uomini pronti a sostenere le cause umanitarie. Con il suo gruppo di lavoro sta ultimando l’installazione “The Square” – sorta di spazio sacro in cui vengono esclusivamente promossi concetti positivi come l’altruismo e la responsabilità verso il prossimo. Mentre l’evento artistico inizia a decollare, il furto del telefono cellulare e una risposta sopra le righe porteranno Christian in profonda contraddizione con i propri ideali… Ruben Östlund, dopo l’intrigante “Forza Maggiore” (2014), insiste nell’indagare il rapporto tra causa/effetto, sostituendo la valanga con un furto, come momento scatenante, e proiettando la conseguente crisi su un singolo individuo invece che su una coppia.

L’ambiente prescelto in cui far svolgere l’intera vicenda è quello dell’arte contemporanea, ferocemente dissacrata nella sua pretesa museologica, nella sua interpretazione – ovvero cosa sia arte e cosa no – e nei suoi canali di comunicazione. Così la pellicola si rivela altamente inventiva, colma di humour nero e di dialoghi brillanti. Certo il mondo artistico contemporaneo può risultare sin troppo semplice da parodiare, ma il regista mira più in alto servendosene come una lente attraverso la quale osservare i difetti della nostra società e puntando a quel senso di frustrazione e narcisismo collettivi presentanti sempre sul punto di esplodere.

The Square ci parla di una società abitata da automi che sanno muoversi insieme solo per fiondarsi su un buffet e dove i luoghi pubblici hanno perso ogni significato aggregante. Una società talmente narcisista da non riuscire nemmeno più a liberarsi dalle sue scorie: tutto ciò che è espressione dell’io diventa feticcio, erigendosi, perfino ad arte. A livello personale invece il film mette a nudo le incoerenze che si verificano tra le nostre convinzioni e il nostro comportamento quando ci troviamo ad affrontare situazioni impossibili da prevedere. Palma d’oro a sorpresa, ma del tutto meritata per questa commedia acida, con un Claes Bang – Christian – quasi un Cary Grant scandinavo in preda a una crisi esistenziale, mentre Elisabeth Moss brilla come una diva americana in brevi, ma folgoranti apparizioni.

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