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Evasione dai domiciliari, condannato il “maniaco” del bus: è capace di intendere

Il 54enne era evaso due volte in 24 ore, ma era finito in manette anche per atti osceni sul bus e denunciato per aver cercato di adescare un ragazzino ad Andora

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Andora. Lo scorso 4 settembre, dopo due denunce a piede libero e tre arresti nel giro di cinque giorni, era finito in carcere. Questa mattina, A.S., il cinquantaquattrenne di Stellanello finito inizialmente nei guai per aver cercato di adescare un minorenne in vacanza ad Andora (episodio per il quale è indagato a piede libero), è stato processato per la seconda evasione dagli arresti domiciliari.

Il suo difensore, l’avvocato Gabriele Spotorno, aveva chiesto che fosse giudicato con un rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica. Il medico che lo ha visitato ha giudicato A.S. è capace di intendere e volere (di conseguenza imputabile). Di conseguenza l’uomo è stato condannato a otto mesi di reclusione.

Prima di finire in manette per la terza volta, il cinquantaquattrenne aveva patteggiato un anno di reclusione in tribunale per evasione dai domiciliari, ma qualche ora dopo era stato nuovamente sorpreso in giro dai carabinieri di Andora che, di conseguenza, lo avevano arrestato per la seconda volta in meno di 24 ore. Ai militari l’uomo avevav spiegato di essere uscito di casa per compare le sigarette (il suo difensore ha sottolineato che non si è reso conto della gravità di quello che stava facendo).

Il primo arresto del cinquantaquattrenne era scattato a Sanremo per l’accusa di atti osceni in luogo pubblico con l’aggravante di essere stati commessi in presenza di minori. A mettergli le manette erano stati i poliziotti del commissariato della città dei Fiori dopo che l’uomo si era masturbato a bordo di un bus di linea nella tratta Sanremo-Arma di Taggia.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, A.S. era salito sul mezzo pubblico e, dopo aver visto due ragazzine, aveva iniziato a fissarle mentre compiva il gesto di autoerotismo (senza levarsi i pantaloni). Fortunatamente altri passeggeri si erano accorti di quello che stava succedendo ed avevano chiesto aiuto al 113 che gli avevano messo le manette ai polsi (per questa vicenda il processo è ancora pendente davanti al tribunale di Imperia).

L’arresto era poi stato convalidato in tribunale ad Imperia dove il giudice aveva disposto per lui gli arresti domiciliari (tenendo anche conto che, oltre alla denuncia dei carabinieri di Alassio per l’episodio di Andora un provvedimento analogo era stato emesso per aver cercato di adescare dei minori anche a Taggia). Peccato che A.S. qualche ora dopo fosse stato sorpreso dai carabinieri del Nor di Alassio, anziché a casa, al bar. Per questo era finito in manette per evasione.

Un episodio per il quale era stato processato per direttissima a Savona ed aveva patteggiato appunto un anno di reclusione. Il giudice aveva disposto per lui ancora una volta gli arresti domiciliari. Nel pomeriggio però era arrivato l’ennesimo colpo di scena: A.S. era stato trovato ancora una volta lontano da casa e, di conseguenza, era stato arrestato per la secondo volta in due giorni per evasione. A quel punto per lui le porte del carcere si erano aperte davvero.

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