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Le opere dei vetrai di Altare in Sud America in mostra a Palazzo Madama Torino

Si intitola "Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi", dal 16 novembre 2017 al 19 febbraio 2018

Altare. Dal 16 novembre 2017 al 19 febbraio 2018 a Torino a Palazzo Madama la mostra “Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi” racconta il cammino dell’Umanità sul pianeta Terra nel corso dei secoli.

L’esposizione, ideata dal direttore di Palazzo Madama Guido Curto e curata insieme agli storici dell’arte del museo, racconta il cammino dell’Umanità sul pianeta Terra nel corso di una Storia plurimillenaria. In mostra un centinaio di opere provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama e da vari musei del territorio e nazionali: dipinti, sculture, ceramiche antiche, reperti etnografici e archeologici, oreficerie longobarde e gote, metalli ageminati e miniature indiane, armi e armature, avori, libri antichi, strumenti scientifici e musicali, carte geografiche, vetri, argenti ebraici e tessuti.

Nella sezione “Emigrazione italiana tra Otto e Novecento” la storia dei cittadini italiani che si spostarono in Sud America in cerca di un futuro migliore portando con sé competenze professionali importanti per lo sviluppo economico e culturale dei loro Paesi d’adozione è rappresentata emblematicamente dalle opere dei vetrai del Gruppo Tova (Tecnici Operai Vetrai Altaresi) che 70 anni fa realizzarono quattro cristallerie in Argentina e una in Brasile, perpetuando in Sudamerica la tradizione millenaria altarese del vetro soffiato e lavorato a mano.

Attraverso le opere esposte, in prestito dal Museo dell’Arte Vetraria Altarese, è possibile seguire il percorso interculturale dei vetrai altaresi, i quali, eredi di una tradizione millenaria nel cuore dell’Europa, vennero a contatto nel Nuovo Mondo con le altre culture vetrarie europee e con le culture autoctone precolombiane; in esito a questo incontro trasformarono e fecero evolvere la propria tradizione, arricchendola con nuove tecniche e nuovi stilemi e recuperando così nuovi elementi identitari.

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