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Borghetto in pre-dissesto, le minoranze: “No ai tagli a biblioteca e proloco”

Ma il sindaco rassicura: "Nessun taglio. E i servizi sospesi saranno riattivati appena possibile"

Borghetto Santo Spirito. Il piano decennale di riequilibrio finanziario e i tagli ai servizi hanno tenuto banco nell’ultima seduta del consiglio comunale di Borghetto tenutasi ieri sera.

A scatenare nuovamente lo scontro tra la maggioranza del sindaco Giancarlo Canepa e i due gruppi di minoranza di “In Cammino” e “Liberiamo Borghetto” l’interpellanza presentata da questi ultimi e riguardanti proprio le decisioni assunte dall’amministrazione nonostante il piano di rientro non sia stato ancora elaborato.

Maria Grazia Oliva di “In Cammino” ha spiegato: “L’amministrazione ha bocciato la nostra richiesta di istituire una commissione di indagine che facesse luce sul buco di bilancio e non ha ancora adottato il piano di rientro né convocato l’annunciata assemblea pubblica in cui avrebbero dovuto spiegare ai cittadini le cause che hanno portato a questa situazione. In compenso, ha cancellato le agevolazioni su refezione scolastica e nido comunale e ha soppresso i servizi educativi forniti dal centro ragazzi colpendo le fasce più deboli del tessuto sociale. Attualmente, poi girano voci riguardanti possibili tagli alla biblioteca e alla proloco, anche dal punto di vista del personale. Vorremmo dunque conoscere i provvedimenti che l’amministrazione intende assumere per tutelare biblioteca e proloco ed i rispettivi dipendenti, in tanti anni hanno dimostrato competenza e attaccamento al lavoro. Perché sono stati assunti provvedimenti così drastici senza piano di rientro?”

A rispondere è stato il sindaco Canepa, che ha ribadito che “la scadenza per la presentazione del piano è il 13 dicembre. L’assemblea cittadina si terrà dopo quella data, in maniera tale da spiegare ai borghettini la situazione e le misure che intendiamo adottare per non creare ulteriore confusione. Circa i servizi soppressi, il centro ragazzi funziona a pieno regime. Abbiamo solo sospeso un servizio accessorio, cioè ‘Vado al centro e mi concentro’ che certamente era importante ma era un semplice ausilio per i compiti”.

“Per quanto riguarda la biblioteca, il servizio non verrà affatto eliminato. Semplicemente, andremo a rivedere il servizio di prolungamento dell’orario fornito da una cooperativa. Quando si parla di proloco, invece, la prima preoccupazione è riferita al personale che ci lavora. E’ una questione che mi tocca da vicino a livello personale: ho un rapporto di amicizia decennale con il suo responsabile. La proloco ci ha chiesto quali fossero le nostre intenzione circa il servizio fornito dall’associazione. Noi in questo momento non siamo in grado di mantenerlo alle stesse condizioni del passato, ma stiamo valutando la possibilità di ridurne la copertura sull’arco dell’anno. La proloco ci ha ribadito la necessità di garantire almeno sei mesi all’anno quantificando la spesa in circa 21 mila euro. Altre proloco hanno sì un piccolo contributo da parte del Comune ma si autosostengono organizzando eventi, sagre, fiere. A Borghetto questo non è mai avvenuto”.

“Aspettiamo di avere il piano – ha aggiungo Canepa – Per quanto riguarda la biblioteca, abbiamo previsto un piano B che non è ancora stato ufficializzato, ma che (grazie all’interessamento del consigliere delegato alla cultura Mariacarla Calcaterra) potrebbe vedere il contributo della Fondazione Vacca, disposta ad assumersi l’onere di mantenere questo servizio. La situazione è indubbiamente grave, ma stiamo cercando di affrontarla. Sui servizi tagliato, abbiamo deciso di procedere immediatamente con questa decisione perché la nostra prima scelta è stata quella di eliminare tutte le spese superflue. Se saremo in condizioni, li ripristineremo più avanti”.

Il sindaco ha poi espresso il suo pensiero a proposito dei manifesti affissi in città dalle minoranze e riguardanti i “tentativi di insabbiamento della verità” successivi alla decisione di non istituire la commissione d’inchiesta sul buco di bilancio.

