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Chiusura di Punta Crena, lettera al sindaco di Finale: “Smottamenti rocciosi? Colpa dei selfie estremi” fotogallery

Lo sostiene un anonimo finalese: "I giovani si sporgono per fotografarsi e smuovono le rocce. Cosa aspettiamo a intervenire, che cadano?"

Finale Ligure. Il pericolo di smottamenti rocciosi che ha comportato la chiusura dell’accesso alla spiaggia di Punta Crena non sarebbe da attribuire a comportamenti volontari o accidentali da parte di frequentatori della spiaggia, ma ai “selfie estremi” che i giovani amano postare su Instagram. E’ questa la tesi sostenuta da un anonimo finalese che ha deciso di scrivere al sindaco di Finale, Ugo Frascherelli, per denunciare il fenomeno.

A sancire la chiusura è stata l’ordinanza numero 195: troppo alto il rischio per gli eventuali utenti della spiaggia di essere colpiti da sassi e rocce che cadono dall’alto. Solo che l’origine di quegli smottamenti sarebbe diversa da quella individuata dal Comune: “Improbabile che gli stessi frequentatori della spiaggia si divertano a lanciarsi addosso massi rocciosi per autolesionarsi – recita la lettera – Piuttosto la vera causa non credo sia difficile da scoprire, basta semplicemente accedere ad un qualsiasi social network per scoprire cosa succede a monte della spiaggia, sul belvedere intorno alla Torre Saracena”.

E lì, infatti, che molti utenti dei social amano fotografarsi. “Una processione di ragazzini incontrollati – sostiene l’anonimo finalese – scavalca la blanda recinzione in legno anticaduta, in parte rotta dagli stessi, per sporgersi dal precipizio e scattarsi i tanto amati ‘selfie estremi’ da condividere sui social. Così facendo smuovono le rocce causandone la caduta sulla spiaggia. Ecco – insiste l’estensore della lettera – perchè è inutile chiudere l’accesso alla spiaggia sottostante, tra l’altro soltanto l’accesso via terra, come se chi accede via mare non sia in pericolo”.

selfie estremi punta crena

E qui arriva l’attacco al sindaco Frascherelli: “Questa ordinanza serve soltanto per permettere la caduta dei ragazzini in una spiaggia deserta, e per sollevare la coscienza dai fatti già precedentemente avvenuti. Spero sia migliorata ed attuata con raziocinio per salvaguardare la concreta incolumità di chi si trova in pericolo e non come un modo alternativo per riempire le casse comunali con sanzioni ai bagnanti portati in quel luogo dalla massiccia pubblicità. Ricordo infatti la grande sponsorizzazione da parte del Comune di Finale e della Regione alla spiaggia di Punta Crena come una delle più belle d’Italia: ora che si è riempito quel paradiso naturale di persone gli si vieta l’accesso?”.

selfie estremi punta crena

Alla lettera sono allegati una serie di scatti pubblicati su Instagram, che effettivamente ritraggono diversi giovani in cima alla scogliera. L’allarme è chiaro: “Arriverà forse il giorno in cui oltre alle rocce cadranno dal precipizio anche gli stessi ragazzini? Aspettiamo che caschino per intervenire realmente sulle cause?”. La speranza è, con questa denuncia, “di aver fatto una più accurata informazione al fine di salvaguardare il territorio ma soprattutto l’incolumità di chi non pensa quale danno può arrecare a se stesso e agli altri solo per il gusto di condividere un selfie estremo”.

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