IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Campagna del Pd per il reddito di inclusione: “Chance per le famiglie povere”

Il gruppo Pd in Regione: "La Liguria deve consolidare la rete sociale e la giunta Toti deve svolgere un ruolo attivo"

Liguria. Il primo gennaio 2018 entrerà in vigore il Reddito di inclusione (Rei) approvato dal Governo il 29 agosto scorso. Si tratta di uno strumento di contrasto alla povertà che sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione.

Il Rei consiste in un assegno mensile che può variare da 190 ai 485 euro (a secondo della composizione del nucleo familiare) per una durata massima di 18 mesi, mentre dovranno passare almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poter fare una nuova richiesta.

I beneficiari sono le famiglie con Isee inferiore a 6 mila euro e con figli minori o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultracinquantenni. Per accedere a questo contributo è necessaria l’adesione a un progetto personalizzato per il superamento della condizione di povertà.

Secondo i dati Istat del 2016, in Italia, un milione e 619 mila famiglie (circa 4,7 milioni di individui) vivono in condizioni di povertà assoluta. Si tratta del 7,9% della popolazione. A essere maggiormente colpite sono le famiglie con minori.

“In Liguria, sempre secondo i dati Istat del 2016, le persone povere sono 104.324, di cui 24 mila minori e circa 41 mila famiglie. Nello specifico i dati Inps 2016 per la Liguria ci dicono che nella nostra regione, l’anno scorso, sono stati presentati 24 mila Isee sotto i 3 mila euro; 10 mila Isee sotto i 5 mila euro; 12 mila Isee compresi nella fascia 5 mila e 7 mila 500 euro” ricorda il gruppo Pd in Regione Liguria.

La dotazione economica del Rei, a livello nazionale, è di 1,7 miliardi per il 2018 e 2,2 miliardi per il 2019. Si tratta di una misura strutturale. Una quota del fondo, 277 milioni nel 2018, sarà destinata a rafforzare la rete dei servizi sociali, per consentire alle persone a cui è rivolto il Rei di accedere a quest’opportunità (visto che le misure sperimentali di contrasto alla povertà degli anni scorsi – come il Sia – avevano scontato proprio una scarsa adesione da parte di una buona fetta di possibili beneficiari).

La quota del Rei che spetterebbe alla Liguria, secondo una stima basata sulla ripartizione del precedente Sostegno di inclusione attiva (e cioè del 2,1% del fondo totale) sarebbe di 31 milioni e 122 mila euro. “I punti cruciali per la Liguria sono tre. Per prima cosa, siccome c’è l’esigenza di allargare la platea dei beneficiari, il gruppo del Pd aveva presentato una proposta di legge per chiedere alla Regione di stanziare altri 2,5 milioni di euro. Una misura che avrebbe garantito un sostegno economico e un progetto di reinserimento lavorativo ad altre 625 mila famiglie liguri. Ma la Giunta Toti non ha neppure voluto discutere il provvedimento. Altre Regioni, come la Toscana, hanno integrato il Rei” affermano ancora i consiglieri regionali del Pd.

“La Giunta ligure, inoltre, deve approvare un atto di programmazione per adottare il Rei e far funzionare la rete dei servizi: un anello fondamentale per l’effettivo successo di questo strumento. Solo informando le famiglie che possono beneficiare del Reddito di inclusione, infatti, la misura potrà raggiungere l’obiettivo per cui è stata ideata. Nel passato le domande presentate e approvate per misure simili in via sperimentale sono state inferiori rispetto alle attese. Facendo un esempio pratico, potremmo analizzare i risultati della sperimentazione avviata nel 2012 di una misura di contrasto della povertà limitata alle famiglie residenti nelle città italiane con più di 250 mila abitanti (si parlava di una somma mensile variabile fra i 231 e i 400 euro per un anno). Lo stanziamento, a livello nazionale, era di 38,2 milioni di euro, necessari a raggiungere 9623 nuclei familiari dei 129398 considerati eleggibili in base ai requisiti. In quel frangente le domande presentate furono 17484, ma ne risultarono idonee soltanto 6899, per un impiego di fondi pari a 26,4 milioni, abbondantemente al di sotto dello stanziamento. Non è un caso, quindi, che per il Rei il Governo abbia deciso di dedicare una parte del fondo (277 milioni su 1,7 miliardi a livello nazionale) proprio a rafforzare la rete”.