“Ciascuno può manifestare il proprio dissenso come vuole – ha detto Canepa – ma affermazioni come ‘gettare fumo negli occhi per insabbiare tutto’ e vuole ‘oscurare accertamento della verità’ sono dichiarazioni forti che presuppongono la malafede da parte nostra. Voi della minoranza state delegittimando un’amministrazione eletta che non ha ancora finito un percorso obbligato. Avreste fatto meglio ad attendere la presentazione del piano di rientro e le nostre spiegazioni dell’accaduto. Solo in quel momento potrete legittimamente non essere d’accordo e rivolgervi a chi vorrete. Darci degli insabbiatori è gravissimo e potrebbe comportare il ricorso alle vie legali. Ci state dando dei mafiosi in maniera neanche troppo velata. Concedeteci il beneficio del dubbio. Istigare in questo modo non giova a nessuno”.

“Nessuno vi accusa di niente – ha ribadito Giancarlo Maritano – Ma speriamo che, una volta redatto il piano di rientro, non ci darete il materiale cinque giorni prima del consiglio comunale in cui lo andremo a discutere. Non ci sarebbe tempo”.

L’assessore al bilancio Roberto Moreno ha detto: “Da diverso tempo siamo al lavoro alla redazione del piano, che in una sua parte dovrà contenere proprio una descrizione generale dell’Ente e le indicazioni dettagliate delle cause che hanno portato a questa situazione di disequilibrio. Abbiamo deciso di organizzare l’incontro pubblico dopo l’approvazione del piano non perché vogliamo informare la cittadinanza a cose fatte, ma perché stiamo ancora cercando di capire quali siano i problemi (che abbiamo individuato) ma soprattutto le possibili soluzioni. Per portare avanti questo lavoro abbiamo convocato diversi incontri e, ad esempio, abbiamo chiesto al revisore di fare un percorso insieme a noi passo a passo ed evitare poi di prendersi troppo tempo per approvarlo. Qui coi termini non si scherza: se non approviamo il piano in tempo, il Comune passerà in automatico dal pre-dissesto al dissesto. L’implicazione più lieve sarà lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo di un commissario. Ma non solo: la normativa stabilisce che, per ritrovare l’equilibrio, l’Ente dovrà eliminare gran parte del personale, cioè circa 45 persone. Sarebbe un disastro”.

Circa la commissione d’inchiesta, Moreno ha fatto notare: “La commissione consiliare che dovrà fare luce sul buco è composta da consiglieri comunali esattamente come la commissione d’inchiesta che avevate proposto. Non ci sono differenze rispetto tra le due. Tra l’altro anche la commissione capigruppo può chiedere audizioni o il supporto di tecnici per determinate questioni. Nel momento in cui dovessero spiegazioni da parte del responsabile del servizio contabile, di un ex sindaco o da chiunque altro, queste arriveranno”.

“Abbiamo già incontrato il magistrato della Corte dei Conti. Man mano che i numeri prendono forma, la mia preoccupazione aumenta. La prassi stabilisce che un Comune in pre-dissesto dovrebbe ritrovare equilibrio entro i primi cinque anni. Ma noi avremo difficoltà proprio in questa prima fase. Fino al 2021 saranno duri. Abbiamo già posto in essere alcune azioni o perché coprono tre anni o riguardano l’anno scolastico che è a cavallo tra un anno fiscale e l’altro. Sulle agevolazioni per i servizi, vedremo se potremo reintrodurle. Stileremo un elenco di servizi che saremo in grado o non saremo in grado di fornire e vedremo se e come erogarlo. Ma non vi nascondo che sono preoccupato. Una volta che avremo una bozza del piano dovremo andare a parlare col magistrato della Corte dei Conti per farci dire se vorrà applicare in modo rigoroso questo orientamento facendoci fare lo sforzo maggiore subito o ci darà la possibilità nel secondo quinquennio. Se non sarà così, sarà dura”.

Commenti

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  1. Scritto da briant88

    Sarà bene che l’opposizione si renda conto che cosa significherebbe per l’ente passare al dissesto. Tagliare da qualche parte bisognerà pure.