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Loano, la “casetta dell’acqua” supera il milione di litri erogati

Un "record" che ha conseguenze importanti sulle tasche dei cittadini e sull'ambiente

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Loano. Un milione di litri. E’ questa la quantità di acqua erogata dalla “casetta dell’acqua” di via Foscolo a Loano dal giorno della sua inaugurazione, avvenuta nel dicembre del 2013, fino ad oggi.

Un dato che a suo modo rappresenta una sorta di record e che conferma come molti loanesi (ma non solo) preferiscano consumare la cosiddetta “acqua del sindaco” piuttosto che compare acqua minerale già confezionata in supermercati e negozi.

Questa scelta non ha conseguenze dirette soltanto sui portafogli dei cittadini (ogni litro d’acqua gasata o frizzante costa 5 centesimi di euro contro i 40 centesimi medi di una bottiglia da un litro e mezzo di acqua minerale confezionata) ma anche sull’ambiente.

A livello industriale, la produzione di un chilo di materiale (che permette di ottenere venticinque bottiglie della capacità di un litro e mezzo l’una) comporta un consumo di due chili di petrolio e diciassette litri e mezzo d’acqua e rilascia nel’atmosfera circa quaranta grammi di idrocarburi, venticinque grammi di ossidi di zolfo, venti grammi di ossidi di azoto, diciotto grammi di monossido di carbonio e quasi due chili e mezzo di anidride carbonica (che risulta essere il principale gas responsabile dell’effetto-serra).

Per approvvigionarsi alla “casetta dell’acqua” occorre infatti utilizzare bottiglie di vetro o di plastica: ricorrendo a contenitori riutilizzabili più volte, gli utenti evitano di acquistare continuamente nuove bottiglie di polietilene tereftalato (Pet) da dover poi inserire nel circuito del riciclaggio, con ovvi economici per le aziende che si occupano dello smaltimento dei rifiuti e quindi, di riflesso, per le amministrazioni comunali. Diminuendo i contenitori in circolazione diminuirà anche l’incidenza sull’ambiente degli agenti inquinanti derivanti dalla loro produzione.

Superata la soglia del milione di litri erogati, l’impianto di Loano verrà sottoposto ad un intervento di manutenzione straordinaria con sanificazione generale di tubazioni ed erogatori ed un check-up dell’impianto elettrico. Al termine degli interventi verrà svolto un controllo della qualità dell’acqua e, ad ottenimento di esito positivo, l’impianto verrà riaperto.

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