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Bando gestione Museo della Ceramica, Verdi dubbiosi: “Operazione poco realistica”

Danilo Bruno molto critico: "Il centrodestra locale governa non avendo mai piena cognizione di ciò che sta facendo"

Savona. “L’affidamento della gestione sperimentale – per un periodo di due anni, con possibile proroga per un successivo triennio – sarà preceduto da un percorso in cui i partecipanti, singolarmente o in gruppi, saranno guidati nella formulazione di un business plan e di un modello innovativo di gestione che comprendano, oltre alle attività di accoglienza, mediazione culturale e didattica, anche tutti i servizi di management museale, dalla biglietteria all’organizzazione di eventi”. E’ quanto emerge da un bando di gara della Fondazione Garrone volto all’individuazione di nuove forme di promozione e gestione del Museo della Ceramica di Savona.

Team di esperti dovranno presentare il progetto di gestione entro il 13 dicembre, quindi partecipare ad un evento denominato “Hackathon day: un futuro di ceramica” che si svolgerà il 16 gennaio 2018 dalle 9.30 alle 18.30 al Campus di Savona in cui dovrebbe essere individuato il progetto migliore.

“Noi Verdi – commenta il portavoce Danilo Bruno – vorremmo sollevare alcuni dubbi sempre che la notizia, così come ricevuta, sia stata ben compresa, poiché si tratterebbe di cedere la gestione di una delle più importanti strutture culturali della città per almeno cinque anni senza capire quale sia il ruolo futuro dell’ente pubblico. O forse si spera che esso venga definito nel progetto vincitore poiché, forse, il centrodestra locale non ha ancora capito quali siano i compiti culturali del comune?”.

“Tale decisione, qualora corrisponda al vero così come è stata pubblicata – puntualizzano i Verdi – non è stata portata a conoscenza del consiglio comunale nel Documento Unico di Programmazione (DUP) dove invece ci si affretta a ribadire che la sperimentazione della gestione del museo archeologico deve continuare nel medesimo modo ovvero senza che il comune tiri fuori un soldo per la gestione lasciando quindi la conservazione, la didattica, la produzione culturale e scientifica nella capacità dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, che cerca di farvi fronte solo per amore dell’archeologia e della città”.

“Ci piacerebbe poi sapere – prosegue Bruno – se, tornando al museo della ceramica, la competente Sovrintendenza sia stata informata e quali eventuali disposizioni abbia dato in merito alla gestione e/o rotazione delle opere esposte. Infine vorremmo capire se vi saranno due biglietterie separate o se ciò significa il passaggio all’esterno di tutti i servizi sopra descritti anche per la Pinacoteca; e se gli eventuali soldi risparmiati verranno finalmente investiti nel museo archeologico o nell’apertura continuata della cella di Mazzini o nell’affidamento al museo archeologico della gestione dei musei Cuneo e Pertini”.

“Ci permettiamo quindi di esprimere la nostra preoccupazione per una operazione apparentemente poco realistica – concludono i Verdi – e soprattutto che apre tanti e tali problemi da indurre a pensare che, come al solito, il centrodestra locale governa non avendo mai piena cognizione di ciò che sta facendo”.

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