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Sei motivi per cui non sopravviverò alla pre-adolescenza di mio figlio

"Rosso Pistacchio" è la rubrica al femminile di IVG: ogni martedì si parla di donne con Marzia Pistacchio

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“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente.

Rosso Pistacchio

1 LE MUTANDE

Dal latino ‘MUTANDAE‘ ovvero ‘da cambiarsi’. Pare, però, che il soggetto in questione poco conosca della etimologia latina, oppure poco gli importi.
Il pre-adolescente mostra un particolare sentimento di affezione nei confronti di boxer o slip che siano, tanto da non cambiarle per giorni e giorni, o arrivare addirittura a girarle per non separarsene.
Si conoscono casi di Minion, raffigurati su mutande di preadolescenti, partiti sorridenti per il ritiro calcistico, e tornati in forte crisi depressiva.
Il che ci porta direttamente al punto due, ovvero

2 LE ATTIVITA’ EXTRASCOLASTICHE

A due anni lo avete iscritto al corso di danza classica propedeutica, a tre anni sembrava essere il degno successore di Roberto Bolle, a quattro anni vi ha chiesto con gli occhioni umidi da cucciolo di cocker spaniel e il caschetto biondo, di iscriverlo ad un corso di teatro e voi, gonfie di orgoglio materno, avete contattato direttamente la Juillard e la Scala di Milano.
A sette anni il primo provino, degno di un professionista, e il primo ruolo importante, e tu, madre, ti dici che sì, forse non hai fatto poi così un cattivo lavoro, che forse quella volta che ti è caduto dal seggiolone mentre ti davi lo smalto, forse non è stata così grave, e che quella volta che ha mangiato il gelato insieme ai croccantini del cane non ha causato poi un danno permanente. Insomma, seduta lì nel velluto rosso delle poltrone del teatro, piangi tutte le tue lacrime di madre orgogliosa mentre lui dice ben UNA battuta.
Sei una donna felice, soddisfatta della tua prole, alla quale hai insegnato l’amore per l’arte e hai strenuamente tenuto lontano da attività così poco creative, tipo…

3 IL CALCIO

“Mamma,voglio fare calcio.”
Una fucilata.
Un colpo secco al cuore.
La spada di Damocle che vi piomba tra capo e collo.
E dire che avete nascosto tutti gli oggetti di forma sferica in soffitta, che avete minacciato l’operatrice Sky di fracassare tutte le parabole del vicinato se non la piantava di proporvi il pacchetto calcio gratis, che lo avete portato a basket, hockey su prato e dama…
niente da fare.
“E teatro?”
“Basta.”
“E canto?”
“Basta.”
“E campane tibetane?”
“Quelle proprio basta.”
“E Yoga, ceramica, il corso di bielorusso e quello di mimo???”
“Basta, mamma, io voglio fare calcio.”
A nulla servirà battervi il petto, strapparvi le vesti e i capelli, a nulla appellarsi alla voce del sangue come Mario Merola ne ‘O zappatore, a nulla servirà disconoscerlo e diseredarlo, ormai siete destinate a diventare…

4 LA MAMMA DI UN CALCIATORE

C’è uno strano fenomeno che si verifica negli adolescenti nell’esatto istante in cui indossano per la prima volta le scarpette da calcio: diventano fighi.
O meglio, diventano fighi ai loro occhi e agli occhi delle coetanee, per voi hanno sempre la bocca sporca di latte, mentre loro inizieranno a collezionare lividi e sbucciature come medaglie, e a rotolarsi sul campo in preda al morso della tarantola ogni volta che qualche avversario li sfiorerà soltanto.
Una delle prime conseguenze del diventare fighi è il

5 MAMMA, NON MI TOCCARE I CAPELLI

Inutile cercare di comprendere. La capigliatura del pre-adolescente, essa deve obbedire a regole di moda e architettura a noi sconosciute, non provate a intervenire quando questa ingegnosa opera di ingegno e ingegneria viene perpetrata, potrebbero mordervi ferocemente. La capigliatura deve essere curata capello per capello, ma riproducendo un disordine naturale e esteticamente affascinante. Non provate a toccarli, sarebbe un grosso errore, nè a tentare di aiutarli, non siete capaci e non conoscete la moda attuale. Lacca, gel, cera e fissante vengono utilizzati profusamente durante il rito, che viene consumato in maniera maniacale e solitaria davanti allo specchio in occasioni particolarmente importanti quali:

6 LA PARTITA DI CAMPIONATO

Quella faccia lì caparbia e sicura, la divisa che un pò penzola, il ciuffo biondo che sventola, e la tua mano che passa tra i capelli e li tiene buoni, il tuo incedere allegro e il sorriso aperto e grande, l’aria spavalda e un pò strafottente, la fascia di capitano che ti inorgoglisce e mi fa lacrimare, senza che io possa controllarlo.
Ti vedo essere scheggia, essere acqua, essere muro, essere olio, ti vedo pavone e furetto, volpe e tigre, ti vedo grande e persino alto, ti vedo solo, e allo stesso tempo parte di un gruppo che tu ami e per il quale lotti. Ti vedo vincere e perdere, con la stessa tenacia e dignità, ti vedo uscire dagli spogliatoi, volarmi tra le braccia e dirmi: ”Mamma, domani non avrai più voce da quanto gridavi”. Ti passo una mano tra i capelli e tu mi lasci fare e andiamo via chiacchierando di pressing e fuori gioco, e io mi dimentico persino di chiederti se ti sei cambiato le mutande.

“Rosso Pistacchio” è la rubrica al femminile di IVG, ogni martedì a cura di Marzia Pistacchio: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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