“In questo caso la Giunta regionale ligure svolge un ruolo determinante, anche se al momento, a due mesi dall’entrata in vigore del Rei e a meno di un mese (primo dicembre) della data a partire dalla quale si possono presentare le prime domande, dobbiamo constatare che la Liguria appare ancora impreparata. La Regione, quindi, faccia la sua parte e si sbrighi ad approvare l’atto di programmazione e a organizzare, anche grazie allo stanziamento dedicato al rafforzamento dei servizi (8,5 milioni per Liguria), un intervento capillare ed efficace, per raggiungere e aiutare tutti coloro che possono beneficiare del Rei” conclude il gruppo Pd in Regione.

Infine, il gruppo del Partito Democratico in Liguria, nei prossimi giorni, darà il via a una campagna informativa in tutta la regione – tramite l’affissione di manifesti – per far conoscere il più possibile il Reddito di inclusione.

anna giacobbe

“Questa mattina, insieme al gruppo Pd del Consiglio Regionale, abbiamo illustrato le politiche per il contrasto alla povertà promosse a livello nazionale e l’iniziativa del Pd verso la Regione Liguria perché faccia quello che le compete, recuperando il ritardo e la scarsa sensibilità dimostrata dalla Giunta regionale” aggiunge la parlamentare del Pd Anna Giacobbe.

“E’ stata una occasione anche per illustrare le novità contenute nel disegno di Legge di Bilancio 2018, di cui è iniziato l’iter parlamentare”.

“Il disegno d Legge di Bilancio prevede l’incremento del Fondo per il contrasto alla povertà e l’estensione del Reddito di Inclusione, ad oggi destinato ai nuclei familiari con figli minori o con grave disabilità, e ad una parte di quelli con disoccupati over55, con ISEE sotto i 6000 euro e reddito disponibile sotto i 3000 euro (si tratta di valori ricavati applicando il coefficienti di equivalenza, cioè dividendo il reddito della famiglia per 1,57/2.04/2,46/2,85, a seconda che i componenti siano 2, 3 4, o 5, e sottraendo l’importo di particolari spese, ad esempio l’affitto sino a 7000 euro l’anno)”.

“A partire dal 1 gennaio 2018 il Reddito di Inclusione sarà destinato a tutti i nuclei con disoccupati ultra55enni, indipendente dalla causa dello stato di disoccupazione, e dal 1 luglio 2018 a tutti i nuclei familiari, sempre con ISEE sotto i 6000 euro e reddito disponibile sino a 3000 euro. E’ prevista al possibilità di aumentare il contributo dei Re I per le famiglie più numerose”.

E la parlamentare del Pd aggiunge: “Con l’incremento del Fondo previsto nel ddl di Bilancio si realizza quindi una misura di contrasto alla povertà di carattere universale, pur limitata ad una fascia di reddito definita. Vengono aumentate anche le disponibilità finanziarie per il potenziamento dei servizi degli ambiti sociali. Il ddl prevede ulteriore incrementi del Fondo a partire dal 2020 per estendere l’intervento di contrasto alla povertà secondo finalità che saranno definite nel “Piano Povertà” (innalzamento della soglia di reddito, e/o aumento del valore del contributo economico, incremento risorse per potenziamento servizi o altri interventi)”.

“Anche le risorse per il rafforzamento dei servizi sociali dei comuni viene incrementato. E’ molto importante, perché il reddito di inclusione non è solo un contributo economico, o una misura assistenzialistica, ma ha anche una componente di servizi di supporto alle persone e alle famiglie: la deprivazione sociale si contrasta anche spingendo le famiglie a fare frequentare la scuola ai propri figli o a utilizzare correttamente i servizi sanitari, a combattere le dipendenze (pensiamo a quella da gioco patologico), ecc” conclude Anna Giacobbe.

Ecco nel dettaglio quali requisiti occorre avere per accedere al Rei:
-valore Isee inferiore a 6 mila euro
-valore ISRE inferiore a 3 mila euro (cioè il reddito effettivamente disponibile, per esempio detratto l’affitto)
-un valore del patrimonio immobiliare inferiore a 20 mila euro, esclusa l’abitazione principale
-un valore del patrimonio mobiliare inferiore a 6 mila euro accresciuto di 2 mila euro per ogni componente del nucleo dopo il primo, fino a 10 mila euro
-nessun componente del nucleo intestatario di auto o moto acquistati nei 24 mesi precedenti la richiesta del beneficio.
-nessun componente intestatario di navi o imbarcazioni da diporto.

Inoltre, in via transitoria, sono richiesti alternativamente alcuni requisiti sulla composizione del nucleo:
-presenza di un minore,
-presenza di persona con disabilità e almeno un suo genitore,
-donna in stato di gravidanza accertata,
-presenza di un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni in stato di disoccupazione che abbia cessato di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.