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Confagricoltura e Università di Torino lanciano Ecozac: una rivoluzione per le aromatiche di Albenga

Bio erbicidi per eliminare le malerbe nei vasi: "Minori costi di produzione, rimedi ambientalmente compatibili e produzioni di maggiore qualità"

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Albenga. Al via, in questi giorni ad Albenga, il “progetto dimostrativo” approvato dalla Regione Liguria sul PSR 2014 – 2020, avente al centro delle attività previste la verifica della validità di recentissimi studi del Disafa dell’Università degli Studi di Torino.

“Ecozac, questo il nome del nostro progetto – precisa Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria – mira a verificare in campo gli studi universitari che potrebbero generare una piccola ma significativa ‘rivoluzione’ nella coltivazione delle aromatiche della Piana”. Il progetto infatti vuole dimostrare l’efficacia di bio erbicidi di origine vegetale nel processo produttivo di piante aromatiche in strutture protette ed in pieno campo.

Non solo: al di là dell’ovvio beneficio di sostenibilità ambientale, vi sono ritorni economici anche in termini di costo del lavoro. “Ad oggi, infatti – continua De Michelis – le uniche operazioni di scerbatura attuabili in pieno campo, soprattutto, ma anche in serra, sono o quella manuale o quella con l’uso di dischi sintetici o di cocco, messi sul vaso per impedire la fiorescenza di erbe e malerbe”.

Da studi di Confagricoltura si evince che in un’azienda media ingauna, con superficie in pieno campo pari ad un ettaro, laddove si coltivino 16 piante per metro quadrato, si spendono 7 centesimi/vaso per i richiamati dischi protettivi che risolvono, in parte, il problema delle malerbe, ma che si accompagnano, assai spesso, allo sviluppo di muschi sulla superficie dei dischi con ovvii problemi di innaffiatura regolare e costante penetrazione di concime.

“Laddove ai dischi si sostituisce la scerbatura manuale – proseguono da Confagricoltura – assistiamo ad un notevole aumento dei costi di produzione, dovuto al fatto che sulla medesima superficie devono, in piena campagna, lavorare almeno 10 uomini per 10 ore cadauno, dovendo ripetere, in stagione, almeno tre volte l’operazione. E il costo orario medio per un operaio specializzato è di 11,57 euro l’ora.

Grazie all’Università di Torino verrà testata un’innovativa serie di prodotti “naturali” e sostenibili per la gestione delle specie infestanti, volti alla riduzione delle sostanze chimiche in agricoltura, ovvero di erbicidi di origine naturale: erbicidi botanici o bio erbicidi. “Se il progetto, come speriamo, ‘dimostrerà’ la validità tecnica ed economica del tutto, avremo certamente una piccola ‘rivoluzione’ nella coltivazione delle aromatiche della Piana di Albenga”, concludono da Confagricoltura.

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