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Cairo Montenotte, da oggi l’Iss porta il nome di Federico Patetta fotogallery

"Un cairese di levatura europea, un giurista illustre e grande storico del diritto, fondatore della storia del diritto italiano all'Università di Torino"

Cairo Montenotte. L’Iss di Cairo da oggi porta il nome di Federico Patetta. Si è infatti svolta la cerimonia di intitolazione in entrambe le sedi della scuola alla presenza delle nipoti del grande giurista europeo, Beatrice e Margherita Fumagalli, del dirigente scolastico Monica Buscaglia, del sindaco Paolo Lambertini e del consiglio comunale, dell’assessore regionale Stefano Mai, autorità civili e religiose, studenti e docenti.

La cerimonia di intitolazione dell'Iss di Cairo a Federico Patetta

Come ha illustrato la dirigente, “il primo percorso tecnico a Cairo ha preso il via nell’anno scolastico 1959-60, dal Boselli di Savona. Nel ’75 viene completata la sede divia Allende e nel ’79 si inaugura quella di via XXV Aprile. Nel 2000, le succursali cairesi del Ferraris e Da Vinci diventano autonome del tutto. Un lungo percorso con diverse anime accomunate dalla volontà di anticipare la realtà produttiva della Val Bormida e che hanno saputo cogliere le novità del ministero. Le sperimentazioni nazionali sono partite infatti proprio da Cairo”.

Anche il sindaco è intervenuto per sottolineare quanto l’istituto dia una bella immagine di Cairo e della Valbormida. Ma chi era Federico Patetta?

“Un cairese di levatura europea, di cui ricorre il  centocinquantesino anno dalla nascita – spiega Lorenzo Chiarlone – un giurista illustre e grande storico del diritto, fondatore della storia del diritto italiano all’Università di Torino, che alla fine della sua carriera accademica ha deciso di tornare a Cairo per studiare ancora”.

“Di lui abbiamo i ricordi più “casalinghi” raccontati dalla nonna – commentano le nipoti –  Il nostro prozio scelse di tornare a Cairo perché era casa sua, gli apparteneva questo territorio. Studió tutta la vita senza mezzi, con caparbia ostinazione, in famiglia si dice che ogni quadro, ogni mobile custodisse appunti suoi proprio per la sua ossessione maniacale di catalogare ogni cosa. Probabilmente, se fosse vissuto oggi, non si sarebbe perso nessuna raccolta di bollini e di figurine!”, conclude con una battuta Federica Fumagalli.

 

